Storie

di Nathan Algren

Thailandia - Incontrare Gesù nell’Asia di oggi

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Un incontro per “riaffermare, rinnovare e rivitalizzare” il cammino delle Chiese cattoliche dell’Asia. È con questo spirito che con una celebrazione nella chiesa dedicata al beato Nichola Kitbamrung a Bangkok si è tenuta oggi l’apertura solenne della Conferenza generale della Federazione delle Conferenze episcopali della Asia (Fabc) che celebra i 50 anni dalla sua fondazione. Si è trattato di una liturgia della Parola intorno al brano evangelico dei Magi (Mt 2,1-12), scelto come guida per questo appuntamento che mira a “camminare insieme ai popoli dell’Asia” e - dopo questa giornata iniziale - vivrà la sua fase assembleare vera e propria a Bangkok dal 12 al 30 ottobre, alla presenza di 250 delegati provenienti da tutto il continente.

L’intento non è tanto quello di rievocare il passato, ma di guardare avanti lasciandosi provocare dal contesto dell’Asia di oggi. “Ci riuniamo tra nubi soffocanti di conflitti ed esodi di popoli - ha ricordato nella sua introduzione il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon e presidente della Fabc - collassi dell’economia, spaventosi cambiamenti climatici, pandemie e fame di milioni di persone. La secolarizzazione è in crescita nel mondo cristiano tradizionale. La leadership autoritaria sta diventando la norma in molti Paesi. La democrazia deve affrontare sfide difficili. Il fondamentalismo e la violenza religiosa minacciano la pace globale. Siamo chiamati a interrogarci su quale possa essere il ruolo delle Chiese asiatiche in queste sfide”, e su come essere “profeti di pace in un modo sempre più dominato dall’ansia”.

Consapevoli che ogni sfida è anche un’opportunità “siamo chiamati a essere una Chiesa sinodale, che pone l’evangelizzazione al primo posto - ha proseguito il card. Bo -. Sul fronte della giustizia, il papa chiede il nostro impegno nella lotta per la giustizia ambientale ed economica”. Ricordando il contributo che le comunità cattoliche dell’Asia stanno già dando alla salute, all’educazione, allo sviluppo dei propri Paesi, insieme alla vitalità nelle vocazioni alla vita consacrata, l’arcivescovo di Yangon le ha definite “una grande opportunità e una grande sfida”, per far sì che questo diventi davvero “il secolo dell’Asia cristiana”.

In un messaggio inviato alla Fabc e letto dal nunzio apostolico papa Francesco stesso ha espresso l’auspico che questa Conferenza generale “rinnovi le Chiese in Asia nella comunione fraterna e nello zelo missionario per la diffusione del Vangelo tra i popoli, le culture e le realtà sociali così diverse del vasto continente”. “Prego affinché le deliberazioni che prenderete - ha scritto ancora il pontefice - permettano alle vostre Chiese locali di sviluppare, all’interno dell’unità poliedrica del popolo di Dio, modi diversi di proclamare la gioia del Vangelo, di formare nuove generazioni di discepoli missionari e di lavorare per l’estensione del regno di Cristo, della santità universale, della giustizia e della pace”.

Dall’icona evangelica dei Magi viene l’invito a saper mettersi in cammino anche su “altre strade” dopo aver incontrato Gesù. E a commentare questa parola, nella celebrazione, è stata significativamente chiamata una religiosa indiana, suor Rekha Chennattu, che ha espresso l’auspicio di uan Chiesa asiatica che possa riflettere sempre di più la ricchezza della sua vita interiore e la sua fraternità “andando incontro a chi è povero, solo, emarginato, costruendo insieme una comunità dove il mondo multi-religioso e multi-culturale dell’Asia possa riconoscere che siamo cristiani perché ci prendiamo cura gli uni degli altri. Sul suolo dell’Asia - ha aggiunto - la Chiesa diventi segno della presenza di Dio che diffonde gioia e speranza anche tra le persecuzioni”.

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22/08/2022
0412/2022
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