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Scuola - Gender: in arrivo manifestazione davanti al Miur

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L’ Associazione «Non si tocca la famiglia», promotrice della petizione nazionale contro provvedimenti non autorizzati dalle normative scolastiche, su «carriera alias» e asterischi a scuola, ha incontrato oggi il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso con CitizenGO e Family Day.

L’incontro che aveva lo scopo di consegnare le oltre 20.000 firme raccolte in pochissimi giorni, per denunciare gli abusi didattico educativi di matrice gender nelle scuole, aveva l’obiettivo di sottolineare il vulnus normativo attorno a cui ruota l’introduzione della carriera Alias.

Provvedimento per il quale diversi istituti in modo illegittimo stanno garantendo agli studenti transessuali o con disforia di genere, di sostituire ‒ nel registro elettronico, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola ‒ il proprio nome anagrafico con un nome di elezione corrispondente al genere a cui si sentono di appartenere, la scuola si impegna anche a garantire spazi ad hoc (es. bagni, spogliatoi transgender ecc.).

Tale iniziativa esula dal concetto di autonomia scolastica con la quale si intende solo una flessibilità nell’attuazione di percorso educativi inseriti in un quadro normativo precostituito, in questo caso parliamo di un provvedimento straordinario, mai preso finora dalle istituzioni scolastiche (a detta di qualcuno tra gli stessi promotori addirittura epocale) e che coinvolge le competenze di Docenti e Genitori avendo a che fare in modo non certo secondario con la funzione educativa legata ai loro rispettivi ruoli.

Lo afferma Giusy D’amico presidente dell’associazione Non Si Tocca la Famiglia spiegando che le sempre più numerose segnalazioni dei genitori, che giungono da varie parti di Italia, non condividono queste entrate a gamba tesa dell’ideologia gender nelle scuole, segnalano che l’approvazione di queste cosiddette Carriere Alias, avviene nella quasi totalità dei casi, con la sola approvazione dei consigli di istituto senza passare per il parere degli organi collegiali e il consenso dei genitori, mortificando così il patto di Corresponsabilità Educativa.

Non esiste dunque alcun “diritto” alla «carriera alias», esiste il diritto all’ inclusione del quale la scuola si è sempre fatta garante, ma non possiede le competenze per modificare i dati anagrafici di bambini e ragazzi , una volta che gli atti siano stati depositati e dunque modificabili soltanto in caso di pronunciamento di un giudice. Abbiamo reso noto al sottosegretario che i registri di classe sono atti pubblici, finalizzati a documentare gli aspetti amministrativi della classe, dunque immodificabili se non da tribunali competenti.

Abbiamo chiesto il rispetto rigoroso dei passaggi sia nei consigli di istituto che nel collegio dei docenti, oltre che l’acquisizione del Consenso Informato Preventivo delle famiglie come da Nota Ministeriale n. 19534 del 20-11-2018.

Siamo pronti come Non si tocca la famiglia a mobilitare i genitori davanti al Miur per avere risposte certe su quelle che si rivelano sperimentazioni pericolose non solo su categorie fragili, ma oltretutto senza tener conto delle gravi ricadute sul piano sociale pedagogico educativo che tutto questo avrà su tutti gli altri bambini e ragazzi ai quali bisognerà spiegare le rischiose stravaganze di certe iniziative, non ancora autorizzate da nessuno

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24/02/2022
2701/2023
Sant'Angela Merici

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