Società

di Nathan Algren

PANAMA - “Tutti impegnati a rafforzare l’unità e la stabilità della famiglia

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“La società, e in particolare lo Stato e le Organizzazioni internazionali, devono proteggere, difendere e promuovere la dignità, l’integrità della famiglia, con provvedimenti di tipo politico, economico, sociale e giuridico che garantiscano lo sviluppo, la crescita e la maturazione di ogni suo membro. In questa missione siamo tutti impegnati a cercare di rafforzare l’unità e la stabilità della famiglia, perché possa compiere e adempiere alla sua missione”. L’appello viene dai Vescovi di Panama, a conclusione della seconda Assemblea Ordinaria annuale della Conferenza Episcopale Panamense. Dopo il Mese della Famiglia, l’Anno della Famiglia e l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Roma, i Vescovi desiderano “mandare un messaggio di speranza a tutte le famiglie che abitano il territorio nazionale”.

Nel messaggio, in cui esprimono soddisfazione per l’approvazione della legge che stabilisce giugno come “Mese della Famiglia”, i Vescovi si soffermano a delineare gli aspetti fondamentali dell’istituzione familiare: “Nella famiglia, sacramento del Dio trinitario che è comunione, troviamo i misteri più profondi della vita umana, come l’amore, la donazione totale per gli altri, la gioia dello stupore generata dal dono della vita di ogni membro, e la forza che l’amore per la propria famiglia suscita nei momenti di crisi o di avversità”.

Ribadiscono quindi che “la famiglia è la prima e fondamentale cellula della natura sociale dell’uomo”, è la prima società che precede ogni altra società; “nella famiglia nascono i cittadini”, che trovano in essa la prima scuola delle virtù sociali, che “sono l’anima della vita e dello sviluppo della società stessa”; pertanto “la famiglia costituisce, più che un’unità giuridica, sociale ed economica, una comunità di amore e di solidarietà, insostituibile per l’insegnamento e la trasmissione dei valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo, la difesa e il benessere dei propri membri e della società”.

Il messaggio evidenzia la necessità della promozione della famiglia, rispettandone i diritti e assicurandone il benessere: molte famiglie sono costrette a vivere nella miseria, private della possibilità di una educazione di qualità, di una casa sicura, di assistenza sanitaria…Una delle più grandi minacce alla stabilità della famiglia viene poi dal crescente clima di violenza che si registra in tutto il paese, che molte volte ha la sua radice nella povertà. I maltrattamenti e le aggressioni verso i membri più fragili, come i bambini e le donne, hanno raggiunto livelli preoccupanti. I Vescovi lanciano quindi un appello a tutti i settori della società per “lavorare insieme nella costruzione di un paese che assicuri la stabilità economica, sociale ed emozionale alla famiglia panamense”. “E’ necessaria una autentica conversione e trasformazione, che porti ad una giusta e degna ripartizione della ricchezza” e allo stesso tempo “è urgente promuovere la famiglia”.

La famiglia riveste un importante ruolo nell’educazione, dove i genitori hanno il diritto di educare i figli secondo le proprie convinzioni morali, religiose e culturali, e come “santuario dove nasce e si forma la vita”. “Dalla famiglia inizia la costruzione della civiltà dell’amore, da qui scaturisce la nuova umanità che desideriamo, nascono i professionisti, i servitori e i leader della nostra amata Panama”.
Nell’ultima parte del messaggio, i Vescovi si soffermano sulla situazione attuale con una certa preoccupazione. Rispettando il diritto alla protesta sociale, osservano che “tutti dobbiamo lavorare alla ricerca di un paese migliore, ancora di più adesso che stiamo uscendo dalla pandemia” che ha lasciato lacrime e dolore, oltre a conseguenze negative per l’economia e l’istruzione dei giovani.

Quindi fanno appello al governo, alle organizzazioni sociali e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, “per cercare insieme soluzioni al momento storico che stiamo vivendo”. Con Papa Francesco esortano a costruire ponti e abbattere muri, per costruire un paese “guidato da uno sviluppo umano giusto, equo e sostenibile per tutti i suoi cittadini”. “Come Pastori di questa Chiesa – concludono – continueremo a camminare insieme e in mezzo alle nostre comunità, condividendo le loro difficoltà e speranze, mossi dal vangelo dell’amore e della giustizia”.

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