Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Papa ai religiosi: l’esercizio dell’autorità non degeneri

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Papa Francesco prende spunto dal tema che l’Unione Superiori Generali (USG) - riunita dal 23 al 25 novembre a Sacrofano - ha scelto per la sua 98.ma Assemblea, “Chiamati ad essere artigiani della pace”, per sottolineare, nel suo discorso consegnato, che costruire la pace è un appello urgente che ci riguarda tutti e “in modo particolare le persone consacrate”. Decide di parlare a braccio ai 150 superiori generali incontrati nell’Aula del Sinodo e offre nel suo testo scritto un’ampia riflessione sulla pace, specificando che quella donata da Dio agli uomini “e che ci fa sentire tutti fratelli” non è “una situazione di non-guerra o di fine-guerra, uno stato di tranquillità e di benessere”, è, semmai, “frutto della carità, non è mai una conquista dell’uomo”, “è l’insieme armonico delle relazioni con Dio, con sé stessi, con gli altri e con il creato”. E “pace è anche l’esperienza della misericordia”, aggiunge il Papa, “del perdono e della benevolenza di Dio, che ci rende capaci a nostra volta di esercitare misericordia, perdono, respingendo ogni forma di violenza e di oppressione”.

E ancora la pace si fonda “sul riconoscimento della dignità della persona umana”, fa notare Francesco, “e richiede un ordine a cui concorrono inseparabilmente la giustizia, la misericordia e la verità”.

“Fare la pace” è, dunque, un lavoro artigianale, da fare con passione, pazienza, esperienza, tenacia, perché è un processo che dura nel tempo. La pace non è un prodotto industriale ma un’opera artigianale. Non si realizza in modo meccanico, necessita dell’intervento sapiente dell’uomo. Non si costruisce in serie, col solo sviluppo tecnologico, ma richiede lo sviluppo umano. Per questo i processi di pace non si possono delegare ai diplomatici o ai militari: la pace è una responsabilità di tutti e di ciascuno.


Il Papa si rivolge, poi, più direttamente ai consacrati esortandoli ad impegnarsi a seminare pace con le “azioni quotidiane con atteggiamenti e gesti di servizio, di fraternità, di dialogo, di misericordia” e a pregare incessantemente per ottenere da Gesù il dono della pace. Tutto questo cominciando “dalle proprie comunità”, costruendo ponti e non muri dentro e fuori di esse. Quando ognuno E ancora c’è un altro aspetto che deve caratterizzare la vita consacrata, indica Francesco: è la sinodalità.

Come consacrati, poi, siamo tenuti in modo particolare a parteciparvi, in quanto la vita consacrata è sinodale per sua natura. Essa ha anche molte strutture che possono favorire la sinodalità.

Ma il Papa evidenzia che tali strutture - capitoli, visite fraterne e canoniche, assemblee, commissioni, e ad altre strutture proprie dei singoli istituti - andrebbero rivisitate.

Si deve vedere e forse rivedere anche il modo di esercitare il servizio dell’autorità. Infatti, è necessario vigilare sul pericolo che esso possa degenerare in forme autoritarie, a volte dispotiche, con abusi di coscienza o spirituali che sono terreno propizio anche per abusi sessuali, perché non si rispetta più la persona e i suoi diritti. E inoltre vi è il rischio che l’autorità venga esercitata come privilegio, per chi la detiene o per chi la sostiene, quindi anche come una forma di complicità tra le parti, affinché ognuno faccia quello che vuole, favorendo così paradossalmente una specie di anarchia, che tanto danno comporta per la comunità.

La sinodalità dei consacrati prezioso apporto per la Chiesa
L’auspicio di Francesco è “che il servizio dell’autorità venga esercitato sempre in stile sinodale, rispettando il diritto proprio e le mediazioni che esso prevede, per evitare sia l’autoritarismo, sia i privilegi, sia il “lasciar fare”; favorendo un clima di ascolto, di rispetto per l’altro, di dialogo, di partecipazione e di condivisione”. Camminare insieme, ascoltarsi, valorizzare la varietà dei doni ed essere comunità accoglienti è il modo di vivere la sinodalità, aggiunge il Papa, e i consacrati, con la loro testimonianza, “possono apportare molto alla Chiesa” proprio nel processo di sinodalità che sta vivendo.

Infine le riorganizzazioni e le riconfigurazioni degli istituti. Il Papa raccomanda che si facciano sempre salvaguardando la comunione, “per non ridurre tutto ad accorpamenti di circoscrizioni, che poi possono risultare non facilmente gestibili o motivo di contrasti” e che “i superiori stiano attenti a evitare che qualche persona non sia ben occupata, perché questo, oltre a danneggiare i soggetti, genera tensioni nella comunità”. E concludendo, l’augurio di Francesco ai superiori generali è di “portare avanti con serenità e con frutto” il loro servizio, ribadendo l’invito ad essere artigiani di pace.contribuisce facendo con carità il proprio dovere, nella comunità c’è la pace. Il mondo ha bisogno di noi consacrati anche come artigiani di pace!

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

28/11/2022
3001/2023
Santa Martina

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Mai più un soldo pubblico a questi blasfemi (e fuori dalle scuole)

Decine di migliaia di euro in meno di tre mesi quest’anno al circolo gay Cassero di Bologna. Che svolge iniziative volgari e blasfeme. Ora basta

Leggi tutto

Società

TUTTI I GRADI DELLA SCALA #FAHRENHEIT – PRIMA DEL 451

Vi sono libri che, pur segnando un’epoca, superano le barriere del tempo e, pur appartenendo a un genere, ne travalicano i limiti per diventare un classico. Fahrenheit 451 è uno di essi: forse la massima espressione del genere distopico eppure ben più di questo, al punto che lettori freddi se non ostili nei riguardi della fantascienza non saprebbero non considerarlo un capolavoro. Del resto, solo di un capolavoro possono interessare le varianti o le versioni scartate: i prodromi di un libro mediocre sono mediocri scartafacci. Ecco perché, tra l’altro, dovrebbe avere valore intrinseco leggere i racconti preparatori di Fahrenheit 451 racchiusi nel volume Era una gioia appiccare il fuoco, usciti in Italia per gli Oscar Mondadori nel 2011 a seguito della raccolta americana A pleasure to burn: Fahrenheit 451 stories, edita appena l’anno precedente. Ma se l’interesse di questo libro fosse meramente filologico si potrebbe senza indugio soprassedere. Si tratta invece di schegge narrativa potentissime, capaci di condensare in poche pagine la visionarietà e la bruciante carica umanistica del messaggio di Bradbury.

Leggi tutto

Politica

Un anno di PDF: fortificati dal fuoco

Abbiamo proposto un modello organizzativo di cui andiamo orgogliosi, abbiamo steso una rete senza capi e capetti, ma dove i ruoli dirigenziali del movimento si ottengono lavorando sul territorio in armonia con gli altri (fattore decisivo, chi non è in comunione con gli altri e ha atteggiamenti divisivi viene accompagnato alla porta) e costruendo consenso. Così si sono messi in luce già decine di dirigenti del Popolo della Famiglia che saranno in grado di rappresentarne le istanze nelle assemblee elettive ad ogni livello, altri possono aggiungersi perché la caratteristica del Pdf è di essere un movimento totalmente aperto, aperto davvero con porte e finestre spalancate senza inutili burocrazie interne che ne bloccherebbero la crescita. Ognuno può essere protagonista e essere misurato sul livello di consenso che riesce a generare, proprio per questo dall’1% nazionale della nostra prima uscita alle amministrative probabilmente misureremo una percentuale più che raddoppiata a questa tornata, per poi puntare dritti allo sbarramento del 3% che è la porta che consentirebbe per la prima volta nella storia italiana ad un soggetto politico esplicitamente nato a difesa della famiglia e dei principi non negoziabili di sedere nella stanza dei bottoni.

Leggi tutto

Storie

Monsignor Delpini entra a Milano e siede sulla cattedra di Ambrogio

Avvenuto l’ingresso solenne di monsignor Mario Delpini come nuovo arcivescovo di Milano. Il racconto di una giornata speciale per i milanesi.

Leggi tutto

Politica

La nuova #roadmap per il Popolo della Famiglia

La percentuale dello 0.7% ha creato in alcuni – devo dire in realtà pochi – una certa delusione. Ora, è ovvio che sarebbe stato meglio ottenere un risultato maggiore, ma la domanda che dobbiamo porci è un’altra: «Noi abbiamo fatto davvero tutto il possibile?». Io credo di sì. Io credo che nelle circostanze date, abbiamo fatto davvero tutto quello che era nel novero delle nostre possibilità. Ora occorre cambiare le condizioni, cominciando proprio dall’allargamento della percentuale di italiani che conoscono il Popolo della Famiglia

Leggi tutto

Storie

Gente che è stata muta

Meno sbarchi significa oggettivamente meno morti in mare e meno business sulla pelle dei migranti.  questo governo come Popolo della Famiglia non abbiamo mai fatto sconti, ma nel caso specifico il comportamento è quello corretto e chi protesta e fa sceneggiate è attivato dallo stesso cinismo, fa solo campagna elettorale. A noi interessa parlare di bene comune in materia di immigrazione e lo si fa solo tornando a istituire i flussi, trattandoli per quote a livello europeo, facendo arrivare i migranti integrabili per via aerea o con i corridoi umanitari, spazzando via il business dei mercanti di uomini in Africa e anche in Italia. Salvando così davvero migliaia di uomini, donne e bambini da morte certa nel Mediterraneo e ancora di più nel deserto che molti non riusciranno mai ad attraversare. E andando a prelevare dai Paesi africani migranti che siano veramente in stato di bisogno, perché quattromila euro a uno scafista li può dare solo chi appartiene al “ceto medio” africano e per questo il 90% di chi sbarcava sulle nostre coste negli anni passati era composto da maschi adulti. Troppi dei quali capaci poi di delinquere anche in forma organizzata (la mafia nigeriana è solo uno degli esempi, la fitta rete degli spacciatori tunisini, algerini e marocchini ne è un altro) in collaborazione con le forme nostrane di criminalità specie nel Sud Italia ma non solo.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano