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Papa Francesco contro la cattiva amministrazione sanitaria

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La sirena di un’ambulanza, sottofondo costante nei mesi in cui la pandemia di Covid ha raggiunto i suoi picchi, apre il videomessaggio con le intenzioni di preghiera del Papa per il mese di aprile. La voce di Francesco si inserisce come un sussurro: “Preghiamo questo mese per il personale sanitario”, dice in spagnolo, mentre scorrono le immagini di medici e infermieri, categoria costretta a prestare il proprio servizio all’interno di un sistema sanitario fragile. Fragile, perché sottolinea Papa Francesco, frutto di “una cattiva amministrazione delle risorse e alla mancanza di un impegno politico serio”.

Continua il Papa “Non tutti hanno accesso a un buon sistema sanitario pubblico”, afferma il Papa. “Voglio chiedere ai governi di tutti i Paesi del mondo di non dimenticare che un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, è una priorità”, afferma il Vescovo di Roma. E intanto nel filmato si vedono fotogrammi, suggestivi quanto drammatici, di baracche adibite a cliniche in Africa o le riprese del dottor Erik Jennings Simões che da vent’anni assiste i popoli indigeni della foresta amazzonica brasiliana.

Dinanzi a queste immagini, il Papa - che ha istiuito una Fondazione per gli ospedali cattolici - torna a scandire la sua forte denuncia:“I Paesi più poveri, i Paesi più vulnerabili, non possono accedere alle cure necessarie per affrontare tante malattie che continuano ad affliggerli. Molte volte questo è dovuto a una cattiva amministrazione delle risorse e alla mancanza di un impegno politico serio”. Secondo il rapporto 2021 dell’Ocse, la situazione negativa del sistema sanitario ha influito sull’assistenza ricevuta dai malati. La carenza di personale sanitario ha avuto un impatto maggiore rispetto a quella dei letti d’ospedale o delle apparecchiature tecniche. In un contesto così difficile, che ha acuito disparità già esistenti, un ruolo determinante lo ha giocato la dedizione degli operatori sanitari nei vari progetti nei cinque continenti, raccontata dalle immagini del video del Papa: dalle campagne “Un vaccino per noi” e “Prima le mamme e i bambini” di Cuamm – Medici con l’Africa, al progetto di Avsi in Uganda per portare in mototaxi donne incinte in ospedale, dal lavoro dell’ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio in diversi Paesi a quello dei camilliani in Thailandia e in Brasile, e molti altri ancora.

Papa Francesco ricorda che il servizio sanitario “non è soltanto un’organizzazione, ma comprende gli uomini e le donne che dedicano la propria vita a prendersi cura della salute dell’altro, e che durante questa pandemia hanno dato la vita per aiutare tanti malati a guarire”. Tuttavia, il lavoro straordinario del personale sanitario in questi due anni non può essere la soluzione per garantire un’adeguata assistenza a tutti. L’invito è allora a un impegno efficace e costante per garantire a tutti un servizio sanitario di qualità offerto a tutti.
“Papa Francesco è sempre molto attento alle persone, ai malati, agli anziani, ai più vulnerabili”, commenta padre Frédéric Fornos, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera. Il personale sanitario che li assiste ha “attraversato situazioni di crisi e spesso senza un sostegno adeguato, in particolare nei Paesi con meno risorse”, dice il gesuita, perciò “il Papa chiede che vengano sostenuti con più risorse, altrimenti ci troveremo di fronte ad altre pandemie”.

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05/04/2022
2709/2022
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