Politica

di Roberto Signori

LAVORO - SMART WORKING E SALUTE

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Lavoro - Con la diffusione dello Smart Working è calato bruscamente il numero degli infortuni nel tragitto casa-lavoro, tuttavia questa nuova modalità agile non è esente da rischi per la salute. Lo ha messo nero su bianco l’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Salute e sicurezza sul lavoro nella pandemia: nuovi rischi e prospettive di evoluzione dei modelli di gestione”, realizzata nell’anno della pandemia.

I nuovi rischi per la salute dei lavoratori agili riguardano la sicurezza dell’ambiente in cui si lavora e altre possibili criticità fisiche e psicologiche. Secondo l’indagine, infatti, i rischi sono potenzialmente legati a un ambiente di lavoro non a norma per quanto riguarda il rispetto delle normative minime di sicurezza impiantistica (elettrica, antincendio). Nel 2020, il 48,3% dei lavoratori in remoto ha inoltre evidenziato la comparsa di disturbi e problemi fisici legati all’inadeguatezza delle postazioni domestiche, ma a emergere sono state anche problematiche inerenti.

  • all’aumento dello stress collegato ai tempi di lavoro dilatati,
  • all’ansia da prestazione (49,7%),
  • all’indebolimento delle relazioni aziendali (49,7%),
  • alla paura di marginalizzazione (47%)
  • alla disaffezione verso il lavoro (39,9%).
  • È evidente la necessità di un cambio di paradigma nell’affrontare i temi connessi alla sicurezza sul lavoro, anche in considerazione della capillarità della diffusione dei nuovi modelli organizzativi che interessano tanto la piccola che la grande impresa, ha spiegato Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi.

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16/11/2022
0412/2022
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Le persone colpite dalle forti piogge nella provincia del Sindh si trovano in una situazione terribile: molti vivono a cielo aperto, senza cibo da mangiare, senza casa, senza una cucina e senza servizi igienici. Per ora non possono fare altro che aspettare l’aiuto delle istituzioni e delle persone di buona volontà. Le inondazioni hanno distrutto le loro case, i raccolti e centinaia di animali sono annegati. Ora si aggiungono anche problemi di carattere medico. La gente giace sulle strade e aspetta soccorso: la nostra risposta è fatta di preghiera, vicinanza umana e solidarietà”: lo dice all’Agenzia Fides suor Elizabeth Niamat FC, che ha guidato la delegazione della St. Joseph’s Convent School di Karachi per portare aiuti umanitari alle famiglie colpite dalle inondazioni che negli ultimi due mesi hanno toccato un terzo del territorio pakistano e colpito 33 milioni di persone (vedi Fides 29/08/2022 e 9/9/2022).
La suora cattolica, insieme a 20 membri del team, tra i quali volontari e studenti, ha incontrato 200 famiglie del villaggio di Sujawal a Thatta e 50 famiglie del villaggio di Badin, consegnando cibo e tende. Suor Elizabeth riferisce: “Oltre ai pacchi alimentari di cibo, abbiamo distribuito alle donne asciugamani, lenzuola, coperte, medicinali e kit per l’igiene. Abbiamo anche allestito un campo medico e fornito medicinali alle donne e ai bambini disidratati o con problemi di salute. Abbiamo dato tanta consolazione conforto umano”.
Diverse associazioni , movimenti, gruppi parrocchiali della comunità cattolica di Karachi, capitale della provincia del Sindh, si sono mobilitati per raggiungere le persone colpite dalle inondazioni nei villaggi della provincia, devastati dalle alluvioni. Tra gli enti che hanno promosso programmi di assistenza umanitaria, la Caritas di Karachi ha raggiunto 100 famiglie vulnerabili colpite da calamità a Kund Jhang nel distretto Malir di Karachi. Mansha Noor, segretario esecutivo della Caritas di Karachi, parlando a Fides , racconta: “Stiamo lavorando per raggiungere quante più persone possibile con pacchi di cibo e kit di ricovero. Stiamo assistendo oltre 100 famiglie, in particolare 30 nuclei familiari le cui case sono state devastate”.

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