Storie

di Roberto Signori

Addio bustina di zucchero al bar

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Da sempre è uno di quegli accessori iconici che troviamo sui banconi del bar. Ma la bustina di zucchero monodose diventerà presto un lontano ricordo. Una decisione che coinvolgerà tutta Europa e che rientra nella proposta di regolamento relativa agli imballaggi monouso.

Nella proposta di regolamento sugli imballaggi presentata oggi dalla Commissione Europea vengono espressamente vietati gli imballaggi monouso anche per lo zucchero nel settore Horeca (hotellerie-restaurant-café). Saranno messi al bando «bustine, tubetti, vassoi e scatole». Verranno proibiti, se la proposta non sarà modificata dai colegislatori, «imballaggi monouso nel settore Horeca, contenenti singole porzioni o porzioni, utilizzati per condimenti, conserve, salse, creme per il caffè, zucchero e condimenti, ad eccezione di tali imballaggi forniti insieme ad alimenti pronti da asporto destinati al consumo immediato senza necessità di ogni ulteriore preparazione». Di conseguenza, se la proposta passerà così com’è, la bustina di zucchero diventerà il ricordo di un tempo che non c’è più. Si metterà così fine in Europa, per tornare probabilmente alle tradizionali e più ecologiche zuccheriere, ad un oggetto che ha circa un secolo di storia.

L’invenzione della bustina di zucchero è controversa: alcuni la fanno risalire addirittura al 1862 a Philadelphia; altri la ascrivono a due parigini, Loic de Combourg e Francois de la Tourrasse, che avrebbero inventato la ‘sucre-pochette’ nel 1908. Altri ancora la attribuiscono al newyorkese Benjamin Eisenstadt, classe 1906, di professione inventore e imprenditore, morto nel 1996. Aveva un caffé a Brooklyn, poi passò a fabbricare bustine di té: per ampliare il giro d’affari, propose ai grandi produttori di zucchero di confezionarlo in piccole bustine da pochi grammi. Dato che non aveva ottenuto un brevetto, gli zuccherieri gli rubarono l’idea, senza dargli un soldo. Eisenstadt non si perse d’animo e nel 1957 inventò la saccarina in polvere.

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02/12/2022
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