Politica

di Nathan Algren

Italia - Armi, soldati e droni in Ucraina

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Mentre il popolo “sovrano” italiano continua a chiedere la fine delle ostilità, Draghi ed il governo dei “migliori” prosegue per la sua strada di guerra ed orrore.

Infattil il governo italiano è pronto a schierare altri militari al confine con l’Ucraina. Ma anche a mettere a disposizione delle autorità di Kiev armi tecnologiche come gli antidroni Guardian, disturbatori di radar, sistemi di difesa contro eventuali attacchi alle infrastrutture. Sono oltre 600 i soldati che nelle prossime settimane partiranno per Ungheria e Romania per proteggere l’area del Sud insieme agli altri reparti della Nato. E proprio in Ungheria al nostro Paese potrebbe essere affidato il comando delle operazioni. La procedura è già stata avviata, i dettagli saranno inseriti nella «delibera missione» che il Consiglio dei ministri approverà nei prossimi giorni e invierà poi al Parlamento per la ratifica. L’impegno nel conflitto scatenato dall’invasione russa sale dunque ulteriormente di livello con lo schieramento sul campo dei reparti speciali e l’aiuto per fermare eventuali attacchi cyber, ma anche intrusioni aeree. Uno spiegamento di forze che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini aveva preannunciato al Parlamento, confermato nel corso della visita del presidente del Consiglio Mario Draghi al presidente Joe Biden.

Circa 500 soldati in Bulgaria, 600 in Ungheria. Guerini lo ha spiegato con chiarezza alle Camere: «Abbiamo deciso di rafforzare la postura di deterrenza e rassicurazione, con particolare attenzione sui Paesi del fianco Est. L’Italia già contribuisce a queste misure in maniera significativa, con una componente terrestre in Lettonia, una componente aerea in Romania e Islanda e una componente navale nel Mediterraneo Orientale. A questo sforzo si aggiungeranno gli impegni in Bulgaria e Ungheria, che saranno inseriti nella delibera missioni di prossima presentazione al Parlamento». Anche in questi due Paesi, così come già avvenuto per i militari partiti poco dopo l’inizio della guerra, si tratta di appartenenti ai nuclei speciali come lagunari, paracadutisti, alpini, incursori del Comsubin.

Radar e droni

Il salto di livello riguarda però la tecnologia, dove l’Italia può contribuire con aziende di primo livello. Non a caso nelle consultazioni avviate in questi giorni sono stati previsti gruppi di lavoro che coinvolgano gli esperti di Leonardo e di altre industrie specializzate. L’esigenza manifestata in ambito Nato e condivisa dai vertici della Difesa è di aiutare l’Ucraina sia nell’intercettazione di droni, sia con i disturbatori di radar. Ma anche con l’utilizzo di sistemi elettronici di intercettazione di comunicazioni e di frequenze radar che possono servire a bloccare eventuali intrusioni. Una tecnologia di avanguardia che mira a prevenire possibili attacchi alle infrastrutture che — questo è il timore — in un’eventuale escalation potrebbero coinvolgere l’Ucraina ma anche altri Stati.

Le armi pesanti

Nonostante le proteste di M5S e Lega il governo garantirà ulteriori invii di armi pesanti, senza un nuovo voto in Parlamento. La «copertura» normativa è infatti già arrivata con il decreto approvato l’1 marzo, poi convertito in legge. E questo consentirà fino al 30 settembre di armare ulteriormente le autorità di Kiev sia con « mortai, lanciatori Stinger, mitragliatrici pesanti Browning , colpi browning, mitragliatrici leggere, lanciatori anticarro, colpi anticarro, razioni K, radio, elmetti, giubbotti» inviati subito dopo l’avvio della guerra, sia con gli armamenti più pesanti mandati due settimane fa.

Complimenti al “governo dei peggiori”

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

11/05/2022
2802/2024
San Romano

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Il Governo che verrà.....

Ma il Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle dove porterà l’Italia. Eccovi un’analisi accurata di quello che dovrebbe accadere nei prossimi mesi….

Leggi tutto

Politica

Io quasi quasi andrei

Quarant’anni sono passati e il ricordo di Bachelet è scolorito eppure uccidere il vicepresidente del Csm fu un’impresa terroristica di altissimo livello, forse seconda per importanza istituzionale dell’obiettivo solo al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro. L’obiettivo dei terroristi erano i cattolici impegnati in politica, un mese prima a Palermo era stato ucciso il presidente democristiano della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella. Anna Laura Braghetti aveva partecipato all’assalto alla sede della Democrazia Cristiana di Roma in piazza Nicosia, uccidendo gli agenti Antonio Mea e Pierino Ollanu. Bruno Seghetti, che aveva già gambizzato l’esponente della Dc romana Publio Fiori e il direttore cattolico del Tg1 Emilio Rossi, sarebbe stato arrestato il 19 maggio 1980 dopo aver ucciso il 49enne assessore democristiano alla Regione Campania, Pino Amato. Era la mattanza dei cattolici, ma non se ne conserva memoria, gli stessi cattolici impegnati in politica faticano a ricordarsene. E magari stanziano centinaia di migliaia di euro per celebrare il centenario del Partito comunista italiano, come se il brigatismo rosso non appartenesse a quell’album di famiglia.

Leggi tutto

Società

PAKISTAN - Il governo riconosce i servizi delle scuole cattoliche

Rafiah Mallah, vicedirettore del ministero per l’ufficio che sovrintende delle scuole private nel Sindh, ha dichiarato: “Rendiamo omaggio alle scuole missionarie per aver impartito un’istruzione di eccellenza, contribuendo al futuro della nostra nazione con la massima sincerità e dedizione e per aver fornito pari opportunità opportunità di apprendimento per bambini di diversa estrazione etnica e religiosa con grande amore e cura”.

Leggi tutto

Politica

Pensioni, salta lo “scalino”

Dopo lo scalone nel passaggio tra Quota 100 e la legge Fornero in versione integrale, salta anche lo “scalino” di Opzione donna. L’intenso pressing della maggioranza e dei sindacati, ha indotto il governo a un rapido ripensamento sui requisiti per accedere a Opzione donna, che sarà prorogata per il 2022 così come l’Ape sociale in versione estesa a nuove categorie di lavori gravosi.

Leggi tutto

Società

Potere a chi il covid non conviene

Giustizia, solidarietà, libertà, verità, purché tutti la pensino allo stesso modo, quello voluto dal potere. E oggi il potere è quello del virtuale, quello dunque di finanza e big tech

Leggi tutto

Chiesa

La CEI e la pandemia

Il Consiglio Permanente della Conferenza episcopale italiana ha analizzato la realtà attuale, ha espresso particolare preoccupazione per la situazione in Ucraina e per la proposta referendaria italiana sull’eutanasia. Sui vaccini contro il Covid-19 ha ribadito che il principio di libertà e di autodeterminazione

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2024 La Croce Quotidiano