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Cruciani: o sei d’accordo o sei omofobo

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La decisione del governatore del Lazio Francesco Rocca di togliere il patrocinio al Gay Pride di Roma ha scatenato la bufera. Una scelta necessaria perchè il patrocinio regionale"non può, né potrà mai, essere utilizzato a sostegno di manifestazioni volte a promuovere comportamenti illegali, con specifico riferimento alla pratica del cosiddetto utero in affitto”. Nelle ultime ore l’escalation di attacchi, insulti e paragoni: dall’immarcescibile vento fascista all’Ungheria di Orban, non è mancato niente. I principali esponenti del mondo Lgbt hanno speso parole pesantissime nei confronti della Regione guidata dal centrodestra, alimentando l’indignazione a tinte arcobaleno. Ma a smascherare il ricatto dell’universo gay ci ha pensato Giuseppe Cruciani con la sua solita causticità.

L’appuntamento di martedì con “La Zanzara” ha acceso i riflettori proprio sul polverone legato al Gay Pride capitolino e il giornalista ha tenuto a precisare:“Io sono a favore del Gay Pride, del matrimonio gay, dell’adozione gay e dell’utero in affitto anche per coppie dello stesso sesso. Non ho problemi a dirlo o a ribadirlo”. Ma non solo, qui arriva la bordata a tutti gli integralisti del mondo Lgbt: “Io non sopporto la nuova religione gay: le associazioni omosessuali dicono una cosa e se tu non sposi le stesse tesi Lgbt diventi immediatamente omofobo e illiberale”.

“Questo è insopportabile, è totalmente insopportabile”, ha proseguito Cruciani, stigmatizzando senza mezzi termini il ricatto arcobaleno. Non è possibile contraddire la comunità Lgbt perchè il rischio è quello di essere additati come “intolleranti”, “illiberali” o “omofobi”. Molti politici sono stati subissati di insulti per aver espresso una posizione diversa da quella del regime arcobaleno: “Si può anche essere contro l’adozione gay o contro il matrimonio gay, si possono dire tante cose ma non necessariamente tu sei omofobo. Io ammetto che ci sia una opinione diversa e invece no, la nuova religione omosessuale non consente a nessuno di derapare, di pensarla in modo diverso: o sei a favore del Gay Pride oppure sei un pericoloso omofobo”.

Impossibile non condividere la riflessione di Cruciani. La dimostrazione plastica era già arrivata pochi giorni fa, con Arisa sfortunata protagonista. Esprimi qualche parola di apprezzamento nei confronti del primo ministro Giorgia Meloni? Per te offese, minacce e niente ospitata al Gay Pride, dopo anni di attivismo per la comunità. Alla faccia dell’inclusività.

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08/06/2023
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