Politica

di la redazione

Mirko De Carli da Radio Radicale su elezioni Riolo Terme

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Siamo in collegamento telefonico con il consigliere Mirko De Carli, che come ormai i nostri ascoltatori ben sanno, è consigliere nazionale del Popolo della Famiglia, consigliere nazionale Anci e, l’abbiamo sempre detto, consigliere comunale di Riolo Terme. Ma, come sapranno i nostri ascoltatori, fra pochissimo si vota, e quindi abbiamo delle novità. Intanto, consigliere, benvenuto a Radio Radicale.

Grazie a voi, bentrovati. È sempre un piacere essere vostro ospite.

Allora, che cosa succede a Riolo Terme?

Riolo Terme è uno dei territori più conosciuti della bella Romagna, la mia adorata Romagna, la mia terra. E a Riolo Terme ho lasciato, come dico spesso nelle interviste, un pezzo di cuore, è una questione di cuore, nel senso che sono diventato consigliere comunale, posso dire quasi per caso, nel senso che da un’amicizia con diversi riolesi diversi anni fa nacque questa mia voglia di conoscere questa porzione di Romagna, da cui non mi sono più staccato, perché ormai la vivo tutti i giorni, è diventata parte di me: come dico sempre, città natale Ravenna, città di elezione Riolo Terme. E quindi sono diventato parte della comunità riolese e mi sento appunto ormai un riolese a tutti gli effetti. È un territorio molto bello della Romagna, con storia e cultura - poi ne parleremo – e il 12 giugno si vota. Ho fatto capogruppo di opposizione per 5 anni, dando battaglia, diremmo da noi, alla don Camillo e Peppone, perché queste sono terre in cui la politica si fa molte volte con la passione e con l’entusiasmo di una volta, e adesso ci ricandidiamo con una lista civica - che si richiama anche naturalmente ai valori del mio movimento politico, che è il Popolo della Famiglia, di cui faccio parte - e che vuole provare, tentare di dare una proposta con 10 cose da fare concrete per ribaltare un governo di sinistra che da più di 70 anni – dal dopoguerra in poi – amministra questo paese e amministra in Romagna praticamente un po’ dappertutto.

Ininterrottamente a Riolo Terme?

A Riolo Terme ininterrottamente, sì, non abbiamo mai avuto un cambio di colore, è una cosa unica; ma in Romagna, ahimè, è una realtà di tante città, anche di Ravenna per dire. Lì ha avuto un primo cambio di colore negli ultimi anni dove ha vinto l’ex sindaco di Meldola, che è andato a vincere in opposizione al centrosinistra. Riolo da sempre è in mano diciamo di governo cittadino al centrosinistra, che, come dico sempre, fa un’ottima ordinaria amministrazione, anche perché ha un’esperienza ormai pluridecennale nel governo locale: conoscono i meccanismi, il tessuto sociale, in maniera precisa e perfetta. Ma la politica non è la gestione di un consiglio di amministrazione, la politica è visione, la politica è che paese vuoi immaginare tra 10-15-20 anni; e noi stiamo cercando, insieme a quelle famiglie che ci danno fiducia, con gli imprenditori che ci danno fiducia, di immaginare una Riolo Terme diversa, migliore, più competitiva, più accogliente rispetto a quella che è uscita dalla pandemia, che purtroppo rischia di essere una comunità simile a tante comunità diciamo montane del nostro territorio. Ma Riolo è una perla. Lo era negli anni ‘60, quando venivano da tutta Italia, la perla dell’Appennino tosco-romagnolo, in vacanza alle terme; adesso la vorremmo, diciamo, riportare questo splendore nel paese ancora oggi.

Allora, vediamo un po’ la vostra proposta sinteticamente per Riolo Terme.

La nostra proposta è molto semplice. Lo slogan – non mi piacciono gli slogan, lei lo sa, lo dico più volte, però in politica ogni tanto sintetizzare serve per capire – è “diamoci una mano, diamoci da fare”, insomma lo spirito romagnolo, diciamo, nella sua essenza. Noi abbiamo messo due elementi fondamentali. Liberare il territorio e il paese da quei lacci e laccioli, che decine di anni di amministrazione di sinistra hanno ammassato. Un esempio su tutti: uscire dall’amministrazione di Hera. Hera ormai controlla tutti i territori, qui in Romagna in particolar modo, con una gestione dei rifiuti che avviene quasi come un mantra ideologico. Forlì ha aperto le danze col cambio di amministrazione, portando a ricreare la municipalizzata locale, che gestisce in autonomia ora i rifiuti e noi vogliamo seguire il modello del sindaco Zattini. Per questo in questi giorni sarò da lui e vedremo di portare quel modello anche a Riolo Terme. Dall’altra parte, abbiamo preso la palla al balzo della proposta di portare la valle del Senio come patrimonio universale Unesco. Pensate che tutta la valle di Riolo Terme è candidata per diventare patrimonio universale dell’Unesco nei prossimi anni. È una candidatura che ha tutte le caratteristiche per essere vincente, e vorrà dire in sostanza fare di questo territorio un punto di attrattiva turistica, ambientale straordinario italiano e non solo, anche europeo e internazionale. Abbiamo una cava in questo punto, di fronte abbiamo una discarica tra le più grandi d’Europa, sempre di Hera; e noi abbiamo detto “si chiuda la discarica” - dato che le sentenze ci hanno già dato ragione, ma la discarica ancora funziona con una deroga della Regione - chiudiamo la cava, garantendo il posto a quelle decine di famiglie che ci lavorano reintegrando i dipendenti in attività relegate appunto al patrimonio Unesco, che si andrebbe ad insediare nel territorio, e facciamo di questa porzione dell’appennino tosco-romagnolo un punto di attrattiva come tante altre parti della Regione Emilia Romagna e dell’Italia, di straordinaria competitività economico-turistico-ambientale. Pensate che in questo week-end abbiamo AgriRiolo, che è una fiera dell’agricoltura conosciuta e riconosciuta non solo in Emilia Romagna, ma un po’ dappertutto in Italia, e arriveranno migliaia di persone dappertutto. Quindi, se si lavora sul turismo bene, di turismo si può dare da magiare a tante famiglie.

Senta, faccio un passo indietro. Oggi Riolo Terme di cosa vive? Ci faccia capire, anche per i nostri ascoltatori.

Certo. Oggi Riolo Terme oggi vive di quello di cui vivono i paesi che hanno avuto il fasto negli anni ‘60. Non so se vi ricordate. L’Italia degli anni ‘60 dove con la 500, o con la Topolino prima, si andava nelle località limitrofe ai propri insediamenti urbani a fare le terme – perché Riolo ha uno stabilimento termale molto importante e con delle acque molto buone – e soprattutto è in collina ed è vicino ai grandi centri urbani di Faenza, di Imola, di Ravenna, di Bologna etc…Quel modello di turismo è scomparso, perché oggi il turismo è quello di andare su Booking a cercare i prezzi più bassi per andare più lontano possibile: Sharm el-Sheikh…per citarne uno. Ecco, noi dobbiamo invece cercare di ricreare nell’ottica di un turismo integrato una competitività, per cui se uno viene a Riccione a mangiarsi un piatto di pesce, poi può essere attirato dall’andare a Riolo a mangiarsi lo scalogno romagnolo – che è eccellenza del riolese – che si trova a pochi chilometri di distanza (ma lo deve sapere, naturalmente). Oggi la città vive dei contratti che ha con l’Asl per le terme sanitarie delle persone che devono fare le cure, degli anziani che vengono un po’ da tutta Italia. Gli alberghi vivono del turismo, diciamo, di passaggio, per alcune fiere, per alcuni avvenimenti, che la Proloco con coraggio e con passione realizza. Vive appunto dell’attività delle terme, sempre più difficile, sempre più difficoltosa, dato anche il livello di competitività del settore sempre più alto; e vive di attività agricole del settore territoriale, quindi legato per esempio a dei prodotti tipici del territorio che citavo prima. Però, come dicevo nella prima risposta che ho dato, rischia di diventare, anzi ormai purtroppo lo è, perché la sera dopo le 19 c’è il deserto in paese, rischia di diventare il classico paese montano che col passare degli anni si spopola, perché poi la popolazione invecchia; i giovani grazie a Dio ancora rimangono, fanno figli, perché il lavoro c’è, però è sempre più calante e rischia di diventare il classico borgo medievale bellissimo da andare a visitare una domenica per andare a mangiarsi un piatto di pasta, ma poi durante la settimana e nella vita quotidiana completamente svuotato. Pensate che abbiamo il centro storico, con palazzi meravigliosi, completamente disabitati; e questo è il segnale di questo cammino e deriva pericolosa che vorremmo evitare, proprio con le proposte che dicevo prima.

Quindi significa che negli anni ha perso anche abitanti?

A differenza degli altri comuni limitrofi, se andiamo a vedere un’analisi del tessuto demografico, i giovani ci sono, anche le famiglie giovani ci sono proprio perché c’è occupazione, c’è fertilità e vitalità anche imprenditoriale che si è mantenuta anche in questo senso, a differenza di paesi limitrofi. La popolazione purtroppo sta invecchiando, e quindi logicamente nel momento in cui cominciano poi ad essere sempre più vecchi la popolazione inevitabilmente diminuisce. Più o meno il dato è stabile. Devo dire che, a differenza di realtà limitrofe, la nostra comunità riolese non ha vissuto quel crollo demografico che tante altre parti d’Italia – piccoli borghi e similari – hanno avuto; devo dire che la Romagna in questo ha sempre avuto una diversità sua storica. Però è inevitabile che quella sia la direttrice, magari ci mette vent’anni di più, ma arriva lì. In qualsiasi riolese che passi dal centro storico, di Riolo, la consapevolezza è quella, cioè non è più, ripeto, la Riccione dell’Appennino tosco-romagnolo, dove tu vai perché appunto attrattiva unica, ma è diventato un borgo medievale di montagna, e magari il romagnolo ci va o lo straniero ci va se ci passa, ma non è un punto d’eccellenza, cosa che era 60 anni fa e che ha tutte le caratteristiche per esserlo ancora oggi.

Chiarissimo. Senta, le faccio un’ultima domanda, poi naturalmente torneremo a parlare della sua candidatura, la richiameremo per sapere come va…Quante candidature ci sono al momento?

Al momento siamo in due.

Lei e il partito democratico?

Ovviamente. Nel senso che la sinistra marca cartellino da sempre. Noi ci siamo, sotto, ripeto, una proposta civica larga - che non nega naturalmente le identità né i valori del movimento politico di cui faccio parte – ma aperta a tutti. Ad esempio, oggi parlavo con la Lega, con cui c’è la disponibilità di una collaborazione. Però, vede, non mi sono posto il problema – e questa è anche la nuova politica, che piace molto a me – di dover trovare gli accordi coi partiti per poter fare la proposta, perché un conto è quando si tratta di Milano, di Bologna…sono dinamiche diverse dove la comunicazione massmediatica prevale, ma nei piccoli comuni o comunque nei comuni dei territori meno, diciamo, metropolitani, conta molto la persona…

...e certo, vi conoscete quasi tutti insomma…

...e quindi non stiamo lì a perdere tempo, a dire – mi passi il termine romagnolo – c’ho la patacchina del partito in più che mi porta a fare la differenza…no, perché non c’è più purtroppo, non è più il tempo dei Marco Pannella, dei Bettino Craxi purtroppo, in cui i valori si incarnavano sul simbolo; oggi purtroppo spesso e volentieri quei simboli prendono voti, senza che le persone siano consapevoli di che cosa è quella proposta. E quindi ci sono interi territori – guardi, è il dramma che avverto girando per l’Italia, per i ruoli politici nazionali che ho – che non hanno militanti nei partiti, i partiti non hanno militanti, eppure hanno voti. Questo è uno sei segnali drammatici. Quindi noi ci siamo preoccupati di presentare una proposta, di aggregare tutti coloro che ci stanno, senza identità partitiche particolari, perché magari c’è quello di sinistra, che però è deluso dalla proposta di centrosinistra attuale e vuole darci una mano per un cambiamento e vogliamo che si senta a casa sua, ecco.

Certo. Va bene, consigliere. Allora, naturalmente buon lavoro. Noi ringraziamo Mirko De Carli, che, ricordiamo, è consigliere nazionale del Popolo della Famiglia, consigliere nazionale Anci e attualmente è candidato sindaco a Riolo Terme ed è un consigliere uscente. Grazie.

Grazie a voi, buon lavoro e a presto.

https://www.radioradicale.it/scheda/665275/intervista-a-mirko-de-carli-candidato-sindaco-al-

comune-di-riolo-terme?i=4411859

22 maggio 2022 (seconda parte dell’intervista)

Torniamo metaforicamente a Riolo Terme, dove, come i nostri ascoltatori ben sanno, c’è Mirko De Carli, che è consigliere nazionale del Popolo della Famiglia, consigliere nazionale Anci e consigliere comunale a Riolo Terme, dove fra pochissimo si vota e dove si è candidato sindaco.

Consigliere, benvenuto, buona sera.

Buona sera, bentrovati. È sempre un piacere essere vostro ospite.

Allora, nella nostra ultima intervista, lei ci ha raccontato la sua candidatura, ci ha raccontato di avere una visione diversa per un Riolo Terme diverso, addirittura con uno slogan “diamoci una mano, diamoci da fare”...come sta andando questa campagna elettorale, intanto?

La campagna elettorale è molto attiva, segnata anche da un calore agostano, che naturalmente porta anche a vivere la campagna elettorale all’aperto, incontrando le persone con più facilità rispetto alle limitazioni che avevamo quando ci siamo anche sentiti nel periodo di inizio primavera, dove naturalmente le difficoltà erano maggiori per riabituarsi ad una vita normale dopo le limitazioni dovute alla pandemia. È una campagna elettorale particolare, nel senso che siamo alle prese con quattro candidati sindaci, inaspettatamente - la riduzione della raccolta firme, che immagino avrete commentato anche voi come Radio Radicale, che ha portato alla riduzione a un terzo della raccolta firme, ha portato ad avere più liste un po’ in tutta Italia, e anche il nostro comune, per la prima volta nella sua storia, ha quattro liste, quattro candidature a sindaco. Quindi, rispetto alla campagna elettorale “col fioretto”, se si può dire, cioè portata a costruire un confronto tra chi governa e chi si poneva come alternativa da dicembre dopo 5 anni di opposizione, come il sottoscritto, ci troviamo naturalmente a fare una campagna porta a porta, tesa a far comprendere che c’è solo un’alternativa a chi governa, ed è l’univa alternativa che ha – per i programmi, per i contenuti, per il lavoro svolto negli ultimi 5 anni con costanza e impegno, e anche per il lavoro svolto da quando abbiamo la candidatura a dicembre – le carte in regola per poter offrire un’alternativa di buon governo e non di slogan o di facciata per il paese; perché poi la gente vuole essere rassicurata, non vuole avere un salto nel buio. E quindi ovviamente il nostro tentativo è quello di spiegare che abbiamo una visione diversa di paese, una visione diversa di governo per i prossimi 5/10 anni e lo possiamo fare perché abbiamo - per esperienza, per impegno, per competenza, per personale coinvolto - le carte in regola per poterlo fare.

Senta, nell’intervista scorsa lei ci parlava della gestione dei rifiuti da cambiare, di Riolo Terme come patrimonio dell’Unesco - tutta la valle, non solo la cittadina – e poi di rilanciare la vocazione turistica.

Sì, esattamente. Il nostro programma – e tra l’altro coincide oggi con questa intervista, nel senso che abbiamo steso l’ultima versione, essendo un programma in divenire, perché frutto di incontri che facciamo con le famiglie e le loro imprese costantemente anche durante i nostri momenti elettorali che facciamo in città - oggi è uscito nella sua versione definitiva, allargata diciamo dalle ultime proposte che abbiamo raccolto, e prevede appunto una serie di interventi che vogliono mettere al centro i temi che appunto anche lei ha espresso e che sono stati oggetto della prima intervista. È evidente a tutti che abbiamo una grande opportunità. Abbiamo fatto un’iniziativa, che racchiude tutti i programmi, che si chiama “I dialoghi per Riolo Terme”: ogni giovedì sera, lo faremo fino a fine campagna elettorale. Abbiamo avuto un ospite - per esempio, il sindaco di Riccione, Renata Tosi, mia cara amica, il sindaco di Bagnara di Romagna, primo sindaco non di sinistra della provincia di Ravenna; abbiamo avuto ospite il professor Forti, dell’università di Bologna, una delle maggiori menti esperte nella valorizzazione di patrimonio Unesco; abbiamo avuto una psicologa/psichiatra, che è venuta, tra le migliori teste della Romagna, a spiegarci l’importanza della nostra struttura che abbiamo a Villa Azzurra, che è una delle eccellenze private di cura della salute mentale –, insomma, abbiamo deciso di far vedere che oggi si può fare di Riolo Terme quella perla dell’Appennino tosco-romagnolo, valorizzando quello che c’è, mettendolo ad incrementare il potenziale che può esprimere, mettendolo a sistema, dentro ad un sistema di relazioni più ampio di quello che un’ordinaria amministrazione può fare, e soprattutto facendo vedere che dobbiamo uscire dal provincialismo tipico delle comunità lontane dai centri urbani, come Riolo Terme, che sono abituate a vivere dinamiche chiuse e non aperte. Per ritornare a quegli albori, a quegli splendori dei famosi anni ‘60, quando tutta la Romagna si tuffava nelle terme di Riolo o anche da fuori dalla Romagna arrivavano turisti da tutte le parti, bisogna concepirsi dentro a un mondo che è cambiato e il sistema di relazioni deve cambiare. Un esempio su tutti: il turismo integrato. Abbiamo detto che il “treno ad alta velocità” del turismo è il litorale, è la riviera romagnola, e Riccione è la “perla verde” in questo senso. Noi dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà allo stesso tempo di agganciarci a questo treno di alta velocità con i nostri trenini un pochettino molto più lenti rispetto a quelli della riviera romagnola, e offrire quel qualcosa in più che magari i comuni rivieraschi non hanno, come un’esperienza nell’Appennino, un’esperienza gastronomica, un’esperienza turistica, un’esperienza di natura, un’esperienza storica e culturale, arricchendo il “pacchetto” di offerta turistica della “destinazione-Romagna”. In questo senso naturalmente il potenziale di rilancio della vocazione turistica di Riolo e della Valle del Senio ha una prospettiva enorme di sviluppo. Ecco, queste sono le nostre idee, è il nostro modo di offrirci come alternativa alla sinistra, un’alternativa gentile, un’alternativa concentrata sui programmi, un’alternativa che vuole cercare di non fare politica urlata o politica per slogan – perché chi presenta le liste l’ultimo giorno con un programma scritto a venti giorni dal voto, evidentemente non ha le idee chiare su quello che vuol dire governare un paese per i prossimi 5 anni. Credo che noi questa visione, questa credibilità l’abbiamo messa in campo.

Senta, per un discorso generale…ci vuole presentare gli altri competitor, quali sono, magari per ognuno di loro la differenza fondamentale con lei, la vostra lista.

Facciamo un servizio pubblico, diciamo, ecco, che fa sempre piacere. Sostanzialmente le liste sono 4 e ci sono 4 candidati sindaci. Ovviamente, da una parte, oltre a me, cioè l’alternativa presente da cinque anni, che si ripresenta in formato più largo e civico a queste elezioni, oltre al Popolo della Famiglia, c’è anche il Pd, con la lista civica “Riolo per la comunità”: è capitanata dalla signora Malavolti, che è candidata espressione del centro-sinistra, e che naturalmente si pone in continuità col percorso dei precedenti amministratori che hanno governato dal dopoguerra ad oggi la comunità di Riolo Terme. E poi ci sono altre due liste: una che parrebbe far riferimento a quello che possiamo comunemente definire centro-destra, ma è tutto un parere anche da verificare sul campo perché anche noi abbiamo dentro la nostra lista candidati del centro-destra, che fanno riferimento ai partiti del centro-destra, e quindi questo diciamo è tutto da verificare, perché si presenta poi con un simbolo civico, quindi non ha neanche i simboli di partito presenti. E poi c’è la quarta lista, che è emersa negli ultimi giorni, che è la lista diciamo anti-sistema, nel senso che la candidatura è legata ai temi del contrasto alla campagna vaccinale, alle politiche sanitarie del governo Draghi: i giornali magari la fanno la “ridotta”, definendola una lista no-vax. Ecco, non mi permetto di definirla in tal modo, perché il massimo rispetto per tutte le candidature e per tutti i candidati. Diciamo che questo è un po’ il tema che pongono come proposta alternativa. È chiaro che - massimo rispetto per il programma degli altri amici, per le candidature alternative alle nostre - è chiaro che mi auguro, cosa che diciamo ogni giorno, che i cittadini abbiano la memoria lunga e quindi sappiano che, in una competizione a turno unico come sapete - perché sotto i 10mila abitanti non si va al ballottaggio - è importante non disperdere i voti, e quindi ovviamente queste due liste prevalentemente vanno a prendere consenso nel bacino dell’alternativa alla sinistra, e quindi è importante che, insomma, si invitino i cittadini riolesi a dare forza alla nostra lista, che, per lavoro, per impegno e per continuità di percorso da cinque anni a questa parte è l’unica che ha le carte in regola per poter competere.

Chiarissimo, chiarissimo. Avrete dei confronti tra di voi, li avete avuti…

Diciamo che i confronti…il primo è stato, come da prassi, al mercato cittadino. Sa che la politica a noi piace farla come si faceva durante la prima cara Repubblica, anche se non l’ho vissuta diciamo da protagonista, perché ero appena nato nell’ ‘84, però mi sono formato su quella classe dirigente, ho avuto il piacere di formarmi con persone cresciute in quegli anni…si fa per strada, si fa sui marciapiedi, si fa ai mercati; e quindi il primo confronto l’abbiamo avuto sabato con i banchetti al mercato cittadino ed è stata l’occasione per vedere in faccia gli altri candidati, soprattutto i due arrivati all’ultimo a presentarsi. Avremo l’8 di giugno, grazie al settimanale diocesano che organizzerà in sala Sante Ghinassi un confronto fra noi quattro candidati, come accadde 5 anni fa, quando eravamo solo tre, e sarà un’occasione per confrontarci. Sono contento che ci sia questo momento, perché, ripeto, è importante fare informazione, come fate voi come radio, è importante far conoscere la proposta, e che la gente, i cittadini sappiano apprezzare il valore della differenza, perché tante volte si dice “sono tutti uguali”, tante volte si dice “non cambia nulla”. Ecco, io queste frasi non le sento mie, non è vero, la differenza c’è e uno deve andare a capirla. E nel momento in cui ha capito la differenza tra un candidato e l’altro, tra un programma e l’altro, può fare una scelta consapevole. Credo che noi abbiamo fatto un lavoro, questa elezione, a partire da dicembre, dopo il lavoro consigliare di quasi 5 anni ormai, impegnativo, importante, di squadra, con contenuti innovativi, credibili, mettendo consulenti e tutor, diciamo, - a disposizione per darci una mano a realizzarlo – di assoluto valore e con i “dialoghi per Riolo Terme” sono intervenuti uno per uno. E quindi credo che più di così non potevamo mettere a disposizione un progetto e una squadra competitiva. Oggi però, più volte l’abbiamo detto, la politica spesso è dominata dalla “pancia”, e quindi è naturale che dobbiamo cercare anche di far capire alla pancia che se la testa ragiona la pancia sta meglio.

E allora, io le auguro in bocca al lupo e anche buon lavoro per il rush finale per queste elezioni. Naturalmente torneremo a sentirci. Nel frattempo la ringrazio, ringraziamo il consigliere Mirko De Carli, che, ricordiamo sempre, è consigliere nazionale del Popolo della Famiglia, consigliere nazionale Anci e candidato alle prossime elezioni, quelle del 12 giugno, candidato sindaco a Riolo Terme. Grazie.

Grazie a lei, grazie a voi, e una buona domenica.

https://www.radioradicale.it/scheda/669216/intervista-a-mirko-de-carli-sulla-sua-campagna-

elettorale-come-candidato-a-sindaco-a?fbclid=IwAR0aIqioRhiOZw5sPXpQzO0XTb11q2jr-

8u7z7h93iOn3w498Z6YpCmBV34

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

23/05/2022
2809/2022
S. Venceslao

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Capitano Ultimo: in Italia deriva autoritaria

In questo periodo ricco di tensioni ed incomprensioni tra le parti, causate spesso da notizie faziose e lacunose ecco le interessanti dichiarazioni di Capitano Ultimo

Leggi tutto

Politica

Castelfidardo ci ripensa: buono pasto a tutti

Il Popolo della Famiglia ferma l’atto discriminatorio del sindaco!

Leggi tutto

Politica

L’inequivocabile risposta

Mario Adinolfi commenta la “difficile” situazione in cui si trova Mario Draghi

Leggi tutto

Politica

Vicente Schiano confermato coordinatore dell’isola di Ischia per il PDF

Vicente Schiano è stato confermato quale coordinatore per l’isola di Ischia del movimento politico “Popolo della Famiglia”.

Leggi tutto

Chiesa

Papa: NO alla politica ideologica

La politica è anzitutto un’arte dell’incontro. Certamente, questo incontro si vive accogliendo l’altro e accettando la sua differenza, in un dialogo rispettoso. Come cristiani, tuttavia, c’è di più: poiché il Vangelo ci chiede di amare i nostri nemici, non posso accontentarmi di un dialogo superficiale e formale, come quei negoziati spesso ostili tra partiti politici. Siamo chiamati a vivere l’incontro politico come un incontro fraterno, soprattutto con coloro che sono meno d’accordo con noi; e ciò significa vedere in colui con cui dialoghiamo un vero fratello, un figlio amato di Dio”. Lo ha ribadito stamane il Papa ricevendo in udienza i membri della Fraternità Politica Chemin Neuf.

Leggi tutto

Politica

La Francia di Macron frena

Alle legislative d’Oltralpe battuta d’arresto per la coalizione di centro del presidente che al ballottaggio di domenica prossima potrebbe non ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano