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Il PDF in prima fila sul caso Marano

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“Masturbazione, orgasmo, preservativi e contraccezione, omosessualità e bisessualità, come si fa sesso o si resta incinta: sarebbero questi alcuni dei temi citati nel progetto di educazione all’affettività e alla sessualità dedicato ai bambini di quinta elementare della scuola primaria “Edmondo De Amicis” di Marano sul Panaro, in provincia di Modena

Sull’argomento ecco le parole di Elisa Rossini, consigliere comunale a Modena del Popolo della famiglia e dirigente nazionale del PdF.

«Alle scuole elementari De Amicis di Marano sul Panaro i bambini di quinta elementare sono coinvolti in un progetto dai contenuti decisamente inappropriati» ha dichiarato Elisa Rossini. «Innanzitutto non vi è chiarezza sul contenuto del progetto che è stato fornito ai genitori su loro richiesta, prima in una versione più articolata e dettagliata con i contenuti contestati da alcuni genitori tramite l’associazione Pro Vita & Famiglia, poi, guarda caso dopo l’intervento di quest’ultima, in una versione più “soft”. Dobbiamo ricordare che una nota del Ministero dell’Istruzione del 2018 riconosce il diritto al consenso informato dei genitori su tutti i progetti extracurricolari e quindi non obbligatori e che il consenso deve, appunto, essere “informato”, quindi dall’Istituzione scolastica deve pervenire ai genitori una corretta informazione. Il fatto che prima si consegni un progetto con un certo contenuto poi un secondo tagliato rispetto al primo per altro di elementi essenziali quali argomenti, materiali mezzi e modalità, rende tutto molto discutibile».

«Se poi andiamo a verificare il contenuto del progetto nella versione più estesa le perplessità aumentano - ha aggiunto la Rossini -. Ai bambini si rispondera ad eventuali domande come “chi sono le persone trans?” “Cosa significa l’espressione gender fluid?” “Cosa significa l’espressione genderless?” “Cosa sono il coming out?” “L’omofobia?” E verranno spiegati i vari orientamenti sessuali tra i quali viene citata non solo l’omosessualità ma anche la bisessualità. Si pretende dunque di sottoporre ai bambini che frequentano la classe quinta elementare contenuti non appropriati alla loro età: per dare tali spiegazioni occorrerà inevitabilmente raccontare cosa significa essere omosessuale o bisessuale e quindi entrare nei dettagli dell’atto sessuale che definisce tali orientamenti. Oltre a ciò si pretende di indottrinare i bambini dando per scontato che la fluidità di genere e il superamento del genere binario siano dati acquisiti, mentre è così solamente per gli attivisti LGBTQIA+ che ne fanno la loro bandiera».

«Le scuole però - ha concluso la Rossini - non sono campi di rieducazione di massa, ma luoghi in cui la famiglia viene rispettata nel suo primato educativo e i bambini crescono accompagnati da adulti rispettosi della loro evoluzione, della loro età e della loro innocenza».

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13/05/2022
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