Società

di Fabio Annovazzi

IDENTIKIT DELL’AMORE PERFETTO, LIBERO E RESPONSABILE

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Quando si entra nel campo della sessualità umana occorre procedere con i piedi di piombo, evitando frasi fatte e luoghi comuni che spesso si scontrano con ferite esistenziali profonde, le quali hanno lasciato cicatrici indelebili nel sub inconscio della persona. Va esercitata l’arte della giusta delicatezza, con parole morbide e appropriate che evitino infelici giudizi sommari, il pericolo dell’ipocrisia è sempre in agguato dietro l’angolo. Si tocca infatti un argomento oggettivamente già difficile da affrontare per gli esperti, figuriamoci per chi ci si cimenta per la prima volta da neofita come il sottoscritto. Usando le dovute cautele, e nel rispetto profondo dovuto ad ogni essere umano, posso dire con certezza nella mia misera esperienza di marito e padre che l’amore per definirsi tale deve essere necessariamente libero e responsabile. Parlo ovviamente in questo caso dell’amore fisico che fa diventare dei due sposi una carne sola. Le altre varie definizione della sessualità sono artifizi costruiti ad oc per difendere egoismi intrinseci e pulsioni obbiettivamente disordinate. Perché per essere vero l’amore sessuale deve essere libero e responsabile?

Provo di seguito ad elencare una serie di elementi dell’intimità umana che pregiudicano questa libertà e si dimostrano a lungo andare come fonte altamente inquinante per il vero bene della coppia. Inutile nascondere che attualmente ci troviamo dinnanzi ad un uso massiccio di anticoncezionali artificiali da parte della stragrande maggioranza delle coppie. Questo modo di intendere l’amplesso amoroso però se da un lato genera una (presunta) sicurezza, dall’altro ci rende inevitabilmente schiavi in catene di questi aggeggi.

Se fai uso di preservativi, pillole, spirali e diavolerie varie non sei libero, diviene prigioniero di un qualcosa di avulso, alieno al corpo umano. Piaccia o non piaccia, dia fastidio o meno, ma è così. Una persona non è libera nemmeno se vive questo sublime momento intimo col terrore di gravidanze indesiderate. La paura gioca scherzi sinistri, trasformando attimi che dovrebbero essere stupendi in una miscellanea di ansia ed apprensione dove si innestano brusche retromarce prima quasi di aver inserito la prima. So che non è una rappresentazione un po’ cruda che rasenta la volgarità ma così è in tantissimi casi, che sfociano poi inevitabilmente nell’uso della chimica sopra menzionata. Neanche una sessualità in qualche modo costretta, per fare piacere al partner, può essere considerata libera perché rappresenta di sotterfugio quasi un imposizione, un farsi dominare dai propri istinti, scindendo un binomio che deve andare all’unisono in entrambi i coniugi e cioè passione ed amore. Se manca una di questi componenti il castello si sgretola miseramente, perché dove c’è costrizione, anche se involontaria magari, tramonta la libertà e l’amore. Un capitolo a parte merita anche una sessualità che si può definire completamente disordinata, dove vi è un uso di parti del corpo umano non preposte all’atto unitivo. Non pensate che stia parlando solo di persone con tendenze omosessuali, tutt’altro, sono abbastanza maschio per poter affermare che certi disordini di freudiana memoria sono molto più in voga di quello che si pensi. Anche se a volte vi è l’accondiscendenza totale di entrambi i componenti la coppia certe pulsioni rimangono innegabilmente sbagliate e pericolose.

Vi è poi il vasto campo di una sessualità assolutamente irresponsabile che non guarda alle conseguenze ma si limita ad un piacere intenso ma effimero lasciando cicatrici profonde. Un usa e getta reciproco di puro stampo genitale che ha poco o nulla a vedere con l’amore vero. Quanti ragazzini, forgiati da media asfissianti iper sessualizzati, giocano a fare i grandi cogliendo in anticipo dalla pianta delle mele ancora acerbe che non hanno raggiunto il giusto grado di maturazione. Sembra ci sia una corsa sfrenata ad accelerare i tempi dei primi rapporti carnali, come se si dovesse primeggiare, il saggio detto popolare ‘ogni cosa a suo tempo’ è completamente disatteso quando non irriso. Si finisce poi per divenire prigionieri di una morbosa sessualità puramente fisica che deve essere soddisfatta sempre costi quel che costi. Per tantissimi il sesso diviene peggio di una droga e una miriade di omuncoli va alla ricerca di piaceri sempre più estremi sino a disintegrare coppie e famiglie. Un gioco pericoloso che rovina, questa è la giusta definizione per l’erotismo senza freni inibitori. Attenzione perché l’adagio evangelico chi fa il peccato è schiavo del peccato vale per tutti, nessuno escluso. Tutti siamo oggetto a cadute, anche fragorose, io sono il primo dei lussuriosi per cui me ne guardo bene dal additare gli altri. Anzi, quello poc’anzi scritto vale innanzitutto per me. La cosa fondamentale però è non pensare che quelle cadute siano conquiste, sono solo amare sconfitte mascherate da godimenti che lasciano nel profondo tanta infelicità. L’arte del dominio di se, tanto difficile da esercitare, è sicuramente fuori moda agli occhi di molti, ma è l’unica risposta plausibile da dare a questa deriva orgiastica imperante. L’amore per essere vero, autentico, libero e responsabile sa attendere i giusti tempi con pazienza, sa andare all’unisono senza sfruttare l’altro, e sfocia poi in un qualcosa di meraviglioso. Qualcuno ha detto che fare l’amore in maniera corretta è la più alta forma di preghiera. Sono assolutamente d’accordo. Del resto è uno dei primi passaggi della Bibbia stessa: “I due lasceranno il padre e la madre e diverranno una carne sola”. Partendo da questi fondamentali presupposti si può respirare in una coppia un armonia perfetta al limite del paradisiaco. Occorre però una grande conoscenza di se, della propria e altrui intimità per arrivare a una unione assoluta che sappia essere, al momento opportuno, anche procreativa. E senza tanti fronzoli semplicemente guardando la natura del corpo umano, nelle sue varie fasi e senza imposizione esterne, si può giungere a quei metodi naturali che anche la chiesa approva da tempo. Questo penso sia il grado più sublime della sessualità, in un apice che salda l’unione coniugale in maniera inscindibile. Di questo modo di vivere l’intimità massima tra gli sposi ne era già stato precursore e profeta oltre cinquant’anni fa Paolo VI con la sua coraggiosa enciclica Humanae Vitae. Sin da allora il pontefice andò contro ad un modo di pensare e di agire maggioritario, persino in certi ambienti della stessa chiesa, ma che non aveva nulla in realtà di cristiano. Il Papa pur mettendo al centro il rapporto inscindibile tra amore e fecondità ribadisce a più riprese la liceità del ricorso ai periodi infecondi per avere realmente una maternità e paternità responsabili. Testualmente al numero 11 dell’enciclica scriveva: ”Non da ogni incontro coniugale deve seguire una nuova vita. Dio ha sapientemente disposto leggi e ritmi naturali di fecondità che già di per se distanziano il susseguirsi delle nascite” Al successivo numero 16 spiega concretamente perché ogni atto matrimoniale che rimane aperto alla trasmissione della vita, pur senza procreare, è moralmente legittimo: “La Chiesa è coerente con se stessa, sia quando ritiene lecito il ricorso ai periodi infecondi, sia quando condanna come sempre illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione, anche se ispirato da ragioni che possano apparire oneste e gravi. Infatti, i due casi differiscono completamente tra di loro: nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali”

In un epoca in cui si parla di erotismo sino alla nausea, e nelle sue sfaccettature più bieche, trasformando un momento intimo in qualcosa da esibire senza ritegno come vanto, perdendo di vista il rispetto del corpo e della persona nelle sua integrità, rimane incredibilmente solo la voce inascoltata del magistero cattolico a parlarci della vera sessualità e non a esporre la sua parodia più becera. Sembra paradossale pensando a come una volta nei secoli scorsi in ambito clericale forse si era sin troppo bacchettoni e moralistici a riguardo. E’ successo un clamoroso capovolgimento: la Chiesa è andata avanti, o meglio ha recuperato il suo originario spirito evangelico, il mondo invece è ruzzolato indietro di brutto divenendo intrinsecamente sterile. Davvero incredibile, e contra factum non valet argumentum.

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24/03/2022
0510/2022
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