Storie

di Nathan Algren

Se non eliminiamo la guerra, sarà lei a eliminare gli etiopici

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“Dal giorno stesso in cui è scoppiata la guerra, la Chiesa cattolica in Etiopia non è rimasta in silenzio. La Chiesa ha fatto continue dichiarazioni pubbliche denunciando la guerra, la perdita di vite umane, lo sfollamento, la distruzione di beni materiali e tutte le conseguenze della guerra”, afferma la Conferenza Episcopale dell’Etiopia.

La Chiesa cattolica in Etiopia è inoltre mobilitata, insieme alla Chiese sorelle in altre parti del mondo, a soccorrere le popolazioni colpite dalla guerra negli Stati di “Tigrai, Amhara, Oromia, Afar e Benishangul Gumuz con generi alimentati e di prima necessità”.
“Come Vescovi abbiamo espresso più volte di avere il cuore spezzato nel vedere la popolazione soffrire, lasciata senza cibo” sottolineano. “I Vescovi assicurano le loro preghiere e rinnovano il loro appello alla protezione dei diritti naturali e della dignità di ogni essere umano”.
“Se la guerra non viene eliminata dalla storia etiope da noi etiopi, sarà la guerra a cacciare noi etiopi dalla storia” avvertono i Vescovi, che rinnovano l’appello “a tutte le parti coinvolte nel conflitto nel nostro Paese affinché abbandonino le armi e inizino un’autentica dialogo nell’interesse della popolazione per consentirle di vivere in pace”.
Il conflitto etiopico continua come ha denunciato il 7 marzo l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, che ha affermato di “continuare a ricevere segnalazioni di violazioni gravi e su larga scala dei diritti umani nel contesto del conflitto imperversante nelle regioni di Afar e Amhara, nonché nel Tigrai”. Secondo la Bachelet tra il 22 novembre e il 28 febbraio, più di 300 civili sono stati uccisi in una serie di bombardamenti aerei nel nord del Paese.

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12/03/2022
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