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di Nathan Algren

India: esplosione in una scuola cattolica

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Nei giorni scorsi la polizia ha arrestato un uomo in relazione ai recenti attentati alla Little Flower School, istituto cattolico della città di Imphal, nel Manipur, Stato dell’India nordorientale: Thounaojam Rishi Luwangcha è stato preso in custodia dalle forze dell’ordine il 7 giugno.

I funzionari hanno confiscato una scorta di esplosivi, detonatori e fili che sarebbero presumibilmente stati utilizzati nelle esplosioni, ha dichiarato ai giornalisti K. Shivakanta Singh, sovrintendente della polizia di Imphal Ovest. Con il suo arresto la polizia ritiene di aver risolto i casi di attentati dinamitardi nel Manipur che si sono verificati il mese scorso.

Secondo le ricostruzioni un ordigno esplosivo improvvisato posizionato sul secondo cancello d’ingresso della scuola è esploso alle 3.09 di mattina del 5 giugno. Non si sono registrate vittime, solo alcune finestre sono state danneggiate.

Durante un interrogatorio preliminare, il 46enne sospettato ha dichiarato di essere stato pagato 30mila sterline per innescare l’esplosione, aggiungendo di essere coinvolto anche nei recenti attentati di Nagamapal e Khurai, due quartieri di Imphal. Gli attacchi sono poi stati rivendicati dal National Revolutionary Front di Manipur, un’organizzazione separatista che fa capo a un autoproclamato governo in esilio in Bangladesh. Il gruppo armato dichiara di combattere per la creazione di uno Stato socialista nel Manipur.

Nell’ultimo mese le detonazioni sono diventate più frequenti, al punto che il primo ministro dello Stato, Biren Singh, ha convocato una riunione di gabinetto per discutere della questione. Il 30 maggio un uomo è morto e altri 4 sono rimasti feriti per un’esplosione nella città di Thoubal.

Il 6 giugno scorso studenti e insegnanti della Little Flower School hanno tenuto un sit-in davanti alla scuola chiedendo un’istruzione libera dalla violenza:

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10/06/2022
0210/2022
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