Politica

di Mario Adinolfi

L’OBIETTIVO DELLA VITTORIA

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Ieri ho ripreso la mia rubrica quotidiana su Byoblu, Segni dei Tempi. In conclusione di puntata ho messo in evidenza l’editoriale di Alessandro Sallusti su Libero intitolato “Sull’eutanasia sono saltati tutti i confini”. Su Libero per anni gli articoli di Vittorio Feltri e Filippo Facci sono stati veri e propri inni all’eutanasia. Lo stesso Sallusti ne era un sostenitore. Il suicidio di Stato della 23enne belga depressa, silenziato su tutti gli altri giornali, ha fatto capire a Libero la tragica illogicità di Cappato e compagnia, che hanno usato malati gravi come cavalli di Troia di una pratica che è nazista.

Sui temi etici i cattolici sembrano aver scelto vie di compromesso: di conseguenza partiti e giornali anche di destra li hanno scavalcati tuonando i loro “sì all’eutanasia” (Zaia), “la 194 non si tocca” (Meloni e Salvini), “Cappato ha ragione sul suicidio assistito” (tutti i giornali, anche di destra, fino a Libero, fino a oggi). Forse è il caso di riprendere una battaglia vera e (con)vincente sui principi che per essere tali devono essere non negoziabili e proposti con nettezza. Chi tiene bordone alle ipocrisie di Forza Italia, ai tradimenti di Lupi e Toti, ai cedimenti leghisti, alla teoria farlocca di Fratelli d’Italia dell’intangibilità di presunti “diritti acquisiti”, sarà complice del disastro etico che accompagnerà il Paese nel burrone come premessa del disastro sociale, politico ed economico.

Chi, da cattolico, fa questo sperando in un tornaconto personale o di gruppo, si è semplicemente venduto. E, come si è visto anche in queste elezioni, il massimo ruolo che viene concesso a chi attacca l’asino dove vuole il padrone sono quei posti da ineleggibili che servono solo ai partiti, come specchietto per le allodole. E così i Pillon vengono scaricati dalla Lega, è così gli Scicchitano e le Ruiu vengono usati elettoralmente e non tutelati da Fratelli d’Italia (per inciso, sono tutti esponenti del Cammino che forse una riflessione su questa costante matrice gandolfiniana delle scelte politiche dei propri esponenti più esposti dovrebbe cominciare a farla, ora tre indizi fanno una prova).

La battaglia per i principi va tenuta su un piano di intransigenza per poter sperare di essere prima o poi vinta. Chi si esalta per la sentenza della Corte Suprema americana di ribaltamento della Roe vs Wade sull’aborto, sa che c’è voluto mezzo secolo di mobilitazioni e di March for Life e di generazioni nuove che si sono proposte con toni politici non mediabili, mai compromissori, per arrivare alla vittoria elettorale della coppia Trump-Pence che ha creato la possibilità di nominare quei giudici della Corte Suprema che poi hanno imposto una linea pro-life. In Italia ci stanno suggerendo la linea dell’intangibilità dei diritti acquisiti, con Giorgia Meloni che dice che l’aborto non si tocca perché altrimenti l’Unione europea fa saltare il suo governo. E non si capisce che non sarà questo cedimento sui principi a salvare la Meloni dall’astio dell’Ue genderista e abortista. Così come, per ottenere il riconoscimento di Libero alle buone ragioni della battaglia dei cattolici contro l’eutanasia, non abbiamo ceduto di un millimetro davanti all’aggressività degli articoli di Feltri e Facci, perché erano sbagliati. E “sbagliato è sbagliato”, scrivevamo ai tempi delle piazze piene contro la legge Cirinnà.

Ora gli stessi che manifestavano con noi sotto quelle insegne si sono messi a dire che sì, sbagliato è sbagliato, ma per convenienza tocca abbozzare. E questa è la premessa di ogni resa. Sabato e domenica prossima il Popolo della Famiglia si ritrova in assemblea nazionale per riscrivere i propri piani di battaglia, perché vogliamo rendere onore alle decine di migliaia di italiani che hanno espresso alle elezioni fiducia in noi, offrendo una strategia efficace a chi non vuole scegliere le strade del compromesso, perché sa che per ottenere questi articoli di riconoscimento di Libero bisogna immettersi da subito su un percorso che non può prevedere cedimenti. Per partecipare con una quota minima che permette pernotto e pasti nell’hotel che ci ospita a Pomezia basta contattare Nicola Di Matteo. Coraggio e futuro sono le due parole cardine dell’assemblea nazionale. L’uno è premessa dell’altro per un ruolo davvero attivo dei credenti nella democrazia non solo italiana, mantenendo l’obiettivo della vittoria.

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11/10/2022
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