Società

di Stefano Di Tomassi

Il messaggio nella bottiglia

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Possiamo fare tanto per la crisi Russia-Ucraina, agevolare un ambiente bello con la prassi della prossimità. La pedagogia della prossimità può salvare il mondo: il locale può venire in aiuto del globale.

In queste ore drammatiche nelle quali i mass media globali e le diverse narrazioni geo politiche dei vari potentati ci rimpallano notizie drammatiche Ostia e il suo Territorio vogliono rivelare questo segreto, quasi un elisir, un vaccino contro la guerra, la paura, l’odio. E si chiama ‘prossimità’.

“Ci conosciamo in tanti – ci racconta una famiglia russa di Ostia – ci parliamo anche con famiglie ucraine. Non vogliamo litigare perché sempre ci siamo incontrati con pace. I nostri figli hanno giocato insieme. E allora non parliamo della guerra: evitiamo certi argomenti che non viviamo noi qui. Ci concentriamo a vedere i bambini giocare e parliamo della spesa e di queste cose normali.”

Prossimità. Una vicinanza di lingua e di cultura e di fatto una radice comune lega gli ucraini e i russi. Nel solco di questa sorta di ‘fratellanza’ poi si inserisce la vita come ‘vicini di casa’ sullo stesso Territorio lidense , la quotidianità nell’affrontare problemi pratici pressocché identici, (la scuola, la famiglia e i bambini, il parchetto di fronte casa, lo sport, la spesa, pagare le bollette, andare al mercato etc…).

Le ideologie, i deliri della ragione, i massimi sistemi che ci separano, le teorie arzigogolate si combattono con la logica del Cuore, sentimenti, emozioni, empatia: il vivere vicini a contatto, in relazione ci aiuta a uscire da una bolla virtuale asettica e apatica.

Certo, è possibile che ci siano parenti nei Paesi coinvolti, ma il rimando che gli viene dato dai Territori dove si abita potrebbe anzi trasmettergli la speranza in una convivenza possibile malgrado le pressioni ideologiche dei particolari poteri forti coinvolti.

Qui a Ostia si sta intensificando un percorso attivato da anni: l’unità dei cristiani, che passa anche nel trovare una casa di preghiera per le comunità cristiane di altra tradizione che quella cattolica. Solo pochi mesi fa è nata la commissione cultura della prefettura di Ostia (le chiese locali) e così Gesù può aiutare alla Pace, perché le culture seguono il suo comune insegnamento.

Responsabile per l’unità dei cristiani per questa commissione cultura in Ostia è don Franco Nardin, parroco in Nostra Signora di Bonaria (dietro al mercato appagliatore) e promotore della Teologia del Cuore insegnamento comune condiviso con Papa Francesco.

Si perché, parallelamente alla vita pratica materiale, scorre quella dello Spirito, religiosa, vissuta nella stessa radice Cristiana e Ortodossa sebbene – a differenza della chiesa cristiana universale (cattolica) – ciascuno viva tradizione e organizzazione a seconda del proprio Paese.

A Ostia dunque si accompagna questo cammino. Già da più di venti anni si sono così inseriti i rumeni e la loro cultura cristiana verso una collaborazione e una loro chiesa. Lo stesso si sta facendo con la comunità russa e con quella ucraina. Questo percorso avviene in stretta vicinanza alla chiesa di Roma, alle nostre parrocchie locali presidio capillare sul territorio.

E allora una chiesa ortodossa russa potrà essere affiancata a una parrocchia di Ostia e una ortodossa ucraina presso un’altra. Prossimità, quotidianità, fede, cultura locale vigileranno su certi cosiddetti “poteri forti” che poco si curano dei vissuti pratici, non hanno empatia, ma che mirano a loro obiettivi economico finanziari, che scavalcano a volte schiacciano le persone, le famiglie, le usano.

Infine ci si sente vicini in una vita sociale e culturale all’interno di uno stesso Territorio che esprima con orgoglio la propria identità storica locale, abbracciando con i suoi eventi storici, le tradizioni locali, le differenze come un mare che accoglie in sé i mille rivoli, affluenti e fiumi che una più ampia storia globale gli consegna.

Ecco allora che sui Territori, a Ostia, si può fare molto per la crisi Russa-Ucraina; questo è importante testimoniarlo soprattutto a chi ha compiti educativi, sociali e culturali, dagli insegnanti nelle scuole, agli educatori, alle mamme e ai papà.

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28/02/2022
0407/2022
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