Storie

di Roberto Signori

Addio a Gino Cogliandro: era membro dei Trettré

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Il mondo dello spettacolo perde uno dei suoi protagonisti. All’età di 72 anni si è spento Gino Cogliandro, cabarettista noto soprattutto per essere membro del trio comico “I Trettré” fondato con Mirko Setaro ed Edoardo Romano.

A darne notizia è stato il conduttore radiofonico Gianni Simioli de “La Radiazza” che sui social ha scritto: “Addio a GINO COGLIANDRO dei TRETTRE. Ripeto: a me, me pare ‘na strunzata, ma, purtroppo, non lo è. E ascolto a volume altissimo: ‘Beach on the beach’”. Al momento non sono ancora state rese note le cause del decesso.
Il trio, che iniziò a muovere i propri passi nel 1975 con il nome de “I Rottambuli”, nella fase iniziale aveva una formazione diversa. Cogliandro, infatti, ancora non faceva parte del gruppo. Il posto era in quel momento occupato da Peppe Vessicchio che successivamente lasciò per dedicarsi, con grande successo, alla carriera musicale. Il gruppo, alla fine degli anni ‘70, era attivo soprattutto nell’ambito dell’avanspettacolo e dei locali notturni.

La decisione di Vessicchio apre nuovi scenari. Innanzitutto il nome del trio viene sostituto con “I Trettré”. Con il passare del tempo il gruppo cominciò ad emergere sulla scena cabarettistica nazionale tanto che riuscì a farsi ingaggiare in diversi programmi televisivi molto seguiti tra cui “Il barattolo”, “Il ponte sulla Manica” e “Lo scatolone”. Il successo arriva negli anni ’80 grazie alla partecipazione al celebre programma televisivo “Drive In”, di cui divennero una sorta di colonna portante.

I passaggi sul piccolo schermo permisero al trio di conquistare una notevole fama. Il trio affiancò Paolo Villaggio nei programmi “Un fantastico tragico venerdì” e “Che piacere averti qui”.

Una volta scioltisi, i componenti dei Trettré hanno perseguito individualmente le proprie carriere tra tv e teatro. Cogliandro è stato uno degli inviati della trasmissione di Mediaset “Forum”. L’attore ha partecipato anche a diversi film tra cui, solo per citarne alcuni, “Fantozzi 2000 - La clonazione”, regia di Domenico Saverni (1999), “Impepata di nozze - Sposarsi al sud è tutta un’altra storia…”, regia di Angelo Antonucci (2012).
Negli ultimi tempi Cogliandro aveva deciso di staccare andando a vivere nel caratteristico borgo di pescatori di Pisciotta, nel Salernitano, centellinando così i suoi impegni lavorativi. L’attore si dedicava alla pesca, di cui era grande appassionato, e alla produzione di alici sotto sale, prodotto che poi regalava agli amici. Fra i suoi ultimi film vi è “Made in China napoletano”, diretto da Simone Schettino (2017) in cui è stato impegnato in un divertente siparietto con il collega Benedetto Casillo. Proprio quest’ultimo, appresa la notizia della morte di Cogliandro, ha parlato con ilgiornale.it esprimendo la sua tristezza: “Gino era un bravo attore, un uomo perbene, modesto, delicato. Un uomo che lascia un grande ricordo. Negli ultimi tempi aveva voluto dare un senso nuovo alla sua vita ritirandosi in un borgo a contatto con la natura ed il suo amato mare”.

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24/08/2022
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