Società

di Nathan Algren

37 milioni di bambini sfollati nel mondo

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Secondo le stime dell’UNICEF, alla fine del 2021 conflitti, violenze e ulteriori crisi hanno lasciato 36,5 milioni di bambini sfollati dalle loro case, il numero più alto registrato dalla Seconda guerra mondiale. Questa cifra comprende 13,7 milioni di bambini rifugiati e richiedenti asilo e quasi 22,8 milioni di bambini sfollati interni a causa di conflitti e violenze. Queste cifre non comprendono i bambini sfollati a causa di shock o disastri climatici e ambientali, né quelli sfollati di recente nel 2022, anche a causa della guerra in Ucraina.

Il numero record di bambini sfollati è il risultato diretto di crisi a catena, tra cui conflitti acuti e prolungati come quello in Afghanistan, fragilità in Paesi come la Repubblica Democratica del Congo o lo Yemen e shock correlati aggravati dagli impatti del cambiamento climatico. Proprio come la fragilità, anche lo sfollamento dei bambini si sta diffondendo rapidamente. L’anno scorso, il numero globale di bambini sfollati è aumentato di 2,2 milioni.
“Non possiamo ignorare l’evidenza: il numero di bambini sfollati a causa di conflitti e crisi è in rapida crescita, così come la nostra responsabilità di raggiungerli”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNICEF, Catherine Russell. “Spero che questo numero allarmante spinga in primo luogo i governi a evitare che i bambini siano sfollati - e quando sono sfollati, a garantire loro l’accesso all’istruzione, alla protezione e ad altri servizi essenziali che sostengono il loro benessere e il loro sviluppo ora e in futuro”.

A questo record si aggiungono crisi come la guerra in Ucraina, che da febbraio ha causato la fuga dal paese di oltre 2 milioni di bambini e lo sfollamento interno di 3 milioni. Inoltre, bambini e famiglie vengono allontanati dalle loro case anche a causa di eventi climatici estremi, come la siccità nel Corno d’Africa e nel Sahel e le gravi inondazioni in Bangladesh, India e Sudafrica. Nel 2021 si sono verificati 7,3 milioni di nuovi casi di sfollamenti di bambini a causa di disastri naturali.

La popolazione mondiale di rifugiati è più che raddoppiata nell’ultimo decennio e i bambini rappresentano quasi la metà del totale. Oltre un terzo dei bambini sfollati vive nell’Africa subsahariana (3,9 milioni o il 36%), un quarto in Europa e Asia centrale (2,6 milioni o il 25%) e il 13% (1,4 milioni) in Medio Oriente e Nord Africa.

Mentre il numero di bambini sfollati e rifugiati raggiunge un livello record, l’accesso a servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, l’istruzione e la protezione è in calo. Circa due terzi di tutti bambini rifugiati sono iscritti alla scuola primaria, mentre circa uno su tre degli adolescenti rifugiati frequenta la scuola secondaria.

I bambini migranti - siano essi rifugiati, richiedenti asilo o sfollati interni - possono correre gravi rischi per il loro benessere e la loro sicurezza. Ciò è particolarmente vero per le centinaia di migliaia di bambini non accompagnati o separati che sono a maggior rischio di tratta, sfruttamento, violenza e abuso. I bambini rappresentano circa il 34% delle vittime registrate della tratta a livello globale.
L’UNICEF esorta gli Stati membri a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei diritti di tutti i bambini migranti, compresi quelli stabiliti nell’ambito del Global Compact sui rifugiati (GCR) e del Global Compact per le migrazioni (GCM), e a investire ulteriormente in dati e ricerche che riflettano la reale portata dei problemi che devono affrontare i bambini rifugiati, migranti e sfollati.

L’UNICEF chiede dunque ai governi di intraprendere sei azioni per ottenere pari diritti e opportunità per tutti i bambini rifugiati, migranti e sfollati: fornire uguale sostegno a tutti i bambini, indipendentemente dalla loro provenienza; riconoscere i bambini rifugiati, migranti e sfollati come bambini prima di tutto, con diritti alla protezione, allo sviluppo e alla partecipazione; aumentare l’azione collettiva per garantire l’accesso effettivo ai servizi essenziali - tra cui l’assistenza sanitaria e l’istruzione - per tutti i bambini e le famiglie migranti, indipendentemente dal loro status; proteggere i bambini rifugiati, migranti e sfollati dalla discriminazione e dalla xenofobia; porre fine alle pratiche dannose di gestione delle frontiere e alla detenzione dei bambini immigrati; dare ai giovani rifugiati, migranti e sfollati la possibilità di liberare i loro talenti e realizzare il loro pieno potenziale.

Italia
A fine maggio, in Italia, erano circa 14.500 i minorenni stranieri non accompagnati presenti nel sistema d’accoglienza1. L’emergenza ha contribuito all’aumento dei flussi. Il 35% dei minori stranieri non accompagnati sono infatti di provenienza ucraina, in tutto oltre 5000. Gli arrivi recenti hanno anche abbassato l’età media degli arrivi con il 22% dei bambini e adolescenti con un’età compresa tra 7 e 14 anni.
Continuano anche i flussi in arrivo dal Mediterraneo. Da gennaio a metà giugno 2022, erano già più di 22 mila i rifugiati e migranti arrivati in Italia via mare, tra cui oltre 2.500 minorenni stranieri non accompagnati.
A queste cifre bisogna aggiungere un numero imprecisato di minorenni al di fuori del sistema formale di accoglienza e di fatto invisibile ai servizi di protezione e tutela dei diritti.

L’UNICEF, in collaborazione con i partner sul territorio, ha raggiunto solo nel primo trimestre del 2022 oltre 4000 migranti e rifugiati, tra cui: 1.000 minorenni con interventi di protezione (azioni di tutela dei diritti e migliori standard di accoglienza e protezione); 200 adolescenti sono stati inseriti in affido familiare e/o supportati da mentori; oltre 1.000 minorenni in condizioni di svantaggio, tra cui minori stranieri non accompagnati, hanno avuto accesso a programmi di sviluppo delle competenze linguistiche, digitali e trasversali; oltre 1.100 migranti e rifugiati sono stati raggiunti con attività di prevenzione e supporto alla violenza di genere, oltre 200 i sopravvissuti a violenza attraverso supporto legale e psico-sociale; oltre 1.300 persone sono state raggiunte con informative online, anche attraverso la piattaforma digitale U-Report on the Move

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

18/06/2022
0812/2022
Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Gli italiani ed il Ministero della Pace

Questa curiosa scelta ( ma molto significativa) risulta da un sondaggio commissionato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e realizzato da Demetra.

Leggi tutto

Politica

Siria: dall’Ue 10 milioni di euro per le persone vulnerabili

L’obiettivo è fornire rapidamente cibo e alimenti e contribuire a una maggiore copertura da parte dei servizi medici essenziali

Leggi tutto

Chiesa

Mediterraneo frontiera di pace

Nei giorni del Convegno, Patriarchi e Vescovi cattolici delle Chiese presenti nei Paesi che si affacciano sul Mare Mediterraneo parteciperanno anche a incontri sui Testimoni della fede legati alla storia del cattolicesimo fiorentino del Novecento, come Giorgio La Pira, il Cardinale Elia Dalla Costa, don Lorenzo Milani e don Divo Barsotti.

Leggi tutto

Storie

Ucraina, neppure la guerra ferma il mercato delle madri surrogate

L’Ucraina, la seconda meta mondiale per numero di neonati commissionati da coppie committenti ad aziende che gestiscono centinaia di “mamme in affitto” cerca di tranquillizzare i “clienti”

Leggi tutto

Chiesa

Vaticano: costruire un sistema di sicurezza collettiva

La Pontificia Accademia delle Scienze pubblica una lunga dichiarazione sulla prevenzione della guerra nucleare, elencando i rischi che essa porterebbe all’intera umanità

Leggi tutto

Media

Giornale dei cattolici o degli apparati?

Comprendere il cammino di ciascuno, imparare da tutti. Si potrebbe osservare più profondamente che a suo modo ogni cosa è grazia e chiudendosi in schemi si viviseziona lo Spirito che pure talora si vorrebbe tanto difendere. Comunque aperture importanti.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano