Società

di Giuseppe Udinov

Amianto e salute degli italiani

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Amianto - L’Italia è un Paese in cui si continua a morire di amianto. La conferma è giunta dal settimo Rapporto del registro nazionale dei mesoteliomi (Renam). Il dossier, realizzato dall’Inail incrociando i risultati dell’attività di sorveglianza epidemiologica svolta dai centri operativi regionali, ha preso in esame oltre 31.572 casi di mesotelioma maligno diagnosticati tra il 1993 e il 2018. Dall’analisi è emerso che la malattia, correlata nell’80% dei casi all’esposizione alle fibre di amianto disperse nell’aria, sta registrando la sua maggiore incidenza proprio in questi anni. Nonostante i primi segnali di riduzione del ritmo di crescita della neoplasia, vale a dire la crescita incontrollata di cellule anomale nei soggetti interessati, la media annua dei casi diagnosticati resta infatti alta, fra i 1.500 e i 1.800. Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna sono le regioni più colpite, concentrando da sole oltre il 56% dei casi.

Degli oltre 30.000 casi indagati, il rapporto ha ricostruito le modalità di esposizione per 24.864. Di questi, circa il 70% è collegato direttamente alle condizioni negli ambienti di lavoro. Il settore più coinvolto è l’edilizia (16,2% del totale), seguono metalmeccanica (8,8%) e cantieri navali (7,4%). Situazioni di esposizione sono però state riscontrate anche in settori non tradizionalmente considerati a rischio, dove però permangono latenti tracce di amianto: non solo impianti di raffinazione e petrolchimici, ma anche zuccherifici. Ci sono poi casi documentati di esposizione ad amianto tra i lavoratori dello spettacolo, in agricoltura per la presenza di manufatti in cemento-amianto, fra i meccanici di automobili per via di parti in amianto negli impianti frenanti di vecchia generazione. Come ha segnalato recentemente l’Osservatorio nazionale amianto, la situazione è critica anche nelle scuole, con 121 casi di mesotelioma riscontrati nel personale docente e non docente (dati Renam), 2.292 istituti interessati (dati 2021) e 356.900 studenti potenzialmente esposti. A questi vanno aggiunte altre 50.000 persone che lavorano negli edifici scolastici.

Proprio nel 2022 cadono i trent’anni dal varo, il 27 marzo del 1992, della legge 257 che ha introdotto il divieto di estrazione, importazione, commercializzazione e produzione di amianto e prodotti che contengono il materiale fibroso. La legge ha introdotto un programma di dismissione da portare a termine entro il 28 aprile del 1994, e predisposto parallelamente nell’articolo 10 dei Piani regionali amianto per la valutazione dei rischi, la gestione dei manufatti coinvolti e l’individuazione delle tipologie di interventi per le bonifiche. Negli anni questo impianto normativo è stato integrato, in particolare con l’indicazione di nuove regole per lo smaltimento e per definire una mappatura sempre più capillare e precisa dei siti contaminati. Su quest’ultimo aspetto è intervenuta, nella fattispecie, la legge 93 del 2001, che ha affidato al ministero dell’Ambiente il compito di coordinare la realizzazione del Piano nazionale amianto, stabilendo per le Regioni e le Province autonome l’obbligo di trasmettere al dicastero i propri dati entro il 30 giugno di ogni anno. Questo iter orientato alla condivisione dei dati è però andato incontro a vari ostacoli. Con il risultato che oggi esistono numeri relativamente aggiornati sulla presenza di amianto nel Paese, ma non si ha la certezza che siano reali. Dall’ultimo censimento della Banca dati amianto dell’Inail, aggiornato al 31 dicembre 2020, risultano 108.000 siti interessati, con 7.905 siti bonificati e 4.300 siti parzialmente bonificati. I Sin (siti di interesse nazionale) sensibili a questo rischio sono Broni- Fibronit (Pv), Priolo-Eternit Siciliana (Sr), Casale Monferrato-Eternit, Balangero-Cava Monte S. Vittore (To), Napoli Bagnoli-Eternit, Tito-ex Li-quichimica (Po), Bari-Fibronit, Biancavilla-Cave Monte Calvario (Ct), Emarese-Cave di Pietra (Ao), Officina grande riparazione Etr di Bologna.

Da sottolineare che l’’amianto è un minerale che, se respirato, provoca delle patologie alle vie respiratorie cancerogene. Ma se portato ad altissime temperature con dei processi chimici il minerale collassa, vetrifica e diventa completamente inerte con nessun impatto sulla salute.

Sul rischio amianto è tornato a richiamare l’attenzione nei mesi scorsi anche il Parlamento europeo raccomandando alla Commissione, attraverso una risoluzione del 20 ottobre 2021, di avviare iniziative mirate alla protezione dei lavoratori esposti alla fibra killer. Eppure, in Italia la questione non sembra prioritaria per il governo, che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) all’argomento ha dedicato un solo accenno in riferimento agli investimenti nel parco agrisolare. La mission fissata dal Piano consiste nell’incentivare “l’installazione di pannelli a energia solare su di una superficie complessiva senza consumo di suolo pari a 4,3 milioni di m2, con una potenza installata di circa 0,43GW”, rimuovendo l’eternit dai tetti. È inoltre previsto un investimento di 500 milioni di euro da destinare alla bonifica dei siti orfani con l’obiettivo di riqualificarli. Misure a dir poco residuali al cospetto dell’emergenza che abbiamo di fronte.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

03/05/2022
0107/2022
Sant'Aronne

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

FAMIGLIA, FIGLI E FUTURO. LE TRE ‘F’ PER VOTARE IL POPOLO DELLA FAMIGLIA

Politica - FAMIGLIA, FIGLI E FUTURO. LE TRE ‘F’ PER VOTARE ALLE TORNATE AMMINISTRATIVE IL POPOLO DELLA FAMIGLIA
di Nicola Di Matteo (Vice-Presidente e Coordinatore Nazionale)

Leggi tutto

Politica

Miseria e ragioni del populismo

Il cosiddetto “populismo” è un fenomeno ambiguo. Se da una parte esprime la rivolta del senso comune contro la nuova oligarchia che ha omologato destra e sinistra, dall’altra pare condividere lo stesso patrimonio genetico (fatto di materialismo e individualismo) di questa élite altezzosa. Perciò non rappresenta una reale alternativa ma piuttosto un prodotto della “postdemocrazia”. Nelle parole di papa Francesco sta la vera alternativa

Leggi tutto

Politica

IL MONDO SA DEL PATTO GIÀ SCRITTO

La conferma viene pure dal “Wall Street Journal”. Traspare già dal titolo del pezzo di Simon Nixon: I poteri forti in Italia puntano alla grande coalizione. Scrive, infatti, Nixon che le «Italian elite» hanno deciso di optare su una «grand centrist coalition between the Democratic Party and Forza Italia, most likely under the leadership of current Prime Minister Paolo Gentiloni». Grande Inciucio con un probabile Gentiloni bis.

Leggi tutto

Società

La famiglia come società naturale

Oggi si richiede all’Italia una classe di governo che non brancoli nel buio nella propria indeterminatezza, che non viva alla giornata cambiando opinione ogni mattina, fiutando l’aria che tira dall’ultimo tweet. Serve una visione politica integrale che metta al centro la famiglia, ma non a chiacchiere o con altisonanti convegni buoni esclusivamente a versare inchiostro sui giornali.

Leggi tutto

Storie

HAPPY HOUR, L’EPIDEMIA DISTOPICA DI FERRUCCIO PARAZZOLI

Ci si sveglia un giorno a caso in una qualunque periferia dell’Occidente medicalizzato, l’Occidente iperconnesso del XXI secolo, e di colpo la bolla patinata d’onnipotenza transumanista è svanita: basta un ridicolo microrganismo, un miasma invisibile a seminare un panico atavico.

Leggi tutto

Politica

MUSICA DEI “BOSS” E VAGINE FELICI, ADINOLFI (PDF): “A OSTIA LA CULTURA AVALORIALE DEL M5S E DEI LORO

Popolo della Famiglia a difesa delle chiese cristiane ortodosse, cattoliche e riformate spaventate dal silenzio generale dei partiti sui temi fondamentali: “di fronte alle famiglie e ai giovani non si tace, si grida dai tetti”.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano