Storie

di Raffaele Dicembrino

Urban nature

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Sabato 7 e domenica 8 ottobre torna Urban Nature, la festa WWF della Natura in città arrivata alla settima edizione. L’obiettivo dell’evento – che ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica - è di rendere sempre più evidente il valore della natura in città per il benessere delle persone, rinnovando il modo di pensare e pianificare gli spazi urbani e favorendo azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità nei sistemi urbani. Proprio per evidenziare l’importanza della natura in città per la nostra salute e il nostro benessere, il WWF è partito dagli ospedali pediatrici, promuovendo la creazione di vere e proprie Oasi che possano supportare il percorso terapeutico e riabilitativo dei giovani pazienti.

Da qui nasce il messaggio “La natura si fa cura”: nel corso del fine settimana in molte piazze sarà, infatti, possibile contribuire alla raccolta fondi per il progetto “Oasi in Ospedale” a favore dei piccoli pazienti delle strutture pediatriche. In cambio si riceverà una bellissima pianta di felce.
Nel corso del weekend saranno centinaia gli eventi in programma, grazie a una rete di decine di realtà che collaborano ad uno scopo comune: riscoprire il valore del capitale naturale proprio là dove decine di milioni di italiani ormai vivono, le città. Oltre il 55% della popolazione mondiale, infatti, vive in aree urbane e nei prossimi 30 anni si arriverà al 70%: ma a oggi nelle città italiane il verde attrezzato allo sport e al gioco rappresenta appena il 14% del verde urbano, un gap che va colmato attraverso una riqualificazione pianificata dei nostri spazi urbani.
Gli spazi verdi in città sono come polmoni che producono ossigeno anziché consumarlo, riducono le cappe di calore estremo e trattengono l’acqua in eccesso nei periodi di piogge intense. Ma la natura può anche favorire il recupero delle condizioni psico-fisiche dei meno fortunati, a partire dalle centinaia di piccoli pazienti ricoverati negli ospedali pediatrici di tutta Italia: poter disporre di spazi verdi, adeguatamente progettati e integrati nei percorsi terapeutici, consente loro di immergersi in un contesto di profumi e colori, forme e movimento, in cui svolgere attività riabilitative, passare qualche momento con i propri cari in un contesto meno formale e ridonare spazio alla curiosità, grazie agli effetti benefici che la natura è in grado di portare al nostro organismo e alla nostra mente.
Una farfalla può quindi diventare metafora della metamorfosi e del passaggio dalla malattia alla guarigione, un’aiuola fiorita uno stimolo per fare qualche passo in più nel recuperare l’equilibrio motorio, il movimento delle fronde un diversivo rispetto al tempo monotono della degenza, mentre un carrello pieno di piante officinali e in bottiglia può allietare di profumi e colori anche chi non è ancora in grado di alzarsi dal letto.
È questo il concetto del progetto Oasi in Ospedale, che Urban Nature vuole sostenere anche quest’anno.
In oltre 1.700 piazze italiane, grazie a migliaia di volontari, nel weekend del 7 e 8 ottobre con una piccola ma significativa donazione è possibile contribuire al progetto, ricevendo una bellissima felce per abbellire la casa e migliorare la qualità dell’aria interna.
Il messaggio è semplice: la “Natura si fa cura” poiché, come dimostrano numerose ricerche, la presenza di spazi verdi favorisce il recupero, le terapie e l’apprendimento dei piccoli pazienti, soprattutto quelli a lunga degenza.
L’effetto positivo che offre la natura è già diventato realtà nell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (Roma) dove è stata allestita nel 2020 un’Aula Natura WWF: oltre al supporto educativo, nei bambini si sono riscontrati grandi benefici a livello ortopedico, cardiaco e psicologico, che l’associazione mira a rilanciare realizzando vere e proprie Oasi in Ospedale in altre strutture italiane.
Le felci, poi, sono piante particolarmente importanti per il nostro benessere in ambienti indoor per il loro ruolo nel trattenere diversi inquinanti presenti nell’aria, rappresentando quindi un beneficio anche per chi deciderà di supportare il progetto.
Il 7 e l’8 settembre si potrà partecipare alle decine di eventi organizzati da nord al sud del paese: visite guidate a piedi o in bicicletta, bioblitz, incontri per festeggiare e conoscere la natura della propria città, anche la più nascosta.
Urban Nature è realizzata in collaborazione con i Carabinieri forestali e ANMS (Associazione Nazionale dei Musei Scientifici).

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

28/09/2023
2202/2024
Cattedra di S. Pietro

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Storie

L’ispirazione originaria di due paralleli approfondimenti spirituali

La problematica sulla popolazione e sull’ambiente, che per decenni è stata in qualche modo la molla che, con i suoi allarmismi, ha condizionato scelte politiche, economiche e morali fondamentali a livello globale, sta ormai occupando apertamente la scena, con la dichiarata intenzione di determinare in modo sostanziale la governance mondiale. Appare perciò necessario, in questo tragico momento storico, andare alla radice dei problemi implicati e mettere in piena luce gli elementi essenziali che sono in gioco e la realtà di fatti che ormai da decenni vengono stravolti, offuscando, in tal modo, la coscienza dei popoli.

Leggi tutto

Società

Quando il cervello è troppo connesso

Recentemente si è anche scoperto che la capacità di comunicazione neuronale costituisce una sorta di “impronta digitale” del nostro cervello che caratterizza gli individui e li differenzia gli uni dagli altri

Leggi tutto

Storie

Vetri esposti ai raggi X

Un vetro è, essenzialmente, un liquido che può fluire e scorrere, ma con tempi estremamente lunghi. Quando la sua temperatura è sufficientemente bassa rispetto alla quella di fusione (nota come temperatura di transizione vetrosa), il tempo necessario perché il vetro fluisca è praticamente infinito e siamo di fronte a un solido propriamente detto. Un vetro a temperatura sufficientemente bassa è dunque un solido che, a livello microscopico, conserva la struttura disordinata tipica di un liquido o – come a volte si dice – è un “liquido congelato”.
I vetri, quindi, si comportano come tutti gli altri solidi: se sottoposti a una piccola trazione esterna si deformano elasticamente come delle molle, sostengono questi sforzi esterni per poi ritornare alla loro forma iniziale una volta eliminata la sollecitazione. Se la trazione porta a una deformazione che supera un valore limite (che dipende dal materiale), i vetri cominciano a presentare una risposta “plastica”: se si smette di tirare il materiale, esso non ritorna più alla forma iniziale ma resta parzialmente deformato in modo permanente. La deformazione plastica corrisponde a una successione di eventi microscopici in ciascuno dei quali un gruppo di una decina di atomi, vicini tra loro, si sposta in maniera coordinata. Sono spostamenti non reversibili e le nuove posizioni atomiche restano tali anche quando la trazione esterna viene eliminata.
L’accumularsi nei vetri di questi eventi plastici può dar luogo a fenomeni spettacolari: se un vetro è tirato sufficientemente si arriva a un punto di cedimento in cui le zone plastiche diventano così numerose da cambiare le proprietà del sistema stesso. La maggior parte dei vetri a cui siamo abituati (vetri silicati) sono fragili e, al punto di cedimento, si frantumano catastroficamente.
Altri vetri, come alcune plastiche, sono invece duttili e, al punto di cedimento, cominciano a fluire come farebbe un vero e proprio liquido. Questi processi sono stati studiati in dettaglio con misure macroscopiche andando ad osservare, per esempio, la risposta del sistema a sollecitazioni meccaniche. Molte domande rimangono però ancora aperte, in particolare riguardo al moto degli atomi fino al cedimento. Studiare il punto di cedimento in vetri ossidi è molto difficile sperimentalmente perché il vetro, in trazione, di solito si frantuma. Tuttavia irraggiandolo con i raggi X è possibile studiare con risoluzione atomica quello che non si può fare con le classiche tecniche di laboratorio.
Lo studio del team di ricercatori dell’Università di Padova, Università di Trento, Centro DESY di Amburgo e Università di Bruxelles guidato dal Professor Giulio Monaco del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” dell’Ateneo patavino recentemente pubblicato su “Physical Review X” con il titolo “Reaching the Yield Point of a Glass During X-Ray Irradiation” apre nuove prospettive sulle proprietà elasto-plastiche in vetri fragili come, ad esempio, quelli delle finestre delle nostre case.
Grazie all’uso di luce di sincrotrone prodotta in grandi acceleratori di elettroni, come quello di DESY ad Amburgo, si sono generati fasci di raggi X con dosi di radiazione assorbita miliardi di volte maggiori di quelle utilizzate per uso medico. Quando questi fasci sono stati indirizzati su vetri gli atomi vengono spostati dalla loro posizione iniziale e cominciano a muoversi.
“Il fenomeno è stato studiato dal nostro gruppo – spiega Giulio Monaco team leader della ricerca – e abbiamo visto che questi atomi non seguono le leggi della semplice diffusione, ma piuttosto processi più complessi come l’iper-trasporto. Abbiamo visto come tali meccanismi, originati dall’assorbimento di raggi X, possono essere utilizzati sia per portare il vetro fino al punto di cedimento che per studiare come cambiano le proprietà meccaniche alla scala atomica man mano che il vetro si avvicina a tale punto”.
“Siamo riusciti a seguire come cambia la natura del vetro man mano che procede l’irraggiamento”, continua Alessandro Martinelli. “Quando i raggi X vengono assorbiti dal vetro lasciano dei “difetti”, ovvero atomi spostati rispetto alla propria configurazione di equilibrio. Questo però è un effetto non localizzato, cioè “tutti” gli atomi attorno al difetto vengono perturbati, e ciò si ripercuote a tutto il materiale. Come per un sasso gettato in un punto dello stagno, la posizione in cui la radiazione viene assorbita, le onde generate si propagano sulla superficie con un effetto minore quanto più lontani si è dal punto di impatto”.
“Possiamo immaginare i difetti generati dai raggi X come minuscole molle compresse che esercitano una piccola forza sugli atomi vicini. Aggiungendo sempre più molle, cioè aumentando l’assorbimento dei raggi X, siamo stati in grado di monitorare le proprietà meccaniche del vetro all’aumentare del numero di difetti generati”, aggiunge Francesco Dallari. “Il processo è simile a quello che accade quando un materiale viene compresso o tirato, ma qui il tutto avviene alla scala del decimilionesimo di millimetro”.
“Quando si comincia a irraggiare un vetro quest’ultimo risponde come una molla, ovvero elasticamente. Gli atomi si spostano come biglie, con movimenti a velocità (media) costante. Tuttavia aumentando l’irraggiamento, e quindi il numero di difetti, gli spostamenti diventano sempre più lunghi e intermittenti, con accelerazioni improvvise. Ad un certo punto, però, il vetro mostra delle proprietà completamente inaspettate: se il numero di difetti è abbastanza elevato il sistema non si comporta più come un solido, ma come un liquido”, conclude Giulio Monaco. “Questo comportamento, che caratterizza il punto di cedimento, non era mai stato osservato attraverso l’irraggiamento con raggi X. Questo studio è il primo caso di raggiungimento del punto di cedimento tramite irraggiamento con raggi X, dove si osserva la transizione di un solido elastico a un solido plastico. Questo studio apre dunque nuove prospettive per lo studio delle proprietà meccaniche nei vetri, con un approccio locale e una risoluzione atomica, ma mostra allo stesso tempo come trasformare un vetro inizialmente fragile in un vetro duttile, con possibile interesse anche a livello di applicazioni”.

Leggi tutto

Società

Transgender nello sport, il Cio cambia le regole

Il nuovo decalogo del Comitato Olimpico Internazionale diventerà legge non prima di marzo 2022.  Agli atleti non verrà più chiesto di sottoporsi a procedure mediche non necessarie per rientrare nei criteri di eleggibilità per la loro categoria e la loro disciplina

Leggi tutto

Storie

Pakistan - Nata una città per i cristiani

Bonnie Town dovrà ospitare anche una parrocchia, una scuola e un dispensario medico. I beneficiari: “Vivere qui gratis non è meno di un miracolo”.

Leggi tutto

Storie

A Roma quel telo che inquieta e dà speranza

Non nel senso che la Sindone sarebbe in questo momento nella capitale (l’ultima) d’Italia – sta sempre nella prima – però l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in collaborazione con il Centro internazionale di Sindonologia e con il Centro diocesano di Sindonologia “Giulio Ricci” di Roma, ha organizzato e ospitato il Convegno internazionale “Vide e credette”. Non solo la questione dell’autenticità del telo, ma un’occasione divulgativa e persino didattica

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2024 La Croce Quotidiano