Politica

di Roberto Signori

L’Unar finanzia il gender nelle scuole

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“Il 2022 è cominciato con una grande notizia: grazie alla sinergia fra i gruppi di lavoro dell’associazione abbiamo vinto il bando indetto dall’UNAR a sostegno dei nostri progetti contro la discriminazione. Terzi in graduatoria, otterremo risorse per migliorare e promuovere i nostri servizi, come l’helpline Pronto ⋅ Accoglienza e ascolto lgbtqia+ e l’assistenza psicologica, il progetto Gruppo Scuola - Arcigay Milano, la tutela legale, l’integrazione sociale ed abitativa, le iniziative culturali, quelle del Gruppo Salute Arcigay Milano e altre ancora”.

Questo il post con cui Cig Arcigay Milano annuncia con toni trionfalistici di aver ricevuto alcuni finanziamenti dall’Unar. In realtà non si tratta affatto della prima volta che Unar collabora con Arcigay, anzi, ricordiamo la famosa “Strategia Nazionale LGBT”, il documento prodotto dal Dipartimento per le Pari Opportunità e da UNAR “per fornire misure ed azioni concrete per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” approvato nell’aprile 2013 e che si è tradotto in un proliferare di iniziative ad hoc, condotte anche nelle scuole, proprio dalle associazioni arcobaleno, ovviamente spesso o quasi sempre senza alcun contraddittorio e sostenute da lauti finanziamenti (e parliamo sempre di soldi “pubblici”).

Stavolta, appunto, è la realtà milanese ad essere protagonista, non facendo nessun mistero di avere un progetto-Scuola. Insomma, senza ormai più nessuna censura, calpestando apertamente la priorità educativa dei genitori, sulle questioni eticamente sensibili, si annuncia pubblicamente, sui social, con esultanza, che una nuova ondata arcobaleno sta per travolgere le scuole, con buona pace di tutti quei genitori e ragazzi che non sono affatto d’accordo con l’approccio proposto, anzi, imposto. Ma non ci arrenderemo neppure questa volta

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04/03/2022
0207/2022
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