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La lezione di Cacciari a Conte e Letta

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Alla fine l’Italia continuerà a inviare armi all’Ucraina e non si è aperta nessuna crisi di governo, ma secondo Massimo Cacciari non c’è nulla di cui stupirsi. Per quanto il governo Draghi ne esca malconcio, con anche la fuoriuscita di Luigi Di Maio dal Movimento 5Stelle, era chiaro che nessun partito avrebbe staccato la spina all’esecutivo.

Intervistato da La Stampa, l’ex sindaco di Venezia non le manda a dire ai leader politici del centrosinistra, come Giuseppe Conte ed Enrico Letta. Le polemiche degli ultimi giorni? “Tutta manfrina”, secondo il filosofo. “Una polemica fasulla. Il tentativo di darsi un’identità nell’attesa di prossime prove”.

Restando in campo grillino, secondo Cacciari la fine politica del Movimento è ormai stata decretata. “Era ora”, ammette, senza mezzi termini. La polemica sulle armi era, del resto, fine a se stessa perché “l’Europa ha deciso di sostenere l’Ucraina anche con l’invio delle armi, dunque c’è poco da fare. L’Italia non può togliersi di dosso questa corresponsabilità, ci mancherebbe altro”.

Intanto il Movimento si frattura. “Viene mal di pancia a parlare di valori. Niente più che una guerra intestina”, è il commento di Cacciari. A suo dire, Di Maio ha fatto la scissione proprio per restare all’interno dell’esecutivo.

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23/06/2022
2806/2022
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