Politica

di Mario Adinolfi

TOP TEN SINDACI

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Anna Maria Cisint che il Popolo della Famiglia sosteneva come sindaco di Monfalcone ha vinto al primo turno con il 72.4% dei voti; Fabio Annovazzi candidato sindaco del Popolo della Famiglia ha ottenuto il 20.4% ad Averara, provincia di Bergamo, dove conquistiamo tre seggi in Consiglio comunale; Mirko De Carli candidato sindaco del Popolo della Famiglia nell’unico comune della provincia di Ravenna al voto, Riolo Terme, arriva al 5.8% ed è eletto consigliere comunale; Giuseppe Lauria, che il Popolo della Famiglia sosteneva come sindaco di Cuneo è arrivato al 6.7%, Marco Cercaci a Jesi al 4,2%, Alberto Zelger a Verona al 2.7%, Filippo Murgia a Oristano all’1.8%, Ciro Lomonte a Palermo all’1.2%, Massimiliano Ernesto Taveri nostro candidato a sindaco di Desenzano arriva allo 0.9% superato di poco da Marco Soffiato sempre candidato sindaco del PdF allo 0.93% a Mombello di Torino. Insomma, chi arriva qui attratto dallo zero di Ventotene, scopre che il Popolo della Famiglia intanto si radica sempre di più in tutta Italia, Isole (maggiori) comprese.

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14/06/2022
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LA CROCE FESTEGGIA I 500 NUMERI

Il Popolo della Famiglia e La Croce sono strettamente uniti, pur in una reciproca sostanziale autonomia, perché fin dal primo numero noi abbiamo indicato una soluzione politica a questa terribile condizione di una pallina che rotola sul piano inclinato della nichilista cultura della morte che anima i nostri legislatori: farsi legislatori. Impegnarsi a dare un pugno al piano inclinato ribaltandolo, cercando consenso dopo aver svolto una capillare opera di informazione sui rischi che normative come quelle approvate contro la vita e contro la famiglia in questa legislatura comportano. Il cristiano non può disinteressarsi a quel che sta accadendo, non può rinunciare a battersi pensando che il male che si sta facendo non è affar suo o non può fermarlo. Non è davvero il tempo di cristiani tiepidi e mosci che alzano le mani e si arrendono senza aver neanche reso testimonianza alla grazia fondamentale derivante dall’incontro con Cristo e cioè la scoperta che non può esserci alcuna libertà fuori dalla verità. La Croce è nata per ribadire questa testimonianza cristiana, per analizzare con spirito di verità quel che “il mondo” ci propone nel tempo in cui ci è dato di vivere, senza ficcare la testa sotto la sabbia e comprendendo che alcuni atti che sono violentissimi perché legislativi necessitano una risposta competente, mediaticamente efficace e anche politicamente organizzata.

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A Torino si lava il cervello alla P.A.

L’unica cosa sulla quale concordo con l’assessore ArciGay Giusta è il fatto che il tema del linguaggio non sia una questione di puntiglio. Per i motivi esattamente opposti ai suoi. Il linguaggio esprime sempre una struttura di valori e costumi che si porta dietro e più in generale potremmo dire davvero che veicola una visione antropologia precisa. Ogni lingua ha una storia, ogni lingua è espressione della cultura di un popolo. Ed è per questo motivo che oggi più che mai è necessario puntigliosamente tornare a ridare alla parole il loro originario e reale significato. Altrimenti si rischia solo di violentare non solo un linguaggio, ma evidentemente l’insieme dei valori e storie che esso (il linguaggio) si porta con sé e veicola. Un linguaggio che forzosamente livella le differenze non solo violenta l’uso delle parole, ma soprattutto appiattisce a ribasso la bellezza variegata della realtà.

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La nostra risposta: fare 5 cose

Contro il Popolo della Famiglia e i suoi dirigenti, invece, c’è una furia feroce che probabilmente è degna di miglior causa. Per la lobby che noi apertamente sfidiamo, per la sua politica contro la vita e contro la famiglia, per la visione del mondo che vuole trasformare le persone in cose, c’è un solo nemico da attaccare con tutte le energie fino a zittirlo: il Pdf. Torniamo alla domanda. Perché? Perché siamo ostinati e organizzati. Due fattori molto temuti: ostinazione e organizzazione. Sanno che ormai in ogni angolo del Paese c’è un nucleo territoriale organizzato del Popolo della Famiglia. Si tratta del frutto di due anni di lavoro casa per casa, compiuto dal Pdf attraverso l’esperienza di ben tre tornate amministrative ma anche con la presenza quotidiana e fattiva di monitoraggio di quel che accade. E così ogni settimana in Italia ci sono almeno dieci iniziative con dirigenti del Popolo della Famiglia che incontrano persone sul territorio, più di cinquecento all’anno. Ci sono gli iscritti, ci sono le liste, ci sono i candidati, ci sono 48.750 firme da raccogliere che saranno agevolmente raccolte, ci sono centinaia di migliaia di voti che certamente i nostri militanti otterranno alle prossime politiche sui 945 coraggiosi che candidandosi alla Camera e al Senato diranno: fate una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia, tutto il resto l’abbiamo già sperimentato e ha portato al disastro attuale.

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L’Ungheria del dopo voto raccontata da chi la conosce vermente

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VALUTAZIONI POLITICHE SU VERONA

Finalmente si può parlare del Congresso di Verona potendo commentare le parole effettivamente pronunciate, lasciando da parte i sentito dire, ed è un bel sollievo: basta dietrologie e spazio alla valutazioni su quanto si è affermato.  Il Popolo della Famiglia come si sa non partecipa al Congresso di Verona proprio per il legame evidente e troppo stretto che si è voluto creare con un governo la cui azione è giudicata molto negativamente

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TURCHI, CURDI E LA BONINO PRIMA DELL’APERICENA

Abbiamo una insopprimibile necessità di iscriverci a una curva, perché sui social così possiamo distillare perle di saggezza che ovviamente sono solo maldestre copiature dei riassunti del mainstream, ingaggiando feroci quanto inutili flames con gli appartenenti alla fazione opposta. Ne muore, così, la reale e profonda comprensione dei fenomeni che sono sempre complessi persino se parliamo di Temptations Island, figuriamoci se ci azzardiamo a discettare di una guerra.
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