Politica
di Raffaele Dicembrino
Ha giurato il governo Meloni
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Nel salone delle Feste del Quirinale, dove avviene la cerimonia del giuramento, con i familiari dei ministri, va in scena il primo atto del governo Meloni. Ma il momento cruciale è stato venerdì sera poco prima delle 18, quando Giorgia Meloni è uscita dal colloquio con il presidente Mattarella dopo più di un ora, per parlare con i giornalisti nella Loggia d’Onore del Quirinale. Poco prima l’annuncio del segretario generale: la leader di Fratelli d’Italia aveva accettato l’incarico senza riserva, come Berlusconi nel suo quarto e ultimo governo. Il presidente del Consiglio incaricato ha letto con un filo di emozione la lista dei 24 ministri, con 5 tecnici e sei donne, e sette dicasteri che cambiano nome, per seguire i valori della premier.
C’è così il ministero del Mare e del sud, affidato a Sebastiano Musumeci, che lavorerà in sinergia con Infrastrutture e trasporti, assegnato a Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier, e Transizione ecologica e Ambiente, affidato a Gilberto Pichetto Fratin, che nel nome aggiunge “sicurezza energetica”. Quello delle Imprese diventa anche del Made in Italy, mentre quello dell’Istruzione sarà anche del Merito, nelle mani di Giuseppe Valditara, docente universitario di diritto romano. Sport è anche Giovani, Agricoltura anche “sovranità alimentare” come quello francese e Famiglia aggiunge “Natalità” prima di pari opportunità. Nei ministeri chiave, agli Esteri Antonio Tajani di Forza Italia, che sarà anche vicepremier, agli Interni il prefetto di Roma Matteo Piantedosi, all’Economia Giancarlo Giorgetti della Lega, che con Draghi era allo Sviluppo economico, alla Giustizia l’ex magistrato veneto Carlo Nordio, eletto deputato con Fratelli d’Italia e alla Difesa Guido Crosetto, co-fondatore del partito di Giorgia Meloni.
Dopo la cerimonia di giuramento, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha inviato un messaggio di auguri alla premier Meloni, alla quale ha espresso “le più sincere congratulazioni per l’incarico che è chiamata a ricoprire”. “Con Lei si apre anche una pagina storica per il nostro Paese: il nuovo Governo è il primo guidato da una donna nel ruolo di Presidente del Consiglio”, afferma il porporato, ricordando le grandi e numerose sfide per il Paese che, pima della tornata elettorale, il Consiglio Episcopale Permanente aveva ricordato agli eletti, nella speranza che svolgessero sempre il loro mandato “al servizio di tutti e nella visione dell’Enciclica Fratelli Tutti e dell’amore politico che essa indica”. “Le povertà, l’inverno demografico, la protezione degli anziani”, sono tra le prime sfide che Zuppi indica, insieme a queste: “I divari tra i territori, la transizione ecologica e la crisi energetica, il lavoro, soprattutto per i giovani, l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, lo snellimento delle procedure burocratiche, le riforme dell’organizzazione democratica dello Stato e della legge elettorale”.
“Su tutte queste - rammenta il presidente dei vescovi italiani - incombe la tragedia della guerra in corso che richiede l’impegno di tutti, in piena sintonia con l’Europa, nella ricerca ineludibile e urgente di una via giusta che possa finalmente condurre alla pace”. In tutto questo, assicura Zuppi, “la Chiesa che è in Italia, nel rispetto e nella distinzione degli ordini e dei ruoli, assicura che non farà mancare un’interlocuzione costruttiva ispirata unicamente dalla volontà di contribuire al perseguimento del bene comune del Paese e alla tutela dei diritti inviolabili della persona e della comunità”.