Politica

di Fabio Annovazzi

LUPO TANTI AGNELLI NIENTE DENTI. CHE PECCATO

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Doverosa premessa: le parole che andrò ad elencare di seguito sono ad uso e consumo esclusivo per un pubblico particolare, in anglofono volgarmente detto pro life. Una platea che abitudinariamente ama la vita e la considera un dono, dal concepimento alla morte naturale, che aborrisce droghe di ogni tipo ed eutanasia, che pensa che la fede debba essere vissuta realmente e non nascosta nelle sacrestie per non infastidire il mondo, che ritiene la società realizzata solo se ruota sul perno centrale della famiglia come Dio e la natura l’hanno voluta, e crede fermamente infine che l’aborto non sia un diritto ma un delitto tra i più efferati. Se tu caro lettore ritieni queste cose superflue o superate, e presumi che ledano diritti a qualcuno, astieniti nel proseguire lo scorrimento del testo.

La galassia degli amanti della vita è piuttosto variegata, spesso ma non sempre molto vicina al mondo cattolico. Qui si parla chiaramente di un cristianesimo radicato e profondo che si abbevera alle Sacre Scritture, il Vangelo in particolare, e dalle parole del Verbo di Dio fatto carne, non ai sermoni dei cosiddetti cattolici adulti, e loro fans club, perché come ricordava a suo tempo il compianto Cardinal Giacomo Biffi bisogna temere più i praticanti non cattolici che i cattolici non praticanti. Ebbene a mio modo di vedere questo mondo di fedeli alla religione del Dio Trino (e non quattrino) sta perdendo un ennesima e clamorosa occasione per avere voce nell’agone politico italiano. E vedendo le ultime derive valoriali non è una quisquiglia. Mi perdonerà Sua eminenza il cardinal Camillo Ruini se considero la sua tesi di contaminazione dei partiti una vera e propria sciagura piovuta sul tetto del cattolicesimo italiano che ha letteralmente azzerato la presenza in parlamento di rappresentanti degni della Croce di Cristo e dei valori non negoziabili. Non è purtroppo una mi opinione campata in aria, con cui oso ardire a teorie rimaste solo sulla carta, sono i risultati sin qui ottenuti che stanno a dimostrare lo sfacelo in atto. E non da oggi, da decenni oramai. Persino i pochissimi cattolici eletti nelle file dei movimenti di centro destra sono ai margini ed ignorati dai propri leader di partito. Vi è stato un ennesimo esempio eclatante dopo il recente pronunciamento della corte suprema americana contro la deriva abortistica negli USA. Ebbene, la doverosa sentenza ha visto esultare questi pochissimi peones, subito rintuzzati seduta stante dai loro presidenti di partito, perché la 194 è sacra e non si tocca. Praticamente contano come il due di ori in una briscola di fanti e vengono utili solamente per arraffare qualche voto in prossimità delle elezioni. Penso che più in basso di così i cristiani non potevano cadere. Mi si dirà che come praticanti siamo in pochi, ed elettoralmente contiamo nisba. Falso, terribilmente falso. La verità è che messi come ora sembriamo un lupo con tanti agnelli a disposizione ma senza denti per acchiapparli. Ed è un vero e proprio peccato. Le conseguenze pratiche poi sono scoraggiamento, con conseguente astensionismo alle urne, e frammentazione, cadute gravi che gridano vendetta al cielo. La percentuale dei cattolici che non si reca agli scranni elettorali è spaventosamente alta, con un trend in ascesa ad ogni consultazione. Troppo comodo, il disimpegno non ha nulla di evangelico, anzi ne è proprio agli antipodi. La divisione poi è il male dei mali da tempo. Troppi pavoni capaci solo di specchiarsi nella propria vanità, troppi capponi intenti solo a beccarsi l’uno con l’altro per contendersi il vermicello. Tenentini da quattro soldi che, pensando spocchiosamente di essere generali di armata, disertano con quattro mercenari e mandano in frantumi un esercito che a livello politico potrebbero avere un peso decisivo. Ogni tanto mi viene da pensare che ci siano troppi commissari tecnici per squadre che non hanno nemmeno le riserve per un cambio. Uniamo le forze miseria! Chessò io facciamo magari delle primarie cattoliche. Sarebbe ora di abbassare le arie e rivestirsi di un abito di umiltà se si vuole realmente contare qualcosa e non finire a fare comizi nelle osterie o nelle sagrestie (vuote) delle chiese. E mandiamo al diavolo chi ci parla di voto utile, frase stantia buona solamente a camuffare un inutilità post elettorale evidente già spiegata sopra. Sia chiaro che non ho nessunissima nostalgia del ritorno della balena bianca con tutte le sue ambiguità e incoerenze. A mio modo di vedere è necessario ora più che mai avere un partito valoriale non catalogato in categorie storiche superate da tempo (destra, sinistra, centro), ma arroccato ad un sano popolarismo di sturziana memoria, con radici che succhiano alla linfa essenziale dei valori non negoziabili. Sono un utopista, un nostalgico, un sognatore? Se guardo alla folla oceanica dei due ultimi family day no. Se guardo i numeri e le mie esperienze personali niente affatto, almeno qui nel bergamasco. Ho frequentato movimenti cristiani e gruppi orativi di ogni tipo con tantissimi aderenti, ho fatto veglie con le sentinelle in piedi in mezzo a centinaia di persone che la pensano in maniera identica e hanno i nostri stessi valori. Bisogna mettersi in testa che tutto questo impegno, tutte queste proteste pacifiche, non servono a nulla e sono sterili se non riescono ad entrare, o rimangono ai margini, nella stanza dei bottoni. Siamo prossimi alle elezioni, in un periodo alquanto anomalo per una consultazione. Vedo che si stanno tessendo alleanze tra le varie forze politiche. L’impressione è che l’astensionismo avrà percentuale mostruose e in parlamento, grazie a certe sciagurate leggi elettorali ed ai tempi strettissimi per la raccolta delle firme, entreranno solo i soliti noti decisi dalle segreterie dei grossi e grassi partitoni. E i cattolici? Magari uno o due ai margini, giusto così per accontentare qualche aficionado troppo opprimente. Mi stupisce e mi rammarica una situazione simile.

Avremmo tutte le forze per contare davvero qualcosa, lo scheletro di una struttura capillare a livello nazionale c’è già e lo sanno tutti anche se fingono di non vederlo, basta affinarlo e migliorarlo e non affossarlo per personalismi idioti. Capisco la necessità primaria di costruire un forza alternativa, agli antipodi dell’attuale modo di governare, ma al momento digerisco a stento certe federazioni che mi sanno un pochino di forzato. A mio modo di vedere se si vogliono fare alleanze si mettano innanzitutto dei paletti a livello valoriale ben precisi da cui non transigere, con un orizzonte programmatico affine e una leadership certa, andare con “cani” e “porci” giusto così per fare accozzaglie non fa onore a nessuno, non porta da nessuna parte e non costruisce un alternativa seria appetibile a livello elettorale. Un esempio anche qui: dall’Europa non si esce, è un idea folle e malsana, se mai si cerca di costruire un Unione europea che rappresenti realmente il popolo e non le plutocratiche cordate massoniche. Ma si lotta sul ring, non si scende dal medesimo, i padri fondativi (tutti cristiani per altro) non ce lo perdonerebbero. Magari sarà già tardi, ma nel mio piccolo faccio un appello last minte a tutti i cattolici degni di questo nome: basta particolarismi! Basta guerre intestine per puerilità secondarie! Mettiamoci insieme e costruiamo un alternativa seria! Vi garantisco che non sarebbe un problema neanche questa assurda raccolta firme agostana e troveremmo i numeri facilmente. Ma bisogna essere convinti e convincenti, per primi noi stessi, se no meglio lasciare stare. Come i dodici apostoli non la pensavano in maniera identica su certi argomenti, ma avevano il fine comune dell’evangelizzazione, così dobbiamo essere noi se non vogliamo rimanere pocos, locos y malunidos. Chiudo rimarcando il fatto che Il sottoscritto rimane convintissimo al 100% della sua scelta di aderire al PDF e sta benissimo in questa casa, ma non avrebbe nessun problema a convivere con chi ha gli stessi valori fondanti e cerca di mediare su casistiche specifiche del momento storico. Gli estremisti lasciamoli dove sono, anche gli estremisti di centro, l’ars politica non fa per loro e prima o poi lo capiranno. E’ un occasione unica che abbiamo a disposizione perché, ripeto, le forze ci sono, e se si parte anche i più restii si convinceranno. Il granello di senape può generare una pianta immensa se adeguatamente irrigato.

Non sprechiamo questa opportunità ghiotta, altrimenti saremo ancora qui poi a piangere sul latte versato e a fare veterinari di bestiame ormai già morto. Facciamo crescere sti benedetti denti e avremo pasto in abbondanza per cambiare l’Italia.

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25/07/2022
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