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di Stefano Di Tomassi

OSTIA, NEI GIORNI DI SAN NICOLA “LUI TORNA” COME POVERO

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Abbandonato(si) in un rifugio estremo di fortuna, sul marciapiede di fronte alla casa dei sacerdoti di san Nicola di Bari, Ostia Lido. E’ il giaciglio di un senza tetto che sceglie di essere lì proprio nei giorni in cui la parrocchia, sede della prefettura di Ostia Diocesi di Roma, festeggia i fasti del suo santo di riferimento.

La segnalazione del presidente dell’associazione Decimo Solidale. “Solo 15 posti messi a disposizione dal x municipio. La persona nella foto non è stata avvisata che è in corso l’assistenza per i senza tetto. In
VIA MAR ARABICO, FRA VIALE DEI PROMONTORI E VIA MAR ROSSO.”

VIA MAR ARABICO, FRA VIALE DEI PROMONTORI E VIA MAR ROSSO.”
Chi scrive non crede che ‘Nicola’, lo chiameremo così non conoscendo il suo nome, sappia di trovarsi in queste ore di festa li per lanciare un potente messaggio mediatico; piuttosto pensiamo che Dio voglia dare un segnale forte per destare una parrocchia, una cittadinanza e forse una città e un Paese: Ostia si svegli e svegli Roma.

L’amministrazione intanto sembra aver accelerato tutto l’iter protocollare.

Si perché Nicola non poteva sapere:

che il bando per l’emergenza freddo proposto dal Municipio X di Roma Capitale fosse andato deserto!

Che sia ancora tutta campata per aria l’idea della chiesa di Ostia di allestire dei locali caritas per il ricovero dei fragili di strada (si era ipotizzata la parrocchia Stella Maris, Regina Pacis, Nostra Signora di Bonaria);

che il prefetto di Ostia, primum inter pares dei sacerdoti lidensi, don Roberto Visier, sia rimasto solo a prendersi cura della parrocchia (in altre si arriva addirittura a una decina di sacerdoti!) e con la responsabilità di dover coordinare un territorio ecclesiale così difficile come Ostia (tanto che nel passato era governata da un Vescovo, ndr);

che la parrocchia di san Nicola, in particolare i locali della sua chiesa in Via Passeroni, sia quella che “supera” nella carità le altre chiese del Territorio, sia per la sensibilità del parroco, sia per le strutture che in questi anni ha messo su, le docce e i servizi, il centro ascolto, il centro assistenza nei quali opera un numero minimo di fedeli (sotto l’esempio del reverendo Visier) a fronte di centinaia forse migliaia di praticanti cattolici.

E mentre Nicola solleva inconsapevole queste domande, interpellando silenziosamente da sotto il suo giaciglio di fortuna parrocchiani e cittadini, speriamo che si riattivi la gestione dell’emergenza in senso territoriale coinvolgendo le parrocchie con le loro strutture, potenziando l’opera di don Roberto Visier (che del resto ha la chiesa a 10 metri dai servizi sociali!) che si presti più attenzione al rimboccarsi le maniche a favore dei fragili piuttosto che ‘battersi il petto’ o articolando progettazioni spettacolari alla ricerca di loghi e patrocini internazionali:

Nicola è venuto come povero a ricordarci la rotta da seguire.

Mentre temiamo che queste parole di chi scrive possano essere interpretate come il grido di un “bacchettone” ecco che notiamo che il nostro povero ha il viso decisamente “abbronzato” e una barbetta pronunciata; anche dalle sue fattezze sembra veramente Lui, Nicola.

E l’ultima suggestione dell’ombrello che emerge dai panni abbandonati, dal manico, come fosse una specie di ‘pastorale’ ci da un brivido sulla schiena: vuoi vedere che sia veramente Lui?

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06/12/2022
0112/2023
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