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di Roberto Signori

Meter 2021: la pedofilia, una pandemia mondiale

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“Molti bambini devono essere liberati. Troppi sono ridotti a schiavitù̀ sessuale e manipolati da chiare ideologie che riducono la vita umana a scarto, a merce, a oggetti di piacere”. E’ forte il grido di allarme che arriva dal Report 2021 sulla pedofilia dell’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto, presentato a Pachino, vicino Siracusa, presso il Polo Formativo ed Educativo dell’Associazione. Forte anche la richiesta, a fronte dei numeri, di “un’azione congiunta dei legislatori che permetta di emanare leggi capaci di regolamentare il mondo del web e contrastare questo fenomeno”. Questo non significa solo bloccare i siti con foto e video di abusi ma soprattutto “salvare i minori dallo sfruttamento sessuale, dalle forme più violente di schiavitù sessuale e dall’immane traffico di materiale che genera lucro sulla pelle delle piccole vittime”.

I dati mostrano che il fenomeno non conosce confini ma interessa tutto il mondo anche se in America e in Europa sono fisicamente presenti i server che vengono usati dalle comunità virtuali di chi abusa, stupra e vende materiale pedopornografico, diffuso sempre con grande celerità e in anonimato. Secondo i rilievi di Meter, il numero dei link a siti pedopornografici è salito da 14.521 a 14.679. Calano foto e video ma anche le chat segnalate e le cartelle compresse, cresciuti in maniera importante i casi seguiti dal Centro Ascolto di Meter (da 111 a 167) e le richieste telefoniche, quasi raddoppiate: da 284 a 406. Altro punto dolente è il deep web, la parte nascosta della Rete, dal 2012 sono 47.637 le segnalazioni effettuate.

Secondo Meter le attuali norme non aiutano il contrasto al fenomeno della pedofilia on line. I colossi del web si appellano alla tutela della privacy dei loro utenti ma anche “deplorevole ostacolo alle indagini delle polizie del mondo che si trovano a combattere una lotta impari, senza le giuste armi di contrasto, perché i codici della privacy (anche europei) impediscono alle autorità di utilizzare strumenti che ledano la riservatezza di chi naviga in Rete”.

Un allarme, nel rapporto, viene lanciato per la crescente passione dei giovanissimi per i giochi on-line che provoca però la perdita della percezione del tempo che scorre e che altera il ritmo sonno-veglia. Si può arrivare ad una vera e propria dipendenza con frustrazione, crisi di rabbia e pianto se non si arriva a raggiungere un obiettivo. “Tutto questo accade – si legge nel report - mentre i ragazzini giocano con sconosciuti non necessariamente della loro età e lo fanno con delle cuffie ben calcate in testa, isolandosi dal resto del mondo. Specie dai genitori”.

Il rapporto rivela poi che i domini dei siti internet usati sono registrati in alcuni paesi come la Libia, ad esempio, la Somalia e la Repubblica Centrafricana. A seguire gli Stati Uniti, l’Oceania e in Europa il primato va al Montenegro. Asia fanalino di cosa. Sono aumentati i domini nazionali (da 2.134 nel 2020 a 3.191 nel 2021) e per la prima volta l’Italia non è presente nella classifica mondiale. I dati rivelano che America ed Europa sono la culla della maggior parte delle aziende che gestiscono i server che permettono il funzionamento di molti siti o piattaforme in cui si divulga tale materiale.

Per quanto riguarda le vittime, Meter ha individuato il fenomeno della “infantofilia”, ossia l’abuso e lo stupro di bambini tra 0 e 2 anni, commessi solitamente da famigliari o da chi se ne dovrebbe occupare. Su questo fronte i numeri sono rimasti sostanzialmente gli stessi intorno ai 1500 link denunciati mentre si è registrato un balzo nella fascia 8/12, con il passaggio da 2.954 a 6.395 link. Sempre per quella fascia di età cresce la richiesta di foto: da 819.576 a 2.935.952, stesso discorso per i video: da 533.928 a 603.455.

Proliferano poi i siti dove si difende la pedofilia, esiste “una vera e propria lobby strutturata che fornisce consigli su come adescare i bambini e indica siti online dove è possibile trovare foto e video con contenuti pedopornografici”.

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13/04/2022
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