Storie

di Ilaria Maria Sorrentino

I GIOVANI IN CAMMINO A LISBONA PER LA GMG

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​​“Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al cammino. È il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, ci arricchisce mentre lo percorriamo, bisognasaper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti, che a causa della routine, non riusciamo a vedere”. Così scriveva Paolo Coelho. E’ ormai lontano il ricordo della GMG a Cracovia da pellegrina, anche quest’anno vissuta in tv, ma ogni volta riconferma la bellezza del cammino. Vedere quei volti felici; vedere giovani in preghiera; vedere la speranza è un dono immenso. Vivere la GMG significa macinare chilometri con uno zaino in spalla. Il cammino ti pone di fronte ai tuoi limiti, alle tue paure, ai tuoi insuccessi, in maniera dolce perché condivisa, ti fa comprendere di appartenere a qualcosa di più grande di un semplice “Io”. Ad ogni passo, ad ogni liturgia, ad ogni sorriso, ad ogni lacrima, ti insegna a conoscere e ad apprezzare le tue debolezze, a non vederle come mancanze, ma come “parte di te”. Vivi un cambiamento perché la GMG insegna quanto sia urgente amare ed amarti perché ogni pellegrino ha una storia da raccontare.

La veglia è un’occasione perché la Gmg è «un evento di grazia che risveglia, allarga l’orizzonte, rafforza le aspirazioni del cuore, aiuta a sognare, a guardare oltre». E sono grazia, soprattutto, le parole di Papa Francesco, pronunciate quasi del tutto a braccio. Il Papa ha invitato i giovani a coltivare le radici dell’allegria, perché, ha detto, «l’allegria è missionaria». Li ha spronati a «camminare con costanza, ad allenarsi per questo cammino e a rialzarsi dopo eventuali cadute».
Quando si sale, ha aggiunto, «ciò che importa non è cadere ma non restare caduti». Bisogna rialzarsi o farsi aiutare. «E l’unica volta in cui è lecito guardare una persona dall’alto in basso è per aiutarla a rialzarsi». Infine, ha sottolineato: «Nella vita niente è gratis, tranne l’amore di Cristo. E allora camminiamo nel suo amore con speranza e senza paura». Giovani che hanno ascoltato una parola che invita al cambiamento. Uno dei grandi doni del cammino, non è la rivelazione della verità, non è la folgorazione rivelatrice, ma la consapevolezza che viene seminata nel cuore dei pellegrini, attraverso la preghiera e la ricerca. Quanta nostalgica emozione e quanta gioia nel vedere le storie sui social dei ragazzi della diocesi di Agrigento o dei ragazzi del cammino neocatecumenale della provincia. I social indispensabili per sentirsi, per chi come me fisicamente non a Lisbona, parte integrante di un evento straordinario.
«Cosa portiamo con noi ritornando nella valle della vita quotidiana?». È la domanda che Papa Francesco ha posto ai giovani durante la messa finale della GMG. E la risposta l’ha condensata in
tre verbi: «brillare, ascoltare e appunto non temere». L’invito del Papa è a riporre la propria fiducia in Gesù. «A voi, giovani, che coltivate sogni grandi ma spesso offuscati dal timore di non vederli
realizzati - dice il Pontefice -; a voi, giovani, che a volte pensate di non farcela; a voi, giovani, tentati in questo tempo di scoraggiarvi, di giudicarvi inadeguati o di nascondere il dolore mascherandolo con un sorriso; a voi, giovani, che volete cambiare il mondo e lottate per la giustizia e per la pace; a voi, giovani, che ci mettete impegno e fantasia ma vi sembra che non bastino; a voi, giovani, di cui la Chiesa e il mondo hanno bisogno come la terra della pioggia; a voi, giovani, che siete il presente e il futuro; sì, proprio a voi, giovani, Gesù dice: “Non temete!”. Ma vi dico una cosa molto più bella: Gesù stesso ora vi guarda, Lui che vi conosce e vi legge dentro: vi guarda nel cuore, perché Gesù conosce il cuore di ognuno. E allora, non temete, non temete, non temete». Di fatto il verbo “temere” diventa la parola chiave, la stella polare di questa GMG. Ogni singola parola di Papa Francesco sono un’occasione, una sfida per ripensare alla propria vita, alle difficoltà vissute, alle proprie sofferenze, alle proprie gioie. A poche ore di distanza dalla veglia e dalla messa presiedute da Papa Francesco, Lisbona accoglie nuovamente l’entusiasmo dei giovani con l’incontro vocazionale del Cammino Neocatecumenale per raccogliere i frutti, dopo l’ascolto delle parole del Papa. L’equipe internazionale del Cammino, composta da Kiko Argüello, Ascensión Romero e P. Mario Pezzi, guida l’incontro. Allo stesso incontro partecipano anche centinaia di catechisti itineranti, presbiteri e famiglie in missione. Kiko Argüello, con l’annuncio del kerygma, una chiamata a crescere nella gioia, incoraggia i pellegrini a non angosciarsi delle proprie miserie, perché “predicare il Vangelo è una notizia che si realizza qui ed ora. Tutti abbiamo bisogno di essere salvati. La fede è l’incontro con lo spirito di Cristo e ci dice che questo Cristo è Dio. Cristo è risuscito dalla morte per te perché tu non muoia”.
Questa esperienza diventa davvero un momento di forte rinascita, un aiuto a riprendere le trame del quotidiano con un senso e una speranza nuova. A chi critica, a chi punta il dito per un dj set di
prima mattina o palchi particolari o solamente per il gusto di attaccare vi invito a vivere la GMG perché, oltre il momento spensierato, è un’esperienza di vita indimenticabile, un modo per ritrovare la fede, quella luce, quella speranza e quella serenità che si cerca. Ogni viaggio è diverso, ma rimane comunque un cammino emotivo e un percorso in cui l’anima trova la sua strada e inizia a
respirare e a gioire come dovrebbe. Un dono che continua a suscitare stupore all’interno della Chiesa e fuori di essa, sono la polaroid di una gioventù assetata di valori e alla ricerca del senso più profondo della vita stessa.
“È stata Maria ad accogliere per prima. La grande sorpresa della vita per sempre. Fiduciosa e semplice, volle ricevere il grande mistero di un Dio che è per te e per me” dice l’inno di questa giornata mondiale della gioventù. Si dice che dal cammino entri in un modo e ne esci in un altro. In che senso? Provate! Per questo non vedo l’ora di vivere Roma 2025 per il Giubileo dei giovani e poi appuntamento a Seul nel 2027!

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08/08/2023
1908/2023
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