Società

di Giuseppe Udinov

La chiesa peruviana e le proteste dei cittadini

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La Chiesa riconosce il legittimo diritto alla protesta, tutelato nella nostra Costituzione politica (articolo 2), e condanna la violenza espressa nel blocco delle strade perché impedisce la libera circolazione delle persone e il trasporto dei viveri. Il cibo di ogni essere umano è un diritto che deve essere garantito”. Lo ha affermato Monsignor Miguel Cabrejos Vidarte, OFM, Arcivescovo di Truillo e Presidente della Conferenza Episcopale Peruviana, in un messaggio dal titolo “Il dialogo e la prevenzione dei conflitti sono la via per il bene comune” diffuso dopo gli incidenti scoppiati a Huancayo.

Nel quadro dello sciopero nazionale a tempo indeterminato dei trasportatori di carichi pesanti e degli agricoltori, al suo quinto giorno, venerdì 1 aprile, è scoppiato il caos a Huancayo, departimento di Junín, nella regione centrale del paese. Secondo le informazioni raccolte da Fides, dopo mezzogiorno centinaia di persone hanno provocato violenze, saccheggi e aggressioni in diversi punti della città. Le aziende sono state costrette a chiudere come anche i principali mercati, in seguito agli assalti a colpi di pietre. Anche la sede del governo provinciale è stata attaccata, e si sono succeduti scontri con le forze di polizia. Il bilancio è di 3 morti, di cui un minorenne, e 22 arresti. Motivo della protesta, che ha bloccato diverse autostrade nazionali, è stato l’aumento del prezzo dei carburanti e dei prodotti agricoli.

Nel pomeriggio di sabato 2 aprile i rappresentanti dei sindacati e del governo, che si sono recati a Huancayo, si sono accordati per una sospensione delle proteste. La maggior parte dei lavoratori dei trasporti ha firmato l’accordo, altri settori si sono opposti, come il sindacato degli agricoltori, che ha dato al governo cinque giorni per rispondere alle loro richieste. Ieri, domenica 3 aprile, il governo del Perù ha emesso una norma che esonera temporaneamente dall’imposta sui carburanti. Inoltre è prevista una sessione decentralizzata del Consiglio dei ministri da tenersi a Junin il 7 aprile.

Nel suo messaggio del 2 aprile, l’Arcivescovo Cabrejos Vidarte lancia un appello “a rifiutare l’uso della violenza, da qualsiasi parte venga, e a promuovere il dialogo”. Quindi sottolinea: “Condividiamo le preoccupazioni della popolazione per l’aumento esagerato dei prezzi dei viveri di prima necessità, causato dal rialzo internazionale del prezzo del petrolio (guerra in Ucraina) e anche da fattori nazionali come l’instabilità politica”. Infine, ricordando che i conflitti sociali con le conseguenti esplosioni di violenza sono una costante nel paese, invita ad agire in modo preventivo e non come reazione. “Auspichiamo che l’opportuna identificazione delle controversie consenta di evitare episodi di violenza come quelli che abbiamo visto in questa settimana in diverse zone del paese” conclude Monsignor Cabrejos Vidarte, chiedendo l’aiuto di Gesù Cristo, “il Dio della vita e della pace”, nella ricerca di strade di intesa e di rispetto

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04/04/2022
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