Storie

di Nathan Algren

Libano: grave pericolo mancanza d’acqua

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

“Struggling to keep the taps on” (“Lottando per tenere i rubinetti aperti”) è il nuovo rapporto dell’UNICEF che fotografa la situazione in Libano, dove già nello scorso anno si erano avvertite delle forti ripercussioni sulle infrastrutture di base, impossibilitate a dare garanzie alla popolazione. Il crollo economico del Paese, già accentuato dall’impatto della pandemia da Covid-19 e dalle conseguenze delle esplosioni di Beirut del 2020, è stato aggravato dall’aumento dei prezzi globali del petrolio. In un contesto di inflazione vertiginosa, i fornitori del servizio pubblico non sono stati in grado di mettere a disposizione acqua a sufficienza a causa della crisi energetica, ma non solo, a questo si aggiunge l’impossibilità di reperire ricambi, effettuare riparazioni e trovare diesel a sufficienza.

Dato che le forniture dei quattro stabilimenti idrici sono diminuite, molte famiglie decidono di rivolgersi a costosi trasporti d’acqua e a fornitori privati, rischiando però di non avere garanzie sulla qualità di questa risorsa. Inoltre - come messo in luce dal rapporto - la popolazione soddisfa il proprio fabbisogno idrico ricorrendo all’acqua imbottigliata, perché quella disponibile nei rubinetti non è considerata sufficientemente sicura. Mentre il Governo sta lavorando per risolvere la crisi, l’UNICEF ha sottolineato che la fornitura di questo bene attraverso gli operatori pubblici rimane la soluzione migliore e più conveniente.

La situazione dunque appare critica nel Paese, dove le famiglie libanesi non riescono più a garantirsi l’acquisto di cisterne d’acqua da collocare sui tetti per essere riempite, in questo clima si avverte, peraltro, una forte preoccupazione.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

26/07/2022
0808/2022
San Domenico

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Siamo alla terza guerra mondiale

Solo Papa Francesco con una sottovalutata profezia il 18 agosto 2014 aveva spiegato tutto. Il re giordano muove l’esercito e tutto precipita

Leggi tutto

Storie

Ciao Charlie

Ha smesso di soffrire è una cosa che pensiamo spesso, forse ogni volta che veniamo a conoscenza della dipartita di qualcuno come epilogo di una malattia dolorosa, magari lunga. Lo pensiamo come forma di sollievo, a volte lo diciamo anche ai parenti, credendo di consolare in questo modo.

Leggi tutto

Società

Francia, quadro instabile: la bioetica slitta a giugno

Dopo i rituali “stati generali”, previsti dalla stessa “Legge bioetica” con cadenza decennale in vista dell’aggiornamento della stessa, il governo Macron aveva dichiarato di poter procedere alla rivisitazione del testo legale entro la fine dell’anno solare. In realtà l’ospite dell’Eliseo sta attraversando una crisi politica cui fa da sfondo l’emorragia dei consensi. Così il Président prende tempo e spinge l’apertura del dibattito parlamentare alla fine della primavera.

Leggi tutto

Società

Giuseppe Noia ginecologo contro l’aborto

Giuseppe Noia nasce a Terranova da Sibari il 14 Gennaio 1951.
Nel 1975 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Nel 1980 consegue la specializzazione in Ginecologia e Ostetricia e nel 1988 quella in Urologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
E’ docente di Medicina dell’Età Prenatale presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, Scuola di Specializzazione in Genetica e diploma di laurea di Ostetricia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. E’ docente dei corsi di Perfezionamento e dei Master in Bioetica presso il Pontificio Consiglio per gli studi sulla famiglia Istituto Giovanni Paolo II.
E’ Presidente dell’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici (AIGOC).

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco: aborto e eutanasia e l’abitudine a uccidere

Il Papa: l’aborto è omicidio, la Chiesa sia vicina e compassionevole non politica A questo grido, il Papa aggiunge quello delle tante “vittime della cultura dello scarto”: “C’è lo scarto dei bambini che non vogliamo ricevere, con quella legge dell’aborto che li manda al mittente e li uccide direttamente. E oggi questo è diventato un modo ‘normale’, una abitudine che è bruttissima, è proprio un omicidio”,

Leggi tutto

Chiesa

Allarme della Chiesa per gli effetti delle sanzioni in Siria

Il vescovo di Aleppo Georges Abou Khazen non ha dubbi: le sanzioni occidentali sono una “condanna a morte” per il popolo siriano

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano