Società

di Roberto Signori

Cristianofobia in Francia

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Quasi novecento atti anti-cristiani in un anno, quasi 1700 atti anti-religiosi nello stesso periodo. Anche in Francia, i cristiani restano i fedeli più sotto attacco, con un trend che va dai 700 ai 900 atti anti-cristiani l’anno che non accenna a diminuire, e che ha subito un piccolo calo solo nel periodo delle restrizioni anti-COVID (sostituito, però, dagli attacchi alla libertà religiosa).

Le ultime cifre sono quelle fornite annualmente dal ministero dell’Interno francese, e sono state presentate lo scorso 10 febbraio dalla missione ministeriale degli atti anti religiosi. Nello specifico, gli atti anti-religiosi nel 2021 sono stati 1.659, e 857 erano atti anti-Cristiani. Le azioni contro l’ebraismo sono state 589, e 213 quelle contro l’Islam.

Ora, saranno i parlamentari Isabelle Florennes e Ludovic Mendes, su mandato del primo ministro Jean Castex, a investigare sugli incidenti anti-religiosi, e presenteranno il loro rapporto a marzo, alla vigilia delle elezioni residenziali francesi.

La Francia, figlia primogenita della Chiesa, ha una popolazione cattolica che riguarda solo il 48 per cento della popolazione, e una forte secolarizzazione. Gli atti anti-cristiani sono continuamente riportati dall’Osservatorio per la Cristianofobia, e vanno dal vandalismo alla profanazione.

In particolare, due lo scorso anno gli atti anti-cristiani più gravi: l’uccisione del sacerdote Olivier Maire a Saint-Laurent-sur-Sévre, nell’Ovest della Francia; e le minacce lanciate contro cattolici che prendevano pare ad una processione mariana nel dicembre 2021.

Se tutti ricordano l’assassinio di padre Jacques Hamel nel 2016, va ricordato che gli atti anti-cristiani hanno raggiunto un picco di 996 nel 2019, una media di 2,7 al giorno, mentre un militante islamico aveva ucciso tre persone nella basilica di Notre Dame a Nizza nel 2020.

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08/03/2022
0310/2022
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