Media

di Fabio Annovazzi

IL MIO MAESTRO MI INSEGNO’ COME E’ DIFFICILE TROVARE L’ALBA DENTRO L’IMBRUNIRE

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Nonostante lo spirito natalizio, che aleggia in questi giorni, dal mio punto di vista viviamo in un contesto storico davvero cupo, in cui la gioia rimane quasi sempre annichilita in un angolo remoto nella mente delle persone. Questa moderna informazione soffocante (e martellante) genera patologie ansiogene, la ricerca del sensazionale negativo è ormai il collante principale di qualsiasi sito o quotidiano, con conseguenze psicologiche, soprattutto nelle giovani generazioni, alquanto nefaste. Alla giungla della negatività imperante si sono accodati proni anche gli ultimi scrittori di grido, vittime implicite delle mode macabre del momento e di una pervicace e deleteria cultura anti familista. I recenti volumi che mi sono inghiottito (con grande fatica per altro) sono la rappresentazione palese di un quadro solo apparentemente dipinto bene, nella realtà il vuoto valoriale e l’alone amaro che ti lasciano in bocca sono davvero allarmanti. Case belle esteriormente, con un lusso anche esponenzialmente esagerato, ma con fondamenta fragilissime, incapaci di reggere il primo spiffero di bora che soffia. Sintassi perfette, con termini accurati e forbiti, sentimentalismi strappa lacrime a go go, trame volutamente accattivanti, frutto innegabile di una grande fantasia intellettuale, non riescono a nascondere il nulla valoriale che lo scorrere delle pagine lascia al lettore, e l’amarezza finale per torte in cui non solo manca la ciliegina ma è l’impasto stesso a risultare di un sapore acre e nauseante. Storicamente non è una novità assoluta questa letteratura che si potrebbe tranquillamente definire in sintesi come obbrobriosa o da menagramo, con finali noir, ma se un tempo questi autori, con un retrogusto torvo e negativo, erano una rarità, ora in questo corrente ventunesimo secolo sono la stragrande maggioranza. Dal mio punto di vista non basta scrivere bene per essere dei bravi scrittori, così come non è sufficiente esplicitare bene la materia agli studenti per essere degli eccellenti insegnanti. Strepitosi professionisti senza dubbio, dei maghi con l’inchiostro, lungi da me delegittimarli e ci mancherebbe, ma pessimi edagoghi. La verità bruciante è che siamo circondati da un nugolo di cattivi maestri anche in questo campo, come in ogni settore, e con l’avvento di internet le faccende si sono ulteriormente aggrovigliate. Soffocati da un edera che toglie il respiro al bello e al buono. Un individualismo assurdo ha fatto nascere degli autodidatti che sbattono come canne al vento là dove vuole la legge del mercato, o la moda del politicamente corretto. Poi via con un pizzico di sale nella trama, e qualche granello di pepe in frasi gustose ma aride, e la pozione magica è servita ai boccaloni di turno. Così facendo si ingurgitano schifezze valoriali raccapriccianti, che stanno minando il già fragile tessuto sociale, e poi ci si chiede il perché ci troviamo dinnanzi ad un vuoto esponenziale di una società liquida che si sta suicidando demograficamente. Mancano come l’aria guide morali disinteressate, luminari che sappiano accompagnare saggiamente gli altri. Vanno a gonfie vele invece i sacerdoti dell’eutanasia, coloro che predicano omelie in cui il nocciolo dei discorsi è farsi gli affari propri barricati nell’egocentrismo, cogliere l’attimo dell’effimero in relazioni usa e getta, e stop. Vige la dittatura del relativismo con valori fai da te a seconda del prurito del momento. Ma è un errore madornale, nessuno è un isola che può bastare a se stessa, anche se ha un tasso di intelligenza superiore al normale, e talenti (che sta sotterrando però) da vendere. Mi duole scriverlo ma persino in campo cattolico ci troviamo dinnanzi molte volte a

sacerdoti timorosi, incapaci di dare le dritte giuste, che non entrano nella profondità dell’anima delle persone e si limitano solamente o a togliere malamente le erbe infestanti, senza sradicare le radice maligne, o a dare consigli generici tanto innocui quanto inconcludenti. Per carità, la miriade di impegni pastorali e le molteplici parrocchie a carico non giovano, ma l’impressione spiccata è di trovarsi dinnanzi a pastori tremolanti che se ne guardano bene dall’accudire singolarmente le pecore. E in quest’epoca, in cui la nostra mente è imbevuta da ogni genere di nefandezza, la mancanza di chi ti sappia indicare la retta via è davvero pesante e grave, difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire. Il risultato è che aumenta vertiginosamente il numero degli sbandati tra i fedeli, e di chi si fa guidare verso precipizi esistenziali dai falsi chiaroveggenti del cornuto. Del resto un cieco non potrà mai aiutare un altro ipovedente ad attraversare la strada, finiranno entrambi stesi secchi sull’asfalto. Mi ha molto colpito nel leggere il testamento del grandioso Papa Benedetto XVI il suo gigantesco ringraziamento per i maestri che Dio gli ha dato nella vita.“Senza di loro non avrei potuto trovare la via giusta”, scrisse Joseph Ratzinger a suo tempo, e se lo diceva un fine teologo come lui è tutto dire. Perché noi, diciamoci la verità, siamo pessimi consiglieri di noi stessi, special modo quando non interroghiamo la coscienza a fondo o l’abbiamo insozzata col peccato. Per questo è sbagliato fare sempre di testa propria o rinchiuderci capricciosamente nel guscio. Bisogna avere l’umiltà di chiedere consiglio, di fare discernimento nel cercare le guide giuste. Magari qualcuno mi
darà dell’estremista ma sono convintissimo che se ci fossero a disposizione più confessori e direttori spirituali all’altezza il lavoro degli psicologi calerebbe vertiginosamente. La difficoltà nel reperire
oggi giorno queste figure carismatiche, che sappiano essere realmente consoni all’arduo compito e a disposizione su richiesta della singola persona, è nota a tutti purtroppo. Ciò non vuol dire che non ci siano, basta solo cercarli con circospezione, ce ne sono comunque più di quanti si pensi. Umile ma deciso, buono ma non buonista, misericordioso verso il peccatore ma assolutamente intransigente verso il peccato, questo è l’identikit affidabile di un ottimo consigliere in tonaca, di colui che cerca il bene integrale dell’uomo e della donna, di un vero seguace di Cristo. Non dimentichiamoci che le prime tre opere di misericordia spirituale, e non penso sia un caso, sono proprio consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti e ammonire i peccatori; e inoltre sapienza e consiglio sono doni Divini da chiedere con insistenza allo Spirito Santo. Ma anche andando oltre aspetti per così dire tipici del vero credente, che magari ad un agnostico interessano poco, vi sono dei saldi paletti da porre per capire se ci troviamo dinnanzi ad un buono o cattivo maestro. Se nel suo scrivere, o nel suo parlare, o nel suo insegnare, un pinco pallino qualunque (famoso o meno) si pone contro, anche inavvertitamente, alla vita dal suo nascere al tramonto naturale, dileggia la famiglia, va contro la libertà educativa, irride il matrimonio, esalta unioni sterili, mercifica l’uomo, state tranquilli che non sarà mai un esempio da seguire ma un semplice gregario, porta borracce, del male. Da questi profeti di sventura occorre circolare alla larga anni luce con tremore, e non perché lo dica io ma perché i loro sermoni contengono semi tossici e un veleno mortale per il futuro della società stessa.
Occhio alle maschere di questi lupi travestiti da agnelli, sono abili nel camuffarsi da angeli di luce.
Non è assolutamente facile riconoscerli al primo sguardo, occorre metterli alla prova sull’umiltà. Se mancano di questa virtù cominciamo a raddrizzare le orecchie, il semaforo è giallo tendente al rosso. Diamo fiducia ai buoni insegnanti, a chi è restio ai palcoscenici o li sopporta a stento, a chi sa seminare vita e verità nei testi e con le labbra. Il più delle volte sono personaggi non appariscenti e dileggiati da mondo, ma attenzione alle apparenze: quando devi attraversare un fiume, anche se la barca è dipinta con un brutto colore, sei contento che ti porti all’altra riva. E per finire un’ultima essenziale prerogativa: un vero buon maestro è come una candela, si consuma per illuminare la strada degli altri.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

09/01/2023
3001/2023
Santa Martina

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Tag associati

Articoli correlati

Storie

Radicare il seme del cambiamento sul territorio

Domenica 20 novembre a Bologna si è svolta la prima Festa Nazionale de La Croce Quotidiano. In un AEmilia Hotel stracolmo di persone provenienti da tutt’Italia si è celebrata una giornata di festa
e di impegno. La Croce Quotidiano, da quando è nata il 13 gennaio 2015, è diventata per tanti italiani l’unico “foglio” capace di leggere ciò che accade andando oltre il politicamente corretto e rimanendo sempre leale e fedele allo spirito delle buona battaglia a difesa della vita e della famiglia.

Leggi tutto

Storie

Tunnel degli orrori contro Cristo rappresentato alla Biennale

Fortunatamente ha chuso i battenti l’orrido allestimento della già nobile esposizione veneziana, che ospita l’inquietante “Imitazione di Cristo” di Roberto Cuoghi: oscillante tra il delirio onirico, il compiacimento nichilistico e la gratuita bestemmia, scimmiotta il Breviario di decomposizione di Cioran

Leggi tutto

Politica

Le leggi formano il costume

Quando si propone una norma va valutata anche dal punto di vista etico anche se questo aggettivo sembra non piacere più a nessuno, ma chi ritiene di far premio su una visione cristiana della vita la scorciatoia dell’amoralità non può permettersela.

Leggi tutto

Società

Non è un paese per bambini. Né per madri.

Alle madri è chiaramente impedito portare la propria visione della vita nei luoghi pubblici: di fatto la figura della madre è resa invisibile da mode (quella ecologista che vede l’avere figli come una violenza contro il pianeta, ad esempio), opinioni sbagliate (se hai più di due figli sei una povera idiota costretta al focolare, sei una che non conosce l’azione degli anticoncezionali, sei un’egoista) e proposte economiche imbarazzanti (i figli che dopo i 14 anni non valgono nulla, per il Ministero della Famiglia del paese).

Leggi tutto

Società

ALLA RICERCA DI UNA TECNOLOGIA QUALITATIVA ED ETICA CHE DURI NEL TEMPO.

Stiamo stoltamente forgiando un economia capestro che favorisce unicamente i pescecani stranieri a discapito della vera ecologia e della qualità produttiva italiana. Prendendo spunto dai recenti incentivi governativi per il cambio degli apparecchi televisivi ti giro in allegato un mio pensiero, se può interessate per La Croce. Dobbiamo scegliere se fare la fine del ricco epulone o tornare sui nostri passi come fece il figliol prodigo dopo aver conteso le carrube ai porci.

Leggi tutto

Società

Taslima Nasreen: ‘La maternità surrogata esiste perché ci sono donne povere’

La scrittrice bengalese sui social network prende posizione contro l’utero in affitto due giorni dopo l’annuncio della star di Bollywood Priyanka Chopra di aver avuto un figlio con il suo compagno grazie alla “gestazione per altri”

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano