Storie

di Tommaso Ciccotti

Ucraina, Parolin: è una guerra crudele

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La Santa Sede è disposta a fare di tutto per fermare la guerra, il conflitto va interrotto, c’è sempre una soluzione: è quanto torna a ripetere, a proposito della situazione in Ucraina, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, a margine del suo intervento, alla Fraterna Domus di Sacrofano, riguardante la presentazione della “Cattedra dell’accoglienza”, che sarà attivata alla Pontificia Università Lateranense. Il porporato ribadisce il ruolo di mediazione della Santa Sede, ma precisa che la volontà è quella di non interferire negli altri tentativi in corso. Ripete che bisogna fare di tutto per fermare la guerra, che non sembra affatto finire e che invece sta mostrando un volto sempre più crudele, come dimostra il bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol. Per il cardinale Parolin è fondamentale arrivare a bloccare la guerra e avviare negoziazioni che permettano di trovare soluzioni. Queste ultime sono possibili se c’è la buona volontà delle parti e la disponibilità a compiere dei compromessi, se si vuole veramente arrivare al traguardo della pace.

Nel frattempo anche il presidente della Comece scrive al Patriarca di Mosca e di tutte le Russie perché porti speranza e chieda alle autorità russe di cessare le ostilità, cercando una soluzione diplomatica e favorendo l’apertura di corridoi umanitari. Una lettera che nasce dal profondo dolore che alberga nel cuore. L’ha scritta, martedì scorso, il cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece, Commissione delle Conferenze Episcopali Cattoliche dell’Unione Europea, a Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Il porporato implora chiaramente “nello spirito di fraternità” di rivolgere “un appello urgente alle autorità russe affinché cessino immediatamente le ostilità contro il popolo ucraino e mostrino buona volontà per cercare una soluzione diplomatica al conflitto, basata sul dialogo, sul buon senso e sul rispetto del diritto internazionale, consentendo corridoi umanitari sicuri e un accesso illimitato all’assistenza umanitaria”.

Il cardinale Hollerich, “con il cuore spezzato”, parla delle drammatiche conseguenze della “follia della guerra in Ucraina”. “Migliaia di persone, sia soldati che civili, hanno già perso la vita e più di un milione di persone - afferma il presidente della Comece - sono state sfollate o sono fuggite dalla loro patria; la maggior parte di loro sono donne e bambini vulnerabili”. Di fronte agli “infruttuosi” sforzi diplomatici, ai violenti attacchi, “non si può escludere - si legge nella lettera - la possibilità di un più ampio conflitto europeo o addirittura globale con conseguenze catastrofiche”. “In questi momenti bui per l’umanità, accompagnati da intensi sentimenti di disperazione e paura, molti - spiega il cardinale - guardano a Lei, Santità, come qualcuno che potrebbe portare un segno di speranza per una soluzione pacifica di questo conflitto”.

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11/03/2022
0107/2022
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