Chiesa

di Giampaolo Centofanti

Un oltre scambiato per vecchio

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Badate di non preparare prima la vostra difesa dice Gesù. Di non vivere di risposte prefabbricate, ideologiche e nemmeno di ascolti prefabbricati.
La cultura razionalista chiude la persona in schemi logici astratti. Imperando a tutto campo tale mentalità può comportare la ricerca di un suo superamento. Quasi sempre però l’intellettualismo è così penetrato in ogni aspetto della vita che si può finire più che in superamenti in fughe da esso.
La ragione astratta tende a mettere in secondo piano altri aspetti dell’umano finendo per distorcere ogni cosa. Non esiste infatti un’astratta ragione né uno spirito disincarnato né una separata parte emozionale-pratica della vita umana. Ma dove domina il razionalismo chi ne coglie i vuoti valoriali o le astrazioni disumane può finire appunto per rifugiarsi nelle parti neglette di tale cultura che però da essa sono considerate in codesta guisa irrealistica e vivisezionata: si approda allo spiritualismo o al pragmatismo o ad un vario vitalismo. Vi è una quarta tendenza, quella di padre Rupnik, che cerca di tornare al cuore nella luce ma anch’essa rifuggendo in vario modo da approfonditi discernimenti. Una via che si ferma alla bellezza finendo per considerare meno attentamente tutto l’uomo, proprio nel timore di tornare alle astrazioni.
Il razionalismo chiude nei propri ragionamenti come in una calcolatrice. Si perde il riferimento della coscienza spirituale e psicofisica nella luce che può sempre più, per grazia, scoprirsi scendere serena, come una colomba. Si perde dunque il contatto vivo con sé stessi, con Dio, con gli altri, col mondo. Si diventa sordi ad un oltre che cerca di comunicarsi. Le tendenze-fuga sopra descritte aprono spiragli al contatto vivo con la vita ma sono profondamente ostruite in ciò dal loro stesso rifugiarsi in parti astrattamente vivisezionate dell’umano.
Lo spiritualista si disinteressa di tutto ciò che va oltre le pure intenzioni spirituali. Il resto anzi viene considerato dozzinale umanità pratica. Senza avvedersi di chiudersi in una crescita variamente fasulla, disincarnata. Il pragmatista non ne vuole sapere di cultura, di riflessione, di valori, perché afferma che sono cose che trovano la loro dimensione adeguata nella vita concreta. Ma così finisce per gettare il bambino dei riferimenti con l’acqua sporca degli schematismi. Una profonda sordità caratterizza così anche le tendenze-fuga.
La piaga fontale di ogni orientamento condizionato dal razionalismo è la sordità. Al punto che si può restare indifferenti a qualsiasi stimolo verso un oltre. I paradigmi sono ormai cristallizzati, non vi è il continuo rinnovamento frutto del contatto vivo con la realtà. Certo ogni luce è grazia di Gesù, Dio e uomo. Ma su queste scie può facilmente accadere che il razionalista, lo spiritualista, il pragmatista, l’esteta, scambino anche vie nuove con le vecchie vivisezioni.
Lo spiritualista può considerare dozzinale un discernimento più attento all’umano. Il pragmatista può scambiare questa attenzione con il vecchio teorizzare. Il razionalista può considerare vacuo romanticismo la via del cuore nella luce. Priva di rigore scientifico e dottrinale. Senza avvedersi della limitata e distorta, svuotante, presa di questa pseudoscienza sulla realtà. L’esteta bolla come intellettualismo tutto ciò che non sia arte. Potremmo dire che si ferma alla trasfigurazione di Gesù senza entrare nella nube nell’ascolto del Figlio di Dio.
Ognuno bolla secondo i vecchi schemi il sempre nuovo venire di Gesù, Dio e uomo. Ognuno in fondo non crede veramente di poter imparare nuovi orizzonti profondi.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

22/11/2022
0312/2022
San Francesco Saverio

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Opus Dei convegno straordinario

In una lettera, il prelato monsignor Ocáriz comunica che nel primo semestre del 2023 convocherà un Congresso generale straordinario per adeguare gli statuti della Prelatura al documento promulgato dal Papa lo scorso 4 luglio “Ad charisma tuendum”

Leggi tutto

Politica

Danimarca: rifugiati delocalizzati in Ruanda e Kosovo

Fanno discutere i criteri di accoglienza dei migranti da parte della Danimarca.

Leggi tutto

Società

Il Vangelo non c’entra nulla con il femminismo

Dio è queer e di conseguenza salverà il queer, perché le etichette limitano l’anima. È legittimo secondo la visione cattolica? Io credo di sì”. Parola di Michela Murgia. È uno dei passaggi “clou” - per modo di dire - della doppia-intervista pubblicata dal quotidiano La Repubblica alla scrittrice e alla fondatrice del Pd, Rosy Bindi. Tema: God Save the Queer. Catechismo femminista (Einaudi), l’ultima fatica letteraria dalla saggista e critica sarda, maître à penser della sinistra gauche caviar. Un dialogo, quello fra Murgia e Bindi, talmente politicamente corretto e intriso dei soliti cliché - nonché fintamente “ribelle” e anticonformista - da sconfinare nel grottesco. Ne abbiamo parlato con la giornalista cattolica e saggista, Costanza Miriano.

Leggi tutto

Storie

Luci per illuminare il Colosseo contro la pena di morte

Il 30 novembre, Roma e e altre duemila città accenderanno i loro più importanti monumenti per ribadire il “no” alle esecuzioni.

Leggi tutto

Chiesa

Aborto, Chiesa e misericordia

Si è scatenato un polverone mediatico che riduce la Lettera apostolica di Papa Francesco alla
(presunta) abolizione del peccato di aborto. Nella scia di questa declinazione disonesta si sono
inseriti gli opportunismi politici e culturali di Monica Cirinnà e Roberto Saviano. La Lettera rischia
di essere vanificata dalle consuete dinamiche propagandistiche. Attacco all’obiezione di coscienza

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco ed il populismo

Non mi sento un uomo eccezionale sono un peccatore, un uomo che fa quello che può, “comune”. Sento che “non mi fanno giustizia con le aspettative”, “esagerano. “Non si dimentichi - precisa - che l’idealizzazione di una persona è una forma sottile di aggressione” e “quando mi idealizzano mi sento aggredito”.
Dal momento che sono stato eletto Papa non ho perso la pace. Capisco che a qualcuno non piaccia il mio modo di agire, ma lo giustifico, ci sono tanti modi di pensare, è legittimo ed è anche umano, è una ricchezza.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano