Chiesa

di La redazione

Adinolfi, la madre chiesa ed il divorzio

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Mi scrive un amico: “Siamo rimasti solo noi divorziati ad essere trattati in Chiesa peggio dei criminali. Ormai vanno bene tutti, benedicono le coppie gay, vanno bene i trans, si possono comunicare pure i pluriassassini pentiti, solo a noi viene negata la comunione a meno che non paghiamo la Sacra Rota ma mi sembrerebbe di pagarmi il perdono. Perché tu che sei noto e a cui viene sempre rimproverato da tutti sui social il divorzio nella tua giovane età non promuovi una lettera aperta al Papa e ai Vescovi per sanare questo stigma che solo noi abbiamo addosso?”. Gli ho risposto che non chiederò mai nulla alla Chiesa, come non chiedo mai nulla a mia madre: la ringrazio solamente. Se la Chiesa ritiene che noi dobbiamo restare lontani dal Sacramento, resteremo lontani. Conosciamo bene le condizioni per evitare lo stigma, abbiamo sbagliato e paghiamo, senza protestare. Preghiamo, cresciamo i nostri figli nella fede, chiediamo a Lui misericordia e benedizione. Lui sa e giudicherà. Noi saremo sempre pecore obbedienti”.

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30/06/2022
1708/2022
San Giacinto confessore

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Giacinta era insaziabile nella pratica del sacrificio e delle mortificazioni. Le penitenze più aspre per Lucia erano invece dettate dalle ostilità familiari e in particolare di sua madre, che la considerava una bugiarda e un’impostora. Lucia, essendo la più grande, fu la veggente più vessata e più interrogata (fino allo sfinimento) sia dalle autorità religiose che civili. A coronare questo clima intriso di tensioni e diffide c’era pure la situazione economica precaria dei dos Santos, provocata anche dal fatto che nel luogo delle apparizioni mariane, di proprietà della famiglia, non era più possibile coltivare nulla: la gente andava con asini e cavalli, calpestando tutto.

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