Società

di Giuseppe Udinov

Ambiente: nuovo record per il riscaldamento dell’Oceano

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Il 2023 si apre con la notizia di un nuovo record relativo al riscaldamento dell’Oceano accompagnato da un aumento della stratificazione e dalla variazione di salinità delle acque che prefigurano quale sarà il futuro del mare in un clima in continuo riscaldamento. Secondo lo studio Another year of record heat for the oceans, pubblicato oggi sulla rivista Advances in Atmospheric Science, nel 2022, per il settimo anno consecutivo, il contenuto termico delle acque dell’oceano ha segnato un nuovo record. L’articolo firmato da un team internazionale di 24 ricercatori di 16 istituti, tra cui Simona Simoncelli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Franco Reseghetti dell’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) analizza osservazioni, dagli anni ’50 a oggi, appartenenti a due dataset internazionali: il primo dell’Institute of Atmospheric Physics (IAP) della Chinese Academy of Sciences (CAS), il secondo del National Centers for Environmental Information (NCEI) della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). “I dataset, IAP e NCEI, sono consistenti ed entrambi mostrano un valore record di calore accumulato nei primi 2000 m di profondità dell’oceano nel 2022”, commenta Tim Boyer della NCEI/NOAA.

Nello specifico, rispetto al valore record raggiunto nel 2021, il contenuto di calore dell’oceano (OHC, Ocean Heat Content) stimato nel 2022 tra la superficie e i 2000m di profondità, è aumentato di circa 10 Zetta Joule[1] (ZJ), equivalenti a circa 100 volte la produzione mondiale di elettricità del 2021, circa 325 volte quella della Cina, 634 volte quella degli Stati Uniti e poco meno di 9.700 volte quella dell’Italia. Per dare un’idea della enormità del valore di energia accumulato, 10 ZJ di calore possono mantenere in ebollizione 700 milioni di bollitori da 1,5 litri di acqua per tutta la durata dell’anno.

Il professor Lijing Cheng dell’Accademia Cinese delle Scienze, nonché primo autore del lavoro, ha così commentato questi risultati: “Il riscaldamento globale dell’oceano continua e si manifesta sia con nuovi record del contenuto termico delle acque ma anche con nuovi valori estremi per la salinità. Le aree già salate diventano ancora più salate mentre le zone con acque più dolci diventano ancora meno salate: c’è un continuo aumento dell’intensità del ciclo idrologico”.

Tre indicatori chiave del cambiamento climatico relativi all’oceano confermano il continuo aumento della temperatura in abbinamento a livelli sempre più elevati di salinità e all’aumento della sua stratificazione, ovvero la separazione dell’acqua in strati che può ridurre fino ad annullare il rimescolamento e gli scambi tra la superficie e le zone più profonde.

I dati del 2022 confermano che tutti questi fenomeni continuano su scala globale anche se non in modo omogeneo nei vari bacini. Tra le tante conseguenze, l’aumento della salinità e della stratificazione dell’Oceano può alterare il modo in cui il calore, il carbonio e l’ossigeno vengono scambiati tra l’oceano e l’atmosfera. Questo è un fattore che può causare la deossigenazione all’interno della colonna d’acqua che suscita forte preoccupazione, non solo per la vita e gli ecosistemi marini, ma anche per gli esseri umani e gli ecosistemi terrestri.

Tutto ciò contribuisce a ridurre la biodiversità marina, inducendo ad esempio specie ittiche importanti a spostarsi, provocando situazioni critiche nelle comunità dipendenti dalla pesca e la loro economia, originando quindi un effetto a catena sul modo in cui le popolazioni interagiscono con il proprio ambiente circostante.

Al tempo stesso, anomalie a livello meteorologico sono state ben evidenti nel 2022, che sarà ricordato per le ripetute ondate di calore in particolare nell’Europa occidentale con nuovi record di temperature atmosferiche in molti periodi dell’anno combinate a una significativa riduzione delle precipitazioni. La conseguente siccità in queste aree ha influito negativamente non solo sulle attività agricole ma anche sulla qualità della vita delle persone (per gli elevati consumi energetici per la climatizzazione e per la produzione dell’energia elettrica stessa), aumentando anche il rischio di incendi. In altre aree si sono verificate invece alluvioni spesso sostenute dall’incremento di evaporazione nei mari più caldi. Tutto questo contribuisce a modificare il ciclo idrologico, rimarcando il ruolo interattivo che rivestono gli oceani.

Quanto al Mediterraneo si conferma il bacino che si scalda più velocemente tra quelli analizzati nello studio, ma il contenuto di calore nel 2022 si attesta allo stesso livello del 2021 secondo le stime dello IAP-CAS (Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences). I dati del modello di rianalisi del Mediterraneo prodotti e distribuiti dal servizio marino europeo Copernicus indicano invece una sua diminuzione rispetto al 2021. Tali differenze possono attribuirsi alle diverse tecniche di elaborazione dei dati e alla loro distribuzione spazio-temporale. Variazioni di breve periodo (inter-annuali) sono comunque parte caratteristica del sistema ed ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso.

“INGV ed ENEA collaborano già nell’ambito del progetto MACMAP, finanziato da INGV e condotto in collaborazione con la Grandi Navi Veloci (GNV), che punta a studiare il cambiamento climatico attraverso il monitoraggio su base stagionale della temperatura dei Mari Ligure e Tirreno lungo la tratta Genova-Palermo e ad analizzare i dati di rianalisi e i modelli climatici che vanno dal 1950 al 2050”, evidenzia Simona Simoncelli dell’INGV.

“La collaborazione con questo team internazionale, in particolare con il professor Cheng, ci permette di mantenere alta l’attenzione sul riscaldamento globale ed il suo impatto sull’oceano e di conseguenza sull’uomo e le attività economiche ad esso strettamente correlate”, aggiunge Franco Reseghetti dell’ENEA. “Riteniamo che continuare a monitorare sistematicamente questi cambiamenti nell’oceano rimanga l’unico modo per comprendere ed essere maggiormente consapevoli delle loro conseguenze e per poter elaborare strategie efficaci di mitigazione e adattamento”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

12/01/2023
0602/2023
Ss. Paolo Miki e compagni

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Storie

Lo sbiancamento della Grande barriera corallina australiana

Si tratta di un fenomeno di deterioramento, che si traduce in uno scolorimento dei coralli, dovuto all’innalzamento della temperatura dell’acqua che provoca l’espulsione di alghe simbiotiche che abitualmente danno al corallo il suo colore e i suoi nutrimenti.

Leggi tutto

Storie

NIGERIA -  I veri motivi della strage nella chiesa di Owo

Leggi tutto

Società

Greenwahing e Greta Thunberg

Il greenwashing è solo una moda, che per qualche oligarchia nasconde interessi finanziari, e certamente è impensabile che una leadership come quella di Greta Thunberg, la giovane attivista svedese, possa reggersi in piedi da sola. Tuttavia l’attacco alla sua persona è due volte miope: perché colpisce una ragazzina e perché sembra non vedere le verità indicate dalla sua voce.

Leggi tutto

Politica

Cop26:a Glasgow regna l’incertezza

La 26 a conferenza delle Nazione Unite sul clima, la Cop26 si sta svolgendo dal 31 ottobre scorso al 12 novembre a Glasgow. I paesi presenti alla Cop 26 hanno certo ribadito la loro intenzione di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. Tuttavia c’è una spaccatura innegabile tra, da una parte i paesi favorevoli all’eliminazione progressiva delle fonti fossili e dall’altra parte chi vorrebbe limitare il taglio dei gas serra.

Leggi tutto

Società

Corte Suprema Usa condanna l’autoritarismo ambientalista

La Corte Suprema degli Usa ha emesso una sentenza, votata da 6 giudici supremi contro 3, a favore della West Virginia contro l’Epa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente

Leggi tutto

Storie

Carissima Greta

Spero, Greta, che tu possa liberarti delle sciocchezze che ti fanno dire. Cara Greta, spero che un giorno tu possa aprire un libro che si chiama Bibbia e leggere le prime parole che si trovano nel primo capitolo, che si chiama “Genesi”. Qui troverai ciò che basta, all’Uomo, per capire quanto il pianeta sia importante in tutta la bella espressività del Creato, compresi – ovviamente – i “cuccioli” d’Uomo.
Una mamma.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano