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Monza verso le elezioni

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Monza, come tutte le grandi città, soffre del problema della microcriminalità e dello spaccio. Protagonisti sempre più spesso giovanissimi organizzati in baby gang. Come rendere Monza una città più sicura?

Microcriminalità, spaccio. Come rendere Monza città più sicura. Problemi non di facile soluzione, questi comportamenti, segno di un disagio sempre più crescente nei giovani, ma non solo, che hanno diverse cause quasi sempre non dovute ai giovani. Devono essere affrontati con assoluta priorità. Con i giovani dobbiamo trovare il modo di dialogare. Educazione, ascolto, motivazione, aiuto. Credo si possa fare con la giusta capacità di dialogo e non con azioni repressive potremmo migliorare lo stato di essere dei nostri ragazzi. Proponiamo di mettere in atto una migliore collaborazione con le Forze dell’Ordine, affrontando i problemi con personale qualificato e con i Servizi Sociale nell’ambito del Piano Sociale di Zona. Dovremo coinvolgere le agenzie educative per un percorso condiviso. Creeremo degli spazi e luoghi dove i giovani si possano trovare ed incontrare.

Con la riorganizzazione della raccolta differenziata ad oggi è ancora lampante che sono necessari alcuni accorgimenti. Sono ancora tante le lamentele in merito agli orari di ritiro, alla prolungata esposizione dei rifiuti in strada e al sacco rosso troppo grande. Come intende risolvere il problema?

Premesso che è sempre opportuno valutare ogni aspetto di una situazione, specialmente se si tiene in considerazione il fatto che si tratta di un periodo di transizione da una vecchia ad una nuova gestione. Pertanto, se partiamo dall’analisi degli aspetti positivi, non possiamo negare che da una parte siamo stati tutti sollecitati a ridurre al minimo la quantità di rifiuti nel sacco indifferenziato e quindi questo è un passo in avanti per il rispetto dell’ambiente. Questo però non ci esime dal valutare altri aspetti meno positivi. Riteniamo sia stato un errore eliminare i bidoni per laraccolta della plastica e i sacchi grandi per la raccolta del secco residuo, la sostituzione di questi con i sacchi gialli e rossi individuali, che vengono così accatastati sui marciapiedi, creano problemi di decoro urbano; questo risulta più evidente per i sacchi rossi del secco, essendo individuali e quindi non possono essere disposti in modo ordinato.

Al di là delle dimensioni eccessive del sacco rosso, il vero problema è che la raccolta di esso viene effettuata solo una volta a settimana, con conseguenti disagi per le famiglie all’accumulo in casa dei rifiuti. Proponiamo di avviare un dialogo con le società di raccolta rifiuti competenti e aumentare a due giorni a settimana la raccolta del secco residuo e di ripristinare i bidoni per la raccolta della plastica e prevedere anche bidoni per la raccolta del secco residuo, da esporre sui marciapiedi in modo da preservare il decoro urbano. Il comune, in collaborazione con le società addette alla raccolta rifiuti, dovrebbe adoperarsi per attuare interventi nelle scuole di ogni ordine e grado con l’obiettivo di far conoscere l’utilità della raccolta differenziata, stimolando il senso di responsabilità dei giovani.

La metropolitana a Monza finalmente arriverà: sia la M1 sia la M5. Come cambierà la città? Ma i cantieri porteranno grandi disagi ai residenti e ai commercianti. Memore di quanto accaduto durante il cantiere del tunnel di Viale Lombardia come intende salvaguardare cittadini e commercianti, questi ultimi che rischiano serie ripercussioni dopo aver già subito i danni della pandemia?

Siamo assolutamente favorevoli al massimo sviluppo e potenziamento del trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Tuttavia,prima di pensare ai disagi arrecati dagli eventuali cantieri, bisogna porsi la questione di fondo - ancora irrisolta e che pervicacemente non si vuole seriamente affrontare - dell’effettiva utilità dei progetti di prolungamento di M1 e M5. Soprattutto quest’ultima, alla luce del reale fabbisogno di collegamento tra Monza e Milano, si presenta come una linea in grado di raccogliere flussi di passeggeri assolutamente bassi per una metropolitana. Si prospetta quindi un autentico disastro sotto il profilo economico – finanziario (oltre ai tempi di realizzazione che non sarebbero certo quelli al 2026 descritti dall’attuale “propaganda”).

Usciamo quindi da questo clima demagogico e puntiamo su: collegamenti“leggeri” e funzionali in sede propria [metrotranvia, autobus o filobus in corsia riservata], dai costi di costruzione ed esercizio sostenibili, non solo verso San Fruttuoso / Milano ma anche sulle altre direttrici che ne hanno bisogno: verso Carate – Giussano (con servizio anche all’Ospedale / Università e al Parco); verso Vimercate; verso Muggiò – Nova M. – Varedo; verso Brugherio – Cologno; - potenziamento del servizio ferroviario con la realizzazione delle stazioni a nordest (Libertà), nordovest (Cazzaniga) e sud (San Rocco); - riqualificazione della stazione FS e dell’area all’intorno, il cui stato di degrado – purtroppo – non ha bisogno di essere descritto.

Villa Reale e Parco di Monza: due gioielli che possono diventare attrattivi. Qual è il suo progetto di rilancio della Reggia e del Parco: aperti anche ai grandi eventi (sia concerti sia feste private), o solo attività “minori” ma per tutti.

Villa Reale Parco e Giardini della Reggia sono un patrimonio inestimabile per la città e il territorio. L’aver affidato la gestione al Consorzio tra Regione e amministrazioni locali ha certamente definito un quadro più chiaro rispetto alla situazione precedente. Attualmente è in corso la redazione di un “master plan”, finalizzato a definire l’uso dei fondi messi a disposizione dalla Regione. Il comune di Monza dovrà porre particolare attenzione ai contenuti del piano, verificandone la rispondenza alle effettive esigenze della comunità che è la vera proprietaria di questi beni. La realizzazione e gestione del piano ha ovviamente bisogno di fondi certi, disponibili con continuità. Per questo occorre trovare un giusto equilibrio tra le diverse funzioni che Parco e Villa possono svolgere, a partire da quelle più “immediate” e “spontanee”, cioè quelle ricreative e ludico / sportive, e a quelle culturali da sviluppare soprattutto nella Reggia ma anche nel Parco vero e proprio. In tal senso, bisogna definire il corretto utilizzo del vasto patrimonio edilizio, gran parte del quale è oggi inutilizzato e in parte fatiscente. Qualche indicazione, senza pretesa di completezza, cominciando dalla Villa: urge definire finalmente l’utilizzo dell’ala sud, scandalosamente dimenticata (certo per mancanza di fondi) del recente restauro del corpo principale. La destinazione a Liceo Artistico può certamente continuare ed essere implementata, purché la gestione sia adeguata in rapporto al valore dell’edificio che lo ospita. Lì vicino, il vecchio campo da hockey va prontamente demolito, senza nostalgia, essendo ormai privo di senso e di qualsiasi valore architettonico. Le manifestazioni e iniziative culturali nella Reggia vanno implementate, affidandone la gestione ad una squadra di persone preparate e ricche di fantasia. Va senz’altro confermato – e se necessario ampliato - lo spazio sede del nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Per la Torretta pare logico riconfermare l’uso a punto di ristoro, procedendo senza indugio ad una gara per l’affidamento. E per il momento non parliamo del Tempietto e dell’edificio adiacente all’ala nord. Bisogna dare una destinazione agli edifici abbandonati, altrimenti fatalmente destinati al degrado. In particolare la ex sede RAI, la parte fatiscente di Cascina Fontana e la Villa Mirabellino. Quest’ultima potrebbe diventare – per esempio - la sede della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio [organo del Ministero della Cultura] o di un istituto universitario legato alle discipline delle scienze ambientali.

Occorre migliorare la gestione e manutenzione dei percorsi pedonali, destinati alla corsa o al ciclismo, adeguando la relativa segnaletica, anche in funzione del collegamento ciclopedonale con il centro città da una parte, Villasanta, Biassono, Vedano all’intorno e il Parco Regionale della Valle del Lambro a nord. Urge migliorare la gestione del patrimonio naturalistico, in particolare con un preciso piano di assestamento forestale, la manutenzione e il ripristino del reticolo idrico, Bisogna ricostruire la continuità del viale centrale (viale Mirabello), interrotto dalle curve sopraelevate; vedi sotto riguardo all’autodromo. In generale, non bisogna disdegnare di dare o confermare in gestione qualche spazio di Parco e Villa ad attività commerciali, che paghino un adeguato affitto; bando alla demagogia, la gestione di questo patrimonio ha bisogno di soldi. La custodia di Parco e Villa è affidata certamente al senso civico dei cittadini; tuttavia – siamo realisti! - va affrontato il tema della vigilanza, che va implementata, anche con l’impiego delle guardie ecologiche volontarie (GEV) da istruire e aggiornare adeguatamente. L’autodromo dovrebbe diventare – senza costruire nuove strutture – un centro polifunzionale e polisportivo per le scuole e per attività dilettantistiche, utilizzando gli spazi esistenti e le aree all’intorno (anche riqualificando la piscina). Parliamo di attività compatibili con il contesto: ciclismo / mountain bike (con prolungamento in Valle del Lambro a nord), podismo e corsa campestre, tornei giovanile e studenteschi di basket e volley nelle strutture esistenti / adeguate. Si possono aggiungere attività didattiche e museali per le scuole (e per l’intera cittadinanza) inerenti la tecnologia delle auto. Ma anche spettacoli musicali di livello. Insomma, non limitarsi all’attività motoristica, che pure deve continuare.

Ambientalisti e animalisti sono due bacini di elettorato molto sensibili e importanti. Quali sono i suoi impegni a difesa dell’ambiente e degli animali a Monza?

Temi tutti complessi, ai quali bisogna dedicare molto tempo e risorse. Salvaguardia dell’ambiente significa riduzione dell’inquinamento, miglioramento della vita. Intendiamo aprire dei tavoli di confronto con associazioni, cittadini, esperti, cercando di portare a Monza “sane e buone“ esperienze di altre città italiane ed europee che hanno avuto questi problemi e li hanno risolti in modo ottimale. Avvieremo con la Provincia una collaborazione al fine di utilizzare la tecnologia informatica per una analisi approfondita delle diverse azioni cittadine, raccolta rifiuti, razionalizzazione del trasporto efficientamento dei consumi. Non c’è casa che non abbia un animale di compagnia, cane o gatto che sia o uccellini e pesci. Questi fanno parte della nostra famiglia e come tutte le creature vanno rispettate ed amate. Potenzieremo le zone verdi recintate e creeremo ampi spazi dove i nostri amici possano scorrazzare liberi. Dopo queste premesse, tuttavia mi chiedo, nelle nostre famiglie ci sono anche i bambini, vengono accuditi con la stessa cura? Non stiamo sostituendo i neonati che sono sempre più pochi nelle nostre case con un surrogato di amore? Anche a questo problema dobbiamo guardare in termini di ambiente, questo è il risultato della nostra presenza. Ma è difficile mettere al mondo i figli, ci sono grossi problemi da risolvere, ma come affronteremo il problema dell’ambiente e degli animali, a maggior ragione ci impegneremo per ridurre i problemi che impediscono un sano sviluppo complessivo della persona. Problema non ultimo le culle vuote: come Popolo della Famiglia abbiamo presentato in Parlamento una proposta di legge popolare sulla istituzione di un reddito di maternità.

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30/05/2022
1108/2022
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