Politica

di Giuseppe Udinov

Lo schiaffo del presidente del Senato francese a Darmanin

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Lo strappo della Francia, l’ennesimo, con l’Italia sul tema dei migranti continua a generare strascichi. La fame di consenso interno del governo Macron ha portato il ministro degli Interni, Gerald Darmanin, a sferrare un attacco frontale al governo di Giorgia Meloni, che a differenza di quello transalpino è in prima linea nell’emergenza migratoria. A stretto giro, Antonio Tajani la scorsa settimana ha deciso di annullare il bilaterale di Parigi con la sua omologa francese, chiedendo il rispetto per il nostro Paese e le scuse all’Italia, che al momento non sono ancora arrivate. Tuttavia, da Parigi si susseguono messaggi che evidenziano l’imbarazzo per una gravissima sgrammaticatura diplomatica da parte di Darmanin, come sottolineano anche le parole del presidente del Senato francese.

“Se abbiamo fatto la pace con la Francia? C’è disagio nel governo francese per le dichiarazioni sulla gestione dei migranti da parte dell’Italia dei giorni scorsi del ministro dell’Interno Gerald Darmanin, ma c’è bisogno di chiarezza. Si è trattato di un fulmine a ciel sereno, una coltellata alle spalle quando ero in partenza per la Francia invitato dal ministro degli esteri francesi”, ha ribadito questa mattina Antonio Tajani a margine della presentazione dello studio del Parlamento europeo sui costi della non Europa. Parole, quelle del vicepremier e ministro azzurro degli Esteri, che denotano ancora una volta il dispiacere di un ennesimo attacco gratuito.

Da parte dell’Italia, come spiegato dallo stesso Tajani, non c’è chiusura nei confronti della Francia ma la pretesa di avere rispetto: “Non accettiamo che un Paese amico ci offenda. La Francia resta un Paese amico, speriamo che le parole del ministro dell’Interno siano un incidente di percorso”. Il disagio di cui parla il ministro è evidente nelle parole di Gérard Larcher, presidente del Senato francese, che nel corso del suo intervento in un forum RTL/Le Figaro/LCI ha ammesso che le affermazioni di Gérald Darmanin “non sono utili”. Accettando i presupposto della crisi migratoria derivante da un aumento dei flussi, che la stessa Italia denuncia e cerca di contrastare per il bene e la sicurezza dell’Europa stessa, Larcher non le manda a dire al ministro. “Per dare lezioni bisogna essere in grado ma non sono certo che in materia migratoria siamo esemplari”, ha affermato il presidente di Palais du Luxembourg, ribadendo la necessità di una cooperazione europea. Concetti che l’Italia ripete da tempo per risolvere un problema che non è e non può essere di unica competenza del nostro Paese.

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09/05/2023
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