Società

di Fabio Annovazzi

DAGLI SQUALI DA PISCINA AI MEGALODONTI DEGLI OCEANI IL PASSO E’ BREVE

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

La violenza è l’arma dei deboli e la ragione di chi ha torto. Sempre, in ogni caso, sia che si parli di guerra con le armi, con la lingua, con la penna o con la tastiera. Non vi è alcuna distinzione in merito, ed è per questo che mi stupiscono ben poco gli ultimi recenti tragici eventi bellici: l’odio che giace in fondo a troppi cuori prima o dopo viene a galla. Certamente vi è una graduatoria valoriale, non si possono paragonare dei semplici alterchi con delle bombe a grappolo sganciate su degli umili innocenti, ma è innegabile che se ispezionassimo con cura l’anima di taluni presunti pacifinti rimarremmo inorriditi dall’astio incredibile che covano nelle loro viscere, è lì nitido da constatare ogni ora e ogni momento. Un vulcano che continua ad eruttare lava tossica a go go e che sfocia nel cercare ossessivamente un capro espiatorio con cui pigliarsela.

Sono alla ricerca perenne di un appiglio con cui sfogarsi, di un nemico spesso immaginario da prendere a pretesto per vomitargli addosso tutta l’ira interiore. Non credo di essere lontano dalla verità dicendo che se taluni ciarlatani nostrani fossero al posto dell’autocrate russo avrebbero già premuto il tasto rosso nucleare da un bel pezzo. Mi fa specie e tristezza leggere la loro voglia ossessiva di attaccare chiunque passi sotto i loro schermi e le loro sgrinfie, il loro astio assatanato verso chi non è esattamente sulla lunghezza d’onda che desiderano. Non considerano certo l’interlocutore virtuale o reale come un fratello, figlio dello stesso Dio, con cui discutere amabilmente, non si mettono mai nei panni altrui cercando di capirne le ragioni, fremono dalla voglia di imporre una verità totalmente di parte a loro piacimento. Gli prudono le mani e gli indici, non vedono l’ora di esternare quello spirito di risentimento e rivalsa che covano nel profondo. Per fortuna viviamo in un epoca fortemente virtuale dove le aggressioni si limitano ad essere solo scritte, se no avremmo un aumento esponenziale della popolazione carceraria… Viviamo in un epoca in cui trionfano gli incendiari e si insultano i pompieri che tentano di circuire il fuoco. L’arte della mediazione sta scomparendo e tanti piccoli dittatorelli vengono avanti imperterriti ogni giorno. Sono squali da piscina o poco più, il dramma è se prendono il largo nei mari del potere, quando diventano megalodonti allora si che fan danni infernali. La moderazione è scomparsa da tempo, vige un estremismo preoccupante del muro contro muro, lo stiamo sperimentando in questi tempi difficili. Sarò forse pessimista ma non vedo più in giro nel vecchio continente (e men che meno in Italia) politici con quell’arte di calmare acque politiche agitate, che riuscivano a distogliere, o a tranquillizzare, dittatori sanguinari da intenti nefasti. Vige il mero interesse del proprio piccolo orticello, una clamorosa miopia acuta in quest’epoca globale generalizzata. Tutto ciò non nasce dal caso, non è venuto avanti dal nulla, è il risultato di un disinteresse collettivo assurdo che si tramuta o in un astensionismo maggioritario nelle votazioni, o in un inutile e reiterata invettiva alla politica che nasconde sotto sotto disinteresse egoistico. Vero è che il quarto potere ci ha messo del suo, con una pletora di giornalisti oramai più proni a servire il padronato di turno che a raccontare la verità, però è troppo comodo stare solamente sugli spalti a oltraggiare l’arbitro dandogli epiteti poco carini, bisogna avere il coraggio scendere in campo, ognuno nel proprio ambito di competenza. E di gente valida e moderata ne abbiamo a iosa, ne sono più che certo. Al bando i pusillanimi, agli ignavi Dante riserva il girone peggiore dell’inferno, e ne aveva ben ragione. Ma anche questo continua frammentazione dei soggetti politici non giova alcunché, questa rissa perpetua scatenata per un nonnulla meriterebbe un girone apposito nella Divina Commedia. Lasciatemelo scrivere: tempeste inutili in un bicchiere d’acqua, che avvelenano solo le menti dei semplici incupendone l’anima ed allontanandoli dalla cosa pubblica. Ci mettono del loro, purtroppo, anche troppi politici cattolici oramai intenti a trasformare dogmi di fede in opinioni e opinioni in dogmi di fede, lanciando strali contro chi si ribella a questa follia. Alla faccia della coerenza e della prudenza evangelica: trasformare l’avversario in demonio, aggredendolo o denigrandolo con fare manicheo, è quanto di più sbagliato possa fare un cristiano. E’ da qui che partono le guerre, non piovono giù dal cielo a caso o solo tramite il cattivone di turno. Se non fosse che lo scoraggiamento è un peccato e un male gravissimo da cui stare lontano anni luce ci sarebbe davvero da lasciarsi cascare le braccia. L’unica cosa che obbiettivamente si può fare nel desolante quadro attuale è non cadere nel tranello del muro contro muro, fuggendo la tentazione di farsi strattonare su un versante o sull’altro delle rispettive trincee. E’ difficilissimo, sopportare i provocatori è un arte che richiede una pazienza e un sangue freddo degni del miglior Giobbe. E allora occorre essere acuti nello sguardo, misurati nelle parole, attenti a non prendere strade larghe ma sbagliate, vicini alla tantissima gente che ha ancora il cuore nitido non sporco di sozzure mondane. Nei momenti più cupi è fondamentale uno sguardo verso l’Alto implorante una richiesta di aiuto, è acclarato che una veduta troppo terra terra ci fa annegare nelle pozzanghere del nonnulla. Indispensabile chiedere, con umiltà e tenacia, la grazia di saper discernere gli avvenimenti per avere una visione completa e non parziale. La prudenza inoltre deve farci stare guardinghi nel seguire capi popolo che potrebbero portarci alla perdizione. Solitamente chi è disonesto in cose di poco valore è disonesto anche in cose molto più importanti, perché difficilmente un albero di cactus può produrre ciliegie.

Viceversa chi è fedele nel piccolo è fedele sicuramente anche nel molto. Queste lucidissime espressioni di marca evangelica sono un vademecum fondamentale per non impantanarsi in scelte irrazionali. Basta un arguto spirito di osservazione quotidiano, ed occhi sempre attenti a vigili (anche e soprattutto su se stessi) per non fare la figura di ipocriti sbandati. Perché ognuno di noi può passare facilmente nel corso della sua vita dall’apparire coerente (ma fariseo dentro) o dall’esserlo realmente. Tutto nasce dalla coscienza personale, da quanto sappiamo rispondere alla voglia di bene presente nel cuore e da quanto riusciamo a resistere alle lusinghe propinateci dalla tentazione egoistica. Una coscienza personale ben formata e diretta da aiutanti sagaci e buoni direttori spirituali può fare molto bene e portare frutti ottimi per tutti. L’auto assolversi, il giustificarsi in continuazione, il malcelato spirito egocentrico sono invece una semente mortale da cui può nascere solo odio, distruzione e morte. Bisogna essere vigilanti in quanto è molto facile lasciarsi ingoiare dalle voragini spaziose dell’io, belva sempre affamata e ingorda. Mai pensare di essere sempre nel giusto, mai erigerci a padroni della scelte altrui. Non spetta a noi togliere la zizzania, anche se questa sta crescendo nettamente più copiosa rispetto al grano. Noi abbiamo il compito di gettare semente buona, già in troppi spargono chicchi di maldicenza, primo passo verso guerre che provocano solo morti, feriti e distruzioni. Qualsiasi tipo di guerra o guerriglia va bandita. Il Papa bergamasco Giovanni XXIII diceva giustamente che a lui la guerra non piaceva ne quando è calda, ne quando è fredda. E in questo momento vedo cuori troppo gelidi, astiosi con parole e fatti contro il prossimo, pronto a pugnalarlo alle spalle quando non può difendersi. Chi parla male del fratello è omicida quasi come chi usa un kalashnikov, degli assenti o parli bene o taci, per dirla alla Sant’Agostino. E prima di additare gli altri ispezioniamo a fondo noi stessi, scopriremmo un sacco di putridume da pelle d’oca. Per cui, in primo luogo, meglio chiedere al volo la grazia della conversione che ci faccia fuggire la tentazione di scimmiottare i troppi sepolcri imbiancati che per un istante di notorietà avvelenano qualsiasi sorgente a cui passano vicino. Qui per una pace vera è urgente una transizione ecologica interiore, l’unica che possa evitarci questo mare d’infelicità in cui navighiamo.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

09/03/2022
0310/2022
S. Maria Giuseppa Rossello

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Nell’universo del sadismo non c’è amore

La degradazione dell’altro a oggetto di piacere spiega la predilezione degli antieroi sadiani per la sodomia. Scrive Lombardi Vallauri: «Il privilegiamento assoluto e sistematico della sodomia, nel rapporto sia omo- che eterosessuale, esprime nel modo più plastico la generale riduzione dell’altro a puro succube, a sub-giacente, privato del volto e dello sguardo, ossia degli organi della reciprocità, egli è passività pura, materiale per alimentare il fuoco della passione. La posizione fisica nel rapporto esprime il rifiuto dell’incontro, la sterilità del rapporto il rifiuto dell’impegno».

Leggi tutto

Chiesa

Vi lascio la pace

Un gran dono di Gesù è quello della pace. Un seme che può maturare gradualmente, delicatamente, in noi. La fiducia che Dio ha fatto bene ogni cosa, e dunque stranezze, forzature, complicazioni, timori eccessivi, scoraggiamenti senza speranza, ogni cosa che pare toglierci la pace e la fiducia di fondo è un pensiero ingannevole

Leggi tutto

Chiesa

I vescovi di Polonia e Ucraina sulla crisi con la Russia

In un comunicato congiunto i presuli dei due Paesi esprimono preoccupazione per il fallimento dei negoziati tra Mosca e l’Occidente e per le truppe e le armi russe ammassate al confine.

Leggi tutto

Storie

Dalai Lama: basta guerre

Il Dalai Lama ha lanciato oggi un appello alla pace in Ucraina affermando che la guerra è “obsoleta”: secondo quanto riporta la Cnn, il leader spirituale tibetano in esilio si è detto “profondamente rattristato” dal conflitto e ha esortato entrambi i Paesi alla “comprensione reciproca”.

Leggi tutto

Storie

Ucraina - La metà dei 7,1 milioni di sfollati sono bambini

“Sono oltre 7,1 milioni le persone sfollate a causa della guerra in Ucraina. La metà sono bambine e bambini”:

Leggi tutto

Chiesa

Kirill: non ci separeremo dagli ucraini

Il Patriarcato di Mosca minimizza la decisione della Chiesa ortodossa ucraina di rompere i legami con quella russa.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano