Politica

di Roberto Signori

I medici bocciano Crisanti

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Nelle ultime ore è entrato di prepotenza nelle discussioni della campagna elettorale in vista del voto del prossimo 25 settembre il tema del mondo sanitario. A dare il via alla discussione è stato Andrea Crisanti, candidato dal Pd nella circoscrizione Europa e noto al grande pubblico grazie ai suoi numerosi interventi sui mezzi di informazione durante la pandemia. Crisanti ha proposto di far diventare i medici di famiglia dipendenti del Servizio sanitario nazionale.

Una idea subito bocciata dalla Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, che ha espresso la sua totale contrarietà evidenziando che come accade in altri Paesi europei, il rapporto tra i medici di base e il Servizio sanitario nazionale deve restare quello della convenzione in quanto questa è l’unica forma che può garantire loro autonomia ed efficienza.

La Fimmg ha ricordato che in Italia il medico di medicina generale, a differenza di quelli ospedalieri, non è un dipendente ma un libero professionista convenzionato con le aziende sanitarie locali. Da tempo, però, si è ventilata la proposta di passare dalla convenzione alla dipendenza. Un passo nell’ottica di una riforma della medicina territoriale. Ma pochi sono d’accordo con l’esponente dem.

“Crisanti è un ottimo microbiologo e mai penseremmo di confrontarci con lui su temi di sua competenza e conoscenza. Non ci rassicurano però le sue dichiarazioni sul ruolo che dovrebbero avere i medici di famiglia, non avendo il ‘professore’ le stesse competenze in fatto di politica e organizzazione dei servizi sanitari”, ha spiegato in una nota Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg. Ma c’è di più. Perché lo stesso Scotti non ha risparmiato altre dure critiche al candidato del Pd.

Il segretario nazionale di Fimmg ha evidenziato che la proposta di Crisanti, che aspira a essere eletto nella circoscrizione Europa, va in direzione opposta con quanto accade proprio nel Vecchio Continente. “È strano che un’affermazione simile arrivi da chi è candidato nel Collegio Europa, perché afferma un principio che proprio in Europa non trova quasi nessun riscontro. Forse Crisanti lo ha dimenticato, o lo ignora”, ha rilanciato Scotti che ha, inoltre, sottolineato che nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, “i medici di medicina sono legati al Sistema sanitario nazionale da un rapporto di convezione, così come avviene in Italia, e questo garantisce un’autonomia gestionale e una maggiore efficienza dell’assistenza prestata”.

Scotti, infine, rivolgendosi allo stesso Crisanti conclude affermando in modo duro che “forse è meglio che continui a interessarsi della sua disciplina e lasci ad altri i temi su cui deve documentarsi di più e meglio”.

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25/08/2022
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