Storie

di Roberto Signori

Non possono essere registrate all’anagrafe come genitrici di due gemelle

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«Se non può porre rimedio al vuoto legislativo la Corte Costituzionale, così non può procedervi questo tribunale. Dovrà essere il legislatore a provvedere al più presto a colmare l’evidente vuoto legislativo a tutela dei minori nati da coppie dello stesso sesso». Il tribunale di Torino respinge così il ricorso di due donne per essere riconosciute entrambe come genitori di due gemelline. C’è un «vuoto legislativo» e non può essere il giudice civile a risolverlo. Anche se la coppia e le loro figlie sono già una famiglia a tutti gli effetti, così non è per la legge.

La vicenda inizia nel 2021, quando le due donne si presentano in comune a Trofarello, cintura sud di Torino, per chiedere l’iscrizione all’anagrafe delle due gemelline, nate con fecondazione eterologa, come figlie di entrambe. L’amministrazione comunale nega il consenso. «Siamo con le mani legate – avevano spiegato – Abbiamo celebrato l’unione civile perché è consentito dalla legge, ma non possiamo registrare le bambine come figlie di entrambe».

Le due donne, sostenute dall’associazione Luca Coscioni, portano il caso in tribunale. Assistite dall’avvocato Edoardo Carmagnola presentano ricorso e chiedono di modificare il registro di stato civile. «Per il momento l’unico rimedio esperibile al fine di creare legami giuridici tra il genitore intenzionale e il minore è il ricorso all’adozione», spiega il giudice. Insomma: non ci sono strumenti normativi per registrare entrambe le donne come madri delle piccole.

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31/03/2023
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