Società

di Giuseppe Udinov

Rapporto Antigone sulla vita dei detenuti

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

l rapporto di metà anno sulle condizioni di detenzione in Italia, che ogni luglio l’associazione Antigone pubblica, è un tuffo in una realtà in cui manca il rispetto della dignità umana. Con 54.841 persone detenute, di cui 2.314 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 50.900 posti e dunque con un affollamento medio del 107,7%, l’Italia si conferma come uno dei Paesi europei con le carceri più affollate. Celle stipate di persone, il 29% delle quali non ha una sentenza definitiva e il 15% è in attesa del primo giudizio, con il 36,6% dei reclusi che sta scontando una condanna inferiore ai tre anni e potrebbero dunque accedere a misure alternative al carcere. E mentre calano i detenuti stranieri (il 31,3% contro il 32,3% del 2021) resta costante il numero dei tossicodipendenti 15.244(circa il 28,1% del totale).

Il rapporto di metà anno sulle condizioni di detenzione in Italia, che ogni luglio l’associazione Antigone pubblica, è un tuffo in una realtà in cui manca il rispetto della dignità umana. Con 54.841 persone detenute, di cui 2.314 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 50.900 posti e dunque con un affollamento medio del 107,7%, l’Italia si conferma come uno dei Paesi europei con le carceri più affollate. Celle stipate di persone, il 29% delle quali non ha una sentenza definitiva e il 15% è in attesa del primo giudizio, con il 36,6% dei reclusi che sta scontando una condanna inferiore ai tre anni e potrebbero dunque accedere a misure alternative al carcere. E mentre calano i detenuti stranieri (il 31,3% contro il 32,3% del 2021) resta costante il numero dei tossicodipendenti 15.244(circa il 28,1% del totale).

Il rapporto di Antigone, realizzato attraverso costanti visite negli istituti di pena, racconta inoltre una popolazione detenuta sempre più anziana (1.065 detenuti hanno più di 70 anni), con un tasso di alfabetizzazione basso (solo il 2% ha un diploma professionale), che studia ancora molto poco, ma soprattutto ‘’un carcere psico-patogeno dove il disagio psichico, diagnosticato o non, è diffuso capillare ed omogeneo su tutto il territorio nazionale’’. Oltre il 13% dei detenuti ha una diagnosi psichiatrica grave, ‘’in numeri assoluti significa - spiega Antigone – che oltre 7 mila persone soffrono di disturbi psichici’’. E se, in carcere, si continua a registrare la carenza cronica di supporti psichiatrici e psicologici, si abbonda invece nell’uso di psicofarmaci. Secondo i dati del rapporto, il 28% delle persone detenute assume stabilizzatori dell’umore, antipsicotici e antidepressivi e un altro 37,5% sedativi o ipnotici.

Un’altra faccia dello stesso problema sono i suicidi in cella: già 38 dall’inizio del 2022, oltre uno ogni 5 giorni. In carcere ci si leva la vita ben 16 volte in più rispetto alla società esterna. Alto anche il tasso dei tentati suicidi, 1,9 ogni 100 detenuti, e gli atti di autolesionismo, 19,2 ogni 100 reclusi. Tra i casi di suicidio riportati nel rapporto uno in particolare colpisce: quello di un ragazzo di 21 anni che secondo il Tribunale di Milano in carcere non doveva stare. Detenuto a San Vittore dall’agosto 2021 per il furto di un cellulare, nel mese di ottobre il giudice aveva disposto il suo trasferimento in una Rems (Residenza per le misure di sicurezza) in quanto una perizia psichiatrica dimostrava la sua incompatibilità con il regime carcerario. Nella notte del 31 maggio, a otto mesi da quella pronuncia, il ragazzo si è tolto la vita. Nelle settimane precedenti ci aveva provato già altre due volte.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

29/07/2022
0808/2022
San Domenico

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Spiegare a Vauro ciò che non gli è chiaro

Il guaio grosso è che i genitori sostengono che l’ospedale menta sulle reali condizioni del bambino, quindi dalle cartelle cliniche non c’è da aspettarsi grandi novità: non ci vuole molto a ritoccare la misura della circonferenza cranica, ad esempio, per dimostrare che Charlie non è cresciuto negli ultimi mesi. *Marwa** *Bouchenafa tre mesi fa si è trovata in una situazione del tutto analoga a quella di Charlie: i dottori francesi volevano sospenderle la ventilazione e i genitori invece volevano mantenerla e, per il momento, è ancora viva grazie ad una decisione (sempre in bilico) dei giudici francesi. La sua famiglia, quando ha visto che aria tirava in ospedale, ha cominciato a presidiare la stanza e a filmare ogni giorno la piccola, a misurarla per conto proprio, cioè a radunare evidenze scientifiche sul suo stato di salute indipendenti dall’ospedale. E grazie a questo lavoro meticoloso sono riusciti a strappare ai giudici la sentenza favorevole.

Leggi tutto

Società

VEGETALI TERMINABILI, ADESSO NEL REGNO UNITO I MEDICI SARANNO ANCHE GIUDICI

Lady Black, della Corte Suprema dell’UK, ha decretato che non sarà più necessario rivolgersi alla Corte di Protezione per togliere cibo e acqua ai malati

Leggi tutto

Società

I bambini sono grumi di cellule

.....questo discredito complessivo nei confronti di chi, con dolcezza e infinito tempo, porge orecchio e cuore a chi soffre o a chi si trova a dover scegliere che strada intraprendere, è assurdo e del tutto scorretto dal punto di vista dell’onestà intellettuale che ognuno di noi dovrebbe utilizzare quando si tratta di argomenti così delicati. E cosa significa, poi, affermare che coloro che soffrono sono state assistite male e sicuramente giudicate da chi possiede tabù socio-religiosi? Significa che tutte le donne che non soffrono hanno trovato chi ha detto loro che fanno bene a non soffrire, il che non è assistenza a un soggetto, ma è meramente un avvalorare un concetto aberrante: «Tu non sei capace di affrontare questo problema (la gravidanza), per cui ti aiutiamo noi che siamo molto più bravi», è un’accondiscendenza paternalistica, oserei dire patriarcale. Sì, uso questo termine chiave perché sono molte le donne femministe che oggi lo affermano chiaramente: aiutare la donna ad abortire, quand’ella lo farebbe solo per paura, è patriarcale. Assumersi l’onore di essere le salvatrici della donna, garantendo che solo grazie al loro intervento la donna risolverà tutti i problemi, è patriarcale. Regalare la pillola del giorno dopo a una minorenne di nascosto ai genitori, è patriarcale. Proprio ciò che la dottoressa XXX e le sue seguaci affermano di contrastare.

Leggi tutto

Politica

Il Popolo della Famiglia a piazza Cavour contesta il referendum - imbroglio

Contestazione da parte di Mario Adinolfi, fondatore del Popolo della Famiglia, contro il deposito delle firme in Cassazione per chiedere l’eutanasia legale

Leggi tutto

Chiesa

Monsignor Suetta: “eutanasia falsa compassione

Il vescovo di Ventimiglia sulla proposta di legge del Fine Vita: “l’eutanasia non è un diritto, è una falsa compassione. Malati visti come costi”

Leggi tutto

Chiesa

Colombia - Vescovi: no all’aborto

“Perplessità e profondo dolore” sono stati espressi dalla Conferenza Episcopale della Colombia dopo la pubblicazione della nota della Corte Costituzionale secondo la quale “la condotta dell’aborto sarà punibile solo quando sarà eseguita dopo la ventiquattresima (24) settimana di gestazione e, in ogni caso, questo termine non sarà applicabile ai tre casi di cui alla sentenza C-355 del 2006”.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano