Storie

di Roberto Signori

Neonato lasciato morire da solo in un capannone

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Hanno lasciato il figlio di appena 2 mesi a dormire da solo in un capannone e il piccolo è morto. I genitori di ‘Baby Z’ (il piccolo non può essere identificato per motivi legali) sono stati condannati da un giudice della Liverpool Family Court, che ha definito le loro scelte pessime.

Quando si sono accorti che il bambino non respirava più hanno chiamato i soccorsi dicendo che il piccolo era nella sua stanza e quando il padre è entrato a controllare ha notato che c’era qualcosa che non andava. Le indagini e i test sul corpicino hanno poi mostrato una versione dei fatti decisamente diversa. La coppia viveva in un bungalov a causa delle difficili situazioni economiche in cui si trovava, ma al momento del decesso del piccolo il bimbo si trovava in un capanno adiacente.

Il bimbo, di appena due mesi, era stato lasciato in una scatola di cartone in un capanno, da solo. La “culla” si era ribaltata e all’arrivo dei paramedici al suo interno c’erano anche tracce di vomito. Le cause del decesso non sono ancora chiare e gli avvocati dei genitori sostenevano che il bambino fosse morto a causa della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). L’accusa sostiene però che la caduta dallo scatolone potrebbe aver influito negativamente.

I due avrebbero allontanato il piccolo per un breve lasso di tempo che si è rivelato essere fatale. Il giudice ha dato loro un’attenuante dicendo che il fatto è stato negligenza e non un danno deliberato. Il piccolo era ben nutrito e in buone condizioni, forse l’esasperazione unita alle loro difficili condizioni hanno causato un momentaneo momento di buio che hanno però pagato tutti a caro prezzo

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

15/12/2022
1908/2023
San Giovanni Eudes

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

PERCHÉ TUTTO IL MONDO VA DIETRO A CHIARA CORBELLA

La diocesi di Roma ha pubblicato l’Editto in cui si annuncia l’apertura della causa della giovane morta nel 2012 dopo aver rimandato le cure di un tumore per portare avanti una gravidanza.

Leggi tutto

Società

Al Campus bio-medico di Roma non si insegna l’#aborto, e l’AMICA insorge

Chiedono la sospensione dell’istituto come “ente formativo” i membri dell’Associazione degli abortisti: la colpa sarebbe la fedeltà al giuramento di Ippocrate. Il sistema bio-politico che appiattisce le differenze (ovvero l’uniformità che diviene controllo), sono un modo per dettare legge sul pensiero delle masse: per il gender riguarda le differenze fisiche che non devono essere valorizzate, nel caso dell’economia si tratta dell’eliminazione del merito… non è però l’uguaglianza, quella della quale la cultura ha bisogno, perché il rispetto non nasce dall’equiparare le differenze. Si tratta solo di una forma di controllo: eliminare la libertà educativa, che in questo caso riguarda il presupposto col quale effettuare interventi chirurgici ginecologici ma in altri può significare molto di più (si pensi ai corsi scolastici su bullismo o erotismo) è una forma di controllo.

Leggi tutto

Società

Lo scorrere della vita

Una riflessione su come gli eventi della nostra vita, anche quelli più dolorosi, siano buoni per noi. Ci lasciano cicatrici e segni, ma proprio attraverso di loro affrontiamo il presente e il futuro. Sono le mappe per farci arrivare a destinazione; sono il ricordo, indelebile, che in quei momenti bui non eravamo soli. Qualcuno ha disinfettato e suturato quegli squarci dell’Anima. Dal profondo di tenebra siamo usciti spinti, verso una nuova realtà di Luce, da una forza irresistibile.

Leggi tutto

Chiesa

Monsignor Camisasca: “non disporre della vita a piacimento

Il vescovo di Reggio Emilia, Mons, Massimo Camisasca, ammonisce sulla legge del Fine Vita: “eutanasia mette a rischio i più deboli

Leggi tutto

Società

Non lasciamoci rubare la speranza

Auto-condannati ad un infelicità perpetua, storditi da un effimero imperante, si potrebbe ben riassumere così la situazione attuale della società occidentale con la panza piena e il cuore vuoto

Leggi tutto

Società

Malta barriera contro l’aborto

Prima delle elezioni, il gruppo pro-vita ‘Life Network Foundation Malta’ aveva condotto un’importante campagna di sensibilizzazione sul tema, chiedendo ai partiti di rendere chiare all’elettorato le loro posizioni sull’aborto e l’eutanasia, ponendo una serie di domande pubbliche a tutti i partiti e ai loro leader.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano