Storie

di Roberto Signori

ETIOPIA - La guerra mondiale dell’Africa

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

L’Etiopia sta diventando la guerra mondiale dell’Africa, con decine di migliaia di morti negli ultimi mesi, potenzialmente non denunciate, mentre i ribelli tigrini combattono una coalizione di eserciti e milizie in un totale blackout mediatico. Nessun resoconto sul conflitto dopo che il governo etiope ha interrotto le linee telefoniche e Internet nella regione del Tigray e bloccato quasi completamente l’accesso ai media per nascondere l’entità dei combattimenti. La maggior parte delle comunicazioni con il mondo esterno devono ora essere effettuate tramite telefoni satellitari.

La violenza è di dimensioni mai viste prima, anche dopo due anni di combattimenti. Con l’escalation del conflitto nella regione settentrionale del Paese, gli esperti lo descrivono come la ‘guerra più mortale del mondo’.

“Questa è la nuova Grande Guerra d’Africa”, ha affermato Cameron Hudson, analista ed ex capo degli affari africani per il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. “Dopo gli eventi del Congo 25 anni fa, dove ben sei paesi africani impegnarono truppe in un combattimento che alla fine uccise più di cinque milioni di persone, l’Etiopia sta rapidamente diventando la prossima guerra mondiale dell’Africa” ha aggiunto l’analista.
L’ultima offensiva di massa fa parte di una cruenta guerra civile scoppiata nel tratto settentrionale della seconda nazione più popolosa dell’Africa alla fine del 2020, quando il Primo Ministro Abiy Ahmed ha attaccato un governo locale dissidente nella regione del Tigray (vedi Agenzia Fides 6/11/2020). Le forze federali, le milizie etniche e i soldati dell’Eritrea si sono unite per combattere i ribelli che inizialmente sembrava fossero stati annientati. A metà del 2021, i guerriglieri hanno ripreso gran parte della regione con una straordinaria controffensiva. Le forze eritree si sono ritirate l’anno scorso e le forze tigrine si sono spinte verso la capitale etiope. Per un pò sembrava che Addis Abeba potesse cadere. Tuttavia, un afflusso di droni dalla Turchia e dagli Emirati Arabi Uniti ha respinto i ribelli. Secondo fonti militari, un cessate il fuoco di mesi ha offerto una tregua ai milioni di persone in gravi difficoltà e il conflitto è caduto dall’agenda globale. Ma ora la guerra su vasta scala sta facendo di nuovo a pezzi la regione. Gli esperti affermano che il conflitto di massa vede coinvolti molti attori da tutta la regione in una situazione esplosiva che potrebbe mandare in fiamme il Corno d’Africa. “E’ confermata la presenza di forze che, volontariamente o meno, stanno combattendo in questo conflitto dagli stati vicini: Eritrea, Somalia e Sudan e ora segnali crescenti che anche forze provenienti da Ciad, Niger e Libia potrebbero giocare un ruolo”, ha concluso Hudson.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

05/10/2022
3001/2023
Santa Martina

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

La piccola Banda

Il Pd è ora una banda senza popolo, che gestisce ancora interessi enormi ma senza ormai passione

Leggi tutto

Società

IL PERICOLOSO SILENZIO

Il silenzio con cui la politica italiana ha avvolto l’orrendo assassinio in chiesa del deputato inglese David Amess è esemplare. Non una parola di cordoglio per questo politico cattolico, antiabortista, contrario ai matrimoni gay. Silenziata pure la matrice islamica dell’omicidio. D’altronde il giorno prima in Norvegia un altro islamico radicalizzato ha imbracciato arco e frecce per uccidere cinque persone e ferirne gravemente due. Non sentirete nessuno lanciare l’allarme per una recrudescenza in Europa del terrorismo islamista, che tra il 2020 e il 2021 ha messo a segno una serie di attacchi che a mio avviso sono il preludio di qualcosa che dovrebbe preoccuparci tutti.

Leggi tutto

Chiesa

Colombia: nuove minacce al vescovo di Buenaventura

Da tempo Monignor. Rubén Darío Jaramillo sta chiedendo un intervento deciso delle autorità perché, secondo le sue parole, “ciò che si vive nella zona non è solo violenza, ma è una vera guerra”, e per questo ha ricevuto minacce di morte.

Leggi tutto

Chiesa

Parolin: stop alla guerra ed alle parole d’odio

In un’intervista all’emittente della Cei Tv2000, il segretario di Stato sottolinea che la Santa Sede è disponibile a promuovere iniziative di dialogo nella guerra nell’est Europa

Leggi tutto

Politica

Esempi di informazione

L’informazione e le sue “curiose” notizie

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco: “bisogna fermare la guerra”

L’Osservatore Romano pubblica una sintesi dell’Intervista rilasciata dal Papa al quotidiano argentino La Nación

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano