Politica

di Giuseppe Udinov

L’Unione Europea contro l’omofobica Georgia

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Il Parlamento europeo ha rimandato la pratica dell’ingresso della Georgia nell’Unione europea, segnalando le “violazioni della libertà di stampa e i pericoli per la sicurezza dei giornalisti” nel Paese caucasico. Viene anche chiesta la liberazione del direttore della Tv Mtavari Nika Gvaramia, e di concedere all’ex presidente Mikhail Saakašvili di farsi curare all’estero. Il partito di maggioranza del Sogno Georgiano ritiene che tale pronunciamento “non abbia alcun valore”, mentre le opposizioni parlano di “fiasco diplomatico e politico” del governo di Tbilisi.

Gli europarlamentari hanno inoltre raccomandato di spiccare sanzioni personali contro l’oligarca filo-russo Bidziny Ivanišvili, fondatore del Sogno Georgiano. “Queste dichiarazioni non valgono un soldo”, ha detto il presidente del partito di governo Iraklij Kobakhidze (v. foto), che ha cercato di convincere i giornalisti che i deputati di Strasburgo sono vittime di “fake news” diffuse dalle opposizioni del Movimento Nazionale e di tutti i Paesi ostili alla Georgia, per bloccare la candidatura di Tbilisi alla Ue, proprio mentre si accelera per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione. Le contraddizioni della guerra russa, e le incertezze della posizione georgiana tra Mosca e Kiev, sembrano giocare un ruolo fondamentale nella questione.

Secondo Kobakhidze, le opposizioni europee vogliono punire il governo e il Sogno Georgiano perché difendono gli interessi del proprio popolo e non hanno applicato le sanzioni doppie (dirette e indirette) contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina, decisione che permette oggi alla Georgia di registrare un +10% di crescita economica, mentre la maggior parte dei Paesi del mondo vive uno stato di crisi. L’apertura su entrambi i fronti sta favorendo l’economia georgiana, soprattutto grazie alla forte immigrazione e l’orientamento dei russi verso Tbilisi, il Paese più accessibile da Mosca.

Il leader del partito di maggioranza ritiene poi inopportuna la presa di posizione in favore di Gvaramia e Saakašvili, e l’ostilità nei confronti di Ivanišvili. Egli ricorda che nel 2007, sotto la presidenza di Saakašvili, proprio Gvaramia giustificò la devastazione degli studi di Tv-Imedi, un’emittente contraria all’allora sistema di potere, e quindi i due favoriti di Strasburgo sono in realtà dei “nemici della democrazia georgiana”. Invece l’accusato Ivanišvili, “che oggi è completamente estraneo alla politica, ma che nel 2012 ha restituito la democrazia e il pluralismo alla Georgia” sembra essere diventato oggi l’ostacolo principale all’integrazione europea, ma “questo non ha nulla a che vedere con i valori dell’Europa”.

Una delle accuse dei parlamentari europei sono gli assalti omofobici e le conseguenti azioni contro i giornalisti degli scorsi anni, ma Kobakhidze ricorda che “l’anno scorso per questi fatti sono stati istituiti 12 processi penali, e condannate 30 persone”. Il leader del Sogno Georgiano nega che Ivanišvili abbia ancora interessi economici in Russia, e che continui a guidare il Paese da dietro le quinte. Egli ammonisce sul fatto che se verrà concesso lo status di candidato all’Ucraina e alla Moldavia, ma non alla Georgia, ci saranno conseguenze preoccupanti, tenendo conto che Tbilisi è in realtà molto più avanti di Kiev e Chişinău su tutti i criteri richiesti dalla Ue.

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13/06/2022
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