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di Roberto Signori

Myanmar, elicotteri sparano su una scuola

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Almeno 11 bambini sono morti a causa di un attacco aereo e di fuoco indiscriminato in aree civili tra cui una scuola a Tabayin Township, nella regione di Sagaing, in Myanmar. L’attacco è avvenuto lo scorso venerdì 16 settembre. Mentre si stanno ancora verificando ulteriori dettagli, in un comunicato l’UNICEF “porge le proprie condoglianze ai genitori e alle famiglie che hanno perso i loro figli”. Il Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite informa inoltre che “almeno 15 bambini della stessa scuola risultano ancora scomparsi. L’UNICEF chiede il loro rilascio immediato e sicuro”. E più in generale afferma che “le scuole devono essere sicure. I bambini non devono mai essere attaccati”.

Nel riferire dell’attacco di venerdì scorso, il quotidiano britannico The Guardian riferisce che una dirigente della scuola, il cui pseudonimo è Mar Mar, ha raccontato che mentre cercava di portare gli studenti in rifugi sicuri, due dei quattro elicotteri Mi-35 governativi che sorvolavano la zona a nord del villaggio di Let Yet Kone - circa 110 km a nord-ovest di Mandalay, seconda città del Paese -, hanno iniziato ad attaccare. Gli elicotteri avrebbero utilizzato mitragliatrici e armi più pesanti contro la scuola di Tabayin Township, che ospita 240 studenti di classi diverse, dalla materna alla terza media e che si trova nel complesso del monastero buddista del villaggio. Mar Mar, che lavora nella scuola con 20 volontari, in un’intervista all’Associated Press ha detto che mai avrebbe pensato “che sarebbero stati brutalmente colpiti dalle mitragliatrici”. L’attacco è durato un’ora, ha riferito Mar Mar, “senza fermarsi nemmeno per un minuto”. Quando l’attacco aereo è cessato, circa 80 soldati sono entrati nel monastero e hanno sparato contro gli edifici. I soldati hanno poi ordinato a tutti di uscire. Mar Mar dice di aver visto circa 30 studenti con ferite sulla schiena, sulle gambe, sul viso e su altre parti del corpo. Alcuni studenti avevano perso gli arti. Almeno sei adulti sono stati uccisi nell’attacco aereo in altre zone del villaggio. I soldati hanno catturato anche più di 20 persone, tra cui nove bambini feriti e tre insegnanti. Due delle persone catturate sono state accusate di essere membri della Forza di Difesa Popolare antigovernativa, l’ala armata della resistenza all’esercito. Le forze di sicurezza hanno anche bruciato una casa nel villaggio, provocando la fuga dei residenti. Mar Mar rivolge, tramite l’agenzia, un appello alla comunità internazionale: “invece di aiuti umanitari - afferma - ciò di cui abbiamo veramente bisogno è una vera democrazia e i diritti umani”.

Anche Myanmar Now, un servizio di notizie online, e altri media indipendenti del Myanmar hanno riportato l’attacco e la morte degli studenti. Un giorno dopo il fatto, il quotidiano statale Myanma Alinn ha riferito che le forze di sicurezza erano andate a controllare il villaggio dopo aver ricevuto informazioni che i membri della Forza di Difesa Popolare si erano nascosti all’interno delle case e del monastero e avevano iniziato a sparare contro le forze di sicurezza, causando morti e feriti tra i residenti del villaggio. Il rapporto governativo informa che i feriti sono stati portati in ospedale, ma non menziona la situazione degli studenti. Secondo l’Associazione di assistenza per i prigionieri politici, con sede in Thailandia, che monitora i diritti umani in Myanmar, almeno 2.298 civili sono stati uccisi dalle forze di sicurezza da quando l’esercito ha preso il potere nel febbraio dello scorso anno estromettendo il governo eletto di Aung San Suu Kyi. Da allora le Nazioni Unite hanno documentato 260 attacchi a scuole e personale addetto all’istruzione da parte dei militari. La presa di potere dell’esercito ha scatenato proteste nonviolente di massa in tutto il Paese. Da subito l’esercito e la polizia hanno risposto con la forza, provocando la diffusione della resistenza armata nelle città e nelle campagne. I combattimenti sono stati particolarmente feroci a Sagaing, dove diverse offensive militari e l’incendio di diversi villaggi, hanno fatto sfollare, secondo l’UNICEF, più di mezzo milione di persone.

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21/09/2022
0310/2022
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