Storie

di Giuseppe Udinov

Rupnik non fa più parte dei Gesuiti

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Il sacerdote Marko Rupnik “non è più religioso gesuita”. Lo scrive in una lettera aperta il delegato per le Case e Opere Internazionali Romane della Compagnia di Gesù, padre Johan Verschueren, informando che sono “passati i trenta giorni previsti per lui per poter fare ricorso” contro il decreto di dimissione dalla Compagnia di Gesù firmato dal padre generale consegnatogli il 14 giugno scorso, “secondo le nuove norme canoniche a riguardo”. Padre Verschueren ricorda che “Rupnik aveva presentato già da gennaio 2023 la sua richiesta di poter uscire dalla Compagnia”, ma spiega che tale “richiesta non ha mai rappresentato in alcun modo un ‘diritto’ per lui”, poiché i voti emessi nella Compagnia di Gesù “lo vincolavano a un impegno a vita di obbedienza e non c’è alcun obbligo da parte della Congregazione Religiosa di accogliere una richiesta simile”. Il religioso precisa che “la Compagnia non ha voluto accogliere questa sua domanda” spinta “dal desiderio di vincolarlo alle sue responsabilità di fronte a così numerose accuse, invitandolo a intraprendere un percorso di verità e di confronto con il male denunciato da tante persone che si sono sentite ferite”. Siccome Rupnik “non ha voluto accogliere” l’invito, la Compagnia di Gesù ha deciso di dimetterlo.

Il delegato per le Case e Opere Internazionali Romane dei gesuiti, che è stato anche Superiore Maggiore di Rupnik, si rammarica della “incapacità” dell’ex confratello “di confrontarsi con la voce di tante persone che si sono sentite ferite, offese e umiliate dai suoi comportamenti e dal suo modo di agire e comportarsi nei loro confronti” ma aggiunge che “quanto detto non esclude il bene che lui ha fatto, e il frutto spirituale di cui è stato tramite per molte e molti altri nella Chiesa”. Circa la possibilità di procedere “a un processo” canonico, Verschueren precisa “che questo non è di per sé competenza della Compagnia di Gesù, ma della Santa Sede”. “Ho sempre desiderato come Superiore Maggiore, nelle diverse circostanze di queste lunghe e complesse vicende, poter avviare un processo che potesse garantire l’accertamento giudiziale dei fatti, il diritto alla difesa e le pene sanzionatorie conseguenti (o la possibile assoluzione) - continua il gesuita - ma diversi motivi, tra cui gli attuali limiti delle normative relative a situazioni simili, non lo hanno permesso”.

Infine padre Verschueren dichiara che “è fermo desiderio della Compagnia di Gesù prendere distanza anche giuridica dal Centro Aletti - una comunità che unisce studio, arte sacra e ricerca del dialogo nel solco della tradizione cristiana di oriente e occidente - uscendo formalmente dall’Associazione Pubblica di Fedeli che porta lo stesso nome e trovando il modo migliore di rescindere rapporti di partnership con il Centro” - dove tra l’altro “non c’è più una comunità di gesuiti residenti” - e ciò “anche in collaborazione con il Vicariato di Roma”, dal quale il Centro oggi dipende. “A tutte e a tutti coloro che in qualsiasi maniera si sono sentiti e si sentono ferite e feriti da questo nostro un tempo confratello - conclude il religioso - assicuro la mia piena solidarietà e apertura a trovare nel futuro i modi migliori per riflettere su come poter trovare pace e riconciliazione interiore attraverso percorsi che potremo studiare insieme”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

26/07/2023
1808/2023
Santa Elena

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Cassero, il delirio continua: “La Chiesa inquina con la sua ortodossia”

Replica delirante e unitaria di tutte le associazioni LGBT a difesa della vergognosa iniziativa blasfema del circolo gay di Bologna

Leggi tutto

Storie

Matrimonio lesbico in una chiesa di Macerata

Non lo è dal punto di vista giuridico (per quanto i nominalismi contino sempre di meno e le parole al giorno d’oggi assumano talvolta significati quasi opposti a quelli che rintracciamo nei dizionari), e non lo è nemmeno dal punto di vista sostanziale: il matrimonio è l’unione di un uomo e di una donna che suggellano un patto senza data di scadenza né fini espliciti, se non quello di mostrare la propria disponibilità alla vita che potrà venire, accoglierla, proteggerla, educarla e fornire alla società intera il dono impagabile di una nuova generazione.

Leggi tutto

Chiesa

Io prete disabile e felice

Un parto prematuro, una paresi spastica alle gambe, un handicap evidente e per certi versi umiliante. Così comincia la vita di quello che oggi è un sacerdote cattolico felice di poter dare la gioiosa testimonianza di una vita redenta. «Sono stato un girovago tra tante amarezze e false consolazioni», dice di sé, e «il Signore ha fatto di me un uomo nuovo». Come? Un po’ come con Mosè, la cui forza veniva da un bastone in cui si ricordavano le promesse

Leggi tutto

Chiesa

A 25 anni dal primo duro anatema alla mafia

Oggi la Chiesa agrigentina fa memoria del giubileo dalla visita di San Giovanni Paolo II. Arrivò e rimase nella Valle dei Templi l’8 e il 9 maggio 1993. Tutti ricordano monsignor Marini che tradisce una tensione stellare, alle spalle del roccioso pontefice slavo: oggi tutti i vescovi siciliani si ritroveranno alle 18:00 per una celebrazione eucaristica al Tempio della Concordia.

Leggi tutto

Politica

La terza via sulla quale deve puntare il popolarismo sturziano dopo le Europee

Impossibile pensare di indulgere – come fanno i movimenti populisti – sull’opzione di vellicare “la pancia del Paese” (cioè le sue voglie e le sue paure)

Leggi tutto

Politica

IL PDF TRA NUOVI ELETTI E NUOVE GRANDI SFIDE

La nostra sfida per un progetto politico autonomo di ispirazione cristiana che cresce e va al governo delle comunità si sposta da qui a otto mesi alle elezioni nelle grandi città  del maggio 2021. Siamo un popolo, non ci faremo trovare impreparati. Dovremo affrontare due settimane dei ballottaggi importanti in cui saremo protagonisti grazie ai risultati ottenuti a Chieti (0,6%) ma soprattutto a Matera (3,5%) e Castrovillari (11,1%). Non solo, tra due settimane il Popolo della Famiglia torna in campo anche per il primo turno delle amministrative siciliane ad Agrigento, a Tremestieri ed a Mislimeri

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano