Chiesa

di Tommaso Ciccotti

La Santa Sede: guerra e minaccia nucleare una follia

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Quattro interventi come un mosaico, dettati dall’urgenza di mostrare anche all’assemblea dell’Onu il disegno che sta a cuore al Papa e alla Santa Sede: ritrovare una serenità a livello mondiale che la guerra in Ucraina, con l’ombra del dito sul detonatore del conflitto atomico, sembra aver prosciugato, fomentando scenari apocalittici piuttosto che spingere a disinnescarli prima che sia troppo tardi. È così che il rappresentante vaticano alle Nazioni Unite, l’arcivescovo Gabriele Caccia, ha vissuto una giornata più che intensa, prendendo ieri la parola in quattro circostanze diverse, due delle quali dedicate direttamente alla crisi che ha nuovamente spaccato il pianeta in blocchi.

Di fronte all’11ma sessione speciale di emergenza dell’Assemblea generale, che ha affrontato il tema dell’integrità territoriale dell’Ucraina, l’osservatore permanente della Santa Sede ha ripetuto parola per parola l’appello lanciato da Francesco il 2 ottobre scorso all’Angelus, quell’invito più che accorato, rivolto esplicitamente ai presidenti dei due Paesi belligeranti, a far tacere le armi e a ricercare “condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”. Condizioni, insisteva ancora il Papa, “fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese”. E questo “senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation” di una guerra bollata di nuovo come “una pazzia”.

Un intervento, quello di monsignor Caccia, strettamente connesso a quello rivolto ai colleghi della prima Commissione dell’Assemblea generale, dedicato al disarmo e alla sicurezza internazionale. Il rappresentante vaticano lo ha iniziato ricordando lo stesso clima di inquietudine di sessant’anni fa, quando il mondo sfiorò il conflitto nucleare e quando Giovanni XIII nella sua Pacem in terris notò con schiettezza che una pace autentica tra le nazioni non può basarsi sul “possesso di un’uguale dotazione di armi, ma soltanto nella fiducia reciproca”. Tuttavia, nonostante il dramma attuale il presule ha notato che “ci sono segni di speranza per il disarmo” anche oggi, evidenziati anzitutto dalla ratifica data da sei Stati al Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). Invitando anche gli altri Paesi a fare altrettanto, monsignor Caccia ha poi affrontato il capitolo del preoccupante sviluppo degli armamenti, da ordigni come le mine antiuomo e le munizioni a grappolo fino ai sistemi d’arma orbitali e di missili anti-satellite. Le spese militari mondiali, ha asserito, “hanno superato per la prima volta i 2.000 miliardi di dollari”, consumando risorse “che potrebbero promuovere lo sviluppo umano integrale e salvare innumerevoli vite. Senza affrontare questa proliferazione dilagante - ha detto - il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) rimarrà inafferrabile”.

Di diverso tenore, ma di non minore portata, gli altri due interventi dell’osservatore permanente, il primo dei quali rivolto alla platea della seconda Commissione dell’Assemblea generale sul tema dello sradicamento della povertà e dello sviluppo dell’agricoltura, della sicurezza alimentare e della nutrizione. Qui il presule ha rilevato un ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata. “A soli otto anni dal raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e a cinque anni dalla conclusione della Terza Conferenza delle Nazioni Unite per l’eliminazione della povertà, la comunità internazionale - ha osservato - deve rimettersi in carreggiata e raddoppiare i suoi sforzi per affrontare i tassi allarmanti di povertà, soprattutto nei Paesi meno sviluppati”. La pandemia ha causato un aumento dall’8,3% del 2019 al 9,2% del 2020 del tasso di povertà, una “fluttuazione apparentemente piccola nei dati” che però “corrisponde - ha sottolineato il presule - a un cambiamento enorme, ovvero 77 milioni di persone in più che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno”, il che vuol dire malnutrizione diffusa e una serie di problemi connessi, da quelli della salute a quelli del lavoro. Di qui l’invito ripetuto a “progettare politiche che abbiano al centro la persona umana e garantiscano un accesso equo a quei beni essenziali, risorse e opportunità che sono indispensabili per sostenere la vita e promuovere lo sviluppo integrale e il benessere di ogni persona”.

Infine, alla terza Commissione dell’Assemblea generale, incentrata sui “Diritti delle popolazioni indigene”, monsignor Caccia ha stigmatizzato quanto essi siano “troppo spesso trascurati, se non addirittura ignorati”, un quadro di cose che si ripercuote su queste popolazioni, vittime dell’impatto del cambiamento climatico e del degrado ambientale, come pure - ha denunciato l’osservatore vaticano, “di politiche avide e miopi e di pratiche illegali che possono portare all’espropriazione di territori e risorse”. È necessario invece riconoscere le popolazioni indigene come detentori di diritti “coinvolgendole, se opportuno, nei processi decisionali” all’interno degli organi in cui si decidono le politiche che li riguardano. Inoltre, ha proseguito il presule, se le terre da loro abitate “devono essere elencate come protette, deve essere garantito il rispetto del principio del consenso libero, preventivo e informato”. Questo dialogo, che garantisce il rispetto dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali, ma anche delle loro tradizioni e costumi, è essenziale - secondo monsignor Caccia - per promuovere una cultura dell’incontro contro quella cultura dell’indigenismo “completamente chiusa, a-storica e statica che rifiuta qualsiasi tipo di fusione”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

14/10/2022
0702/2023
San Riccardo

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

La Bibbia trascritta sugli Hanji

Ahn, fuggito da Pyongyang in Corea del Sud ai tempi della guerra ha incontrato il cristianesimo da anziano attraverso la figlia. A 90 anni ha cominciato a trascrivere i versetti sulla carta tradizionale coreana e ha realizzato 700 manifesti di questa espressione artistica

Leggi tutto

Storie

Progetto “Borgo Laudato si’”

Un contributo tangibile “allo sviluppo dell’educazione ecologica”, potendo usufruire di una cornice del tutto speciale, la bellezza dei giardini di Villa Barberini e delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. È in questo scenario suggestivo che il Papa ha stabilito che trovi spazio il progetto «Borgo Laudato si’», dedicato alla formazione e sensibilizzazione al tema dell’ecologia integrale.

Leggi tutto

Chiesa

Tre giorni di Fede e sport in Vaticano

Si è aperta ieri la conferenza globale su fede e sport che vedrà, in Vaticano, per tre giorni (dal 5 al 7 Ottobre) riunirsi atleti e rappresentati di fede per parlare e testimoniare i principi su cui dovrebbe basarsi lo sport e su cui, in un modo profondo, può innestarsi l’esperienza di fede di ogni singolo sportivo, qualsiasi essa sia.

Leggi tutto

Chiesa

Newman fra i beati che volano verso gli altari

L’anglicano tornato a Roma è senza dubbio quello il cui nome spicca, nel decreto firmato ieri mattina da Papa Francesco fra le mani del prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi – Angelo Becciu –. Insieme con la sua, però, progrediscono anche le cause di altri due beati, mentre sono tre i venerabili, prossimi beati, delle cui virtù è stata riconosciuta l’eroicità.

Leggi tutto

Società

ALTRO CHE DDL ZAN: LA LEZIONE DELLA ROWLING

La scrittrice ha sottolineato: “Mi sono allontanato da Twitter per alcuni mesi prima e dopo aver condiviso il mio sostegno per Maya, perché sapevo che non fosse fatto bene alla mia salute mentale. Sono ritornata da solo perché volevo condividere gratis un libro per bambini durante il l ‘’ ogni donna è coinvolta in questo dibattito in - TERF “.La sigla TERF è un termine coniato dagli attivisti Lgbt che significa femminista radicale trans-esclusivo e comprende molte diverse tipologie di persone come una madre che ha paura suo figlio voglia cambiare sesso per sfuggire al bullismo omofobico e una signora anziana che ha ammesso di non usare più fare acquisti da Marks & Spencer perché hanno permesso a un uomo che si identifica come donna di accedere ai camerini destinati alle donne, e molti altri esempi.

Leggi tutto

Chiesa

Via Ostiense, il vescovo cattolico e quello ortodosso in preghiera uniti nel “Tempo del Creato”

Il Vescovo del settore di Roma Sud e Ostia S.E.R. Dario Gervasi e Padre Gheorghe Militaru vicario per l’Italia della chiesa ortodossa rumena si incontreranno oggi presso la Chiesa sulla Via Ostiense 1551 ‘Ingresso del Signore a Gerusalemme’ a Casalbernocchi per pregare insieme. L’appuntamento alle ore 18.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano