Politica

di Mirko De Carli

ORA E SEMPRE UN PRESIDENTE

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Proporre una riflessione politica a caldo sarebbe esercizio falso e retorico e quindi lo scarto a priori. Quando questa mattina, prima ancora dei giornali, mi arriva la notizia della morte di Silvio Berlusconi via watusp dall’amico Mario Adinolfi la prima cosa che mi è venuto spontaneo ed immediato fare è stato riguardare gli scatti sul cellulare che ci hanno ritratto insieme. Sì, quando perdi fisicamente qualcuno che ti è caro cerchi quasi inconsciamente di non lasciarlo andare imprimendo il suo volto nella testa e nel cuore.

L’ultima volta ci siamo visti avvenne a Ravenna, nella mia città natale, per la conclusione della campagna elettorale delle regionali del 2020: fu una giornata indimenticabile cominciata con la notizia comunicatami da Mario Adinolfi che sarei stato io a rappresentare il Popolo della Famiglia sul palco per la chiusura della corsa elettorale a sostegno di Lucia Borgonzoni. Tante emozioni tutte insieme che resero quella giornata davvero particolare e che mi portarono a fumare più sigari del solito vista la tensione non indifferente: sul palco coi leader del centro-destra, prima volta per il PdF “alla pari” con i grandi partiti nazionali e davanti alla mia gente, famiglia ed affetti cari. Venni chiamato sul palco prima di Berlusconi e la cosa mi lasciò incredulo visto che ero cresciuto nel solco del suo impegno e delle sue vittorie e cadute: sul palco cominciò a cantare l’inno al mio fianco ed ebbi il piacere di dirgli “Presidente vada al centro, se siamo qui è per merito suo” e lui mi rivolse un sorriso profondo come quello che tante volte mio nonno Vittorio mi rivolge quando mi guarda con tenerezza.

Finiti gli interventi mi prese poi sotto braccio, come era solito fare, e davanti ai presenti ebbe a dire quella frase che rimarrà scolpita nella mia vita: “voi siete qui perché ci sono io, lui è qui perché se l’è guadagnato”. In una frase l’incorreggibile temperamento di un ragazzo (oggi) di 39 anni che ha sempre scelto tutto mettendo al posto la libertà di dire quello in cui crede (pronto, per questo, a pagarne prezzi a volte anche altissimi) e di non avere padroni ma compagni di viaggio. Per quello gli anni vissuti in Forza Italia prima e Popolo della Libertà poi sono stati un momento di bellezza incancellabile perché, insieme ad amici come Roberto Formigoni e Mario Mauro, abbiamo avuto la grande libertà di costruire ciò che ritenevamo giusto e necessario per la nostra gente.

Non è un caso che, anche dopo essere uscito dal partito da lui fondato, i rapporti sono sempre stati dei migliori e a confermarlo sono le tante liste costruite ta Forza Italia e Il Popolo della Famiglia dal 2016 ad oggi (ultima quella a Salsomaggiore che oggi vede presente il gruppo consiliare “Il Popolo della Famiglia - Forza Italia” presieduto dal pidieffino Michele Gandolfi), la mia salita alla carica consigliere nazionale Anci e l’adesione del PdF alla famiglia politica del PpE. La politica è prima di tutto “una questione di pelle” dove il ragionamento fa solo danni e questi anni, pur su posizioni diverse, hanno riaffermato il nostro “capirci” a pelle.

In queste ore dove in tanti, troppi, spendono parole ed energie per aprire la stolta corsa alla raccolta della sua immensa eredità politica desidero solo condividere il mio personale ricordo di Silvio Berlusconi affinché ne rimanga traccia per sempre.

Sul piano politico parleremo poi, certi che come PdF saremo chiamati a dire la nostra nel cammino di ricostruzione di una proposta politica autenticamente popolare e cristianamente orientata: rimane viva in noi un’unica immagine, quella del Berlusconi che tenta (da Presidente del Consiglio) disperatamente di salvare la vita di Eliana Englaro.

Detto ciò ti voglio salutare così: grazie per la tua vita, ora e sempre un Presidente

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12/06/2023
2502/2024
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