Storie

di Giuseppe Udinov

BANGLADESH - Ragazze obbligate al matrimonio precoce

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E’ un dato drammatico quello diffuso dall’Unicef ​nelle scorse settimane, che indica come circa il 51% delle ragazze sotto i 18 anni in Bangladesh è obbligato al matrimonio precoce. A causa di una pratica culturale, che tocca quindi donne di diverse religioni, la nazione ha la più alta incidenza di matrimoni precoci nell’Asia meridionale, con circa 34,5 milioni di ragazze sposate prima dei 18 anni e oltre 13 milioni sposate prima dei 15 anni, afferma il rapporto dell’Unicef. “Tra le cause dei matrimoni precoci vi sono: la povertà delle bambine, la scarsa sicurezza e lo status delle donne nella società, una mentalità che mercifica le donne”, commenta a Fides p. Albert Rozario, che è parroco di St. Mary’s Cathedral a Dhaka, ed è anche un avvocato e un docente. Secondo il sacerdote, sono i genitori, soprattutto persone povere e poco istruite, a tenere le fila del fenomeno: “L’istruzione è il fattore principale per fermare i matrimoni precoci. Bisognerebbe sensibilizzare l’intera società, le istituzioni, le scuole, le comunità religiose, contro i matrimoni precoci”, afferma.

Secondo le pratiche religiose e sociali induiste, le donne indù, quando sono sposate, non ereditano proprietà dei loro genitori; quindi spesso anche i fratelli di sesso maschile hanno interesse a organizzare i matrimoni precocemente, in modo da escluderle del tutto dalla linea ereditaria.
“Il governo sta lavorando sulle questione. Auspichiamo che presto il tasso di matrimoni precoci diminuisca”, afferma p. Rozario che insegna diritto civile e penale agli studenti dell’Holy Spirit National Major Seminary nella capitale Dhaka.
Si nota che in Bangladesh, le ragazze sposate precocemente subiscono conseguenze per tutta la vita: hanno meno probabilità di continuare la scuola; sono a maggior rischio di concepire un figlio in giovane età, il che a sua volta aumenta il rischio di complicazioni per la salute materna e infantile.
La pratica del matrimonio precoce spesso isola le ragazze dalla famiglia e dagli amici e impedire loro di partecipare alla vita della comunità, il che ha un enorme impatto negativo sulla loro salute mentale e sul benessere personale. Inoltre, anche il tasso di divorzio tra le coppie nate da matrimoni precoci risulta allarmante.
Alcune ragazze costrette a matrimonio precoce e oggi salvate da alcune organizzazioni della società civile, hanno parlato con Fides. “A quell’età giocavo con i miei compagni di gioco. Poi mi è stato detto di andare a vivere nella casa di mio marito. Non ho avuto un’infanzia”, testimonia Shila Roy, una donna indù, sposata a 13 anni nella zona di Mirpur a Dhaka. La donna, oggi ventenne, ha condiviso la sua triste storia: “Ogni notte mio marito abusava di me. Sono scappata ma lui mi ha catturato e violentato”. Ora è impegnata a sensibilizzare ed evitare i matrimoni precoci.
Ruby Akter, musulmana data in sposa a 12 anni, ha detto a Fides: “I matrimoni precoci uccidono una ragazza. La ragazza deve sopportare ogni tipo di tortura fisica e mentale. Il corpo, la mente, niente rimane suo”. Akter, oggi quindicenne, vive a Tejgaon e dice: “Il matrimonio precoce è una maledizione per la società. E’ una pratica che non dovrebbe esistere in nessuna società civile e va fermata”.
Il Bangladesh ha approvato leggi contro i matrimoni precoci. Per legge, prima dei 18 anni una donna e un uomo prima dei 21 anni non possono sposarsi. Tuttavia, come conferma p. Rozario, le leggi vengono ignorate e la pratica continua. Nella comunità cristiana del Bangladesh è in corso una vasta opera di sensibilizzazione per tutelare le bambine e i matrimoni precoci sono spariti. “Lavoriamo con forza contro i matrimoni precoci. Per quanto ne sappia io, non c’è più nessun caso di matrimonio precoce nella comunità cristiana in Bangladesh”, afferma il sacerdote.

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26/05/2023
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